"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Grumi

Ho un grumo di sogni nella testa, da qualche parte ci siamo io ed un’altra persona – forse Skayler – che facciamo un gioco di tarocchi ispirato a Nana (intesa come simbologia di yin e yang, spero), poi c’è una scuola costruita in una caverna… e infine ci siamo io, Cri ed un ragazzo svedese di nome Jons o Johnsson, con un avelignese, e tutti insieme partiamo per un trekking a cavallo in alta montagna; ad un certo punto mia madre mi telefona per dirmi che si prepara un temporale, io alzo gli occhi al cielo e vedo un mattone di nubi nere proprio sopra le nostre teste, dove prima era perfettamente sereno. Decidiamo di rientrare di gran carriera, ma Jons era più avanti di noi e non si trova più. Conduciamo i cavalli alla briglia giù per una pietraia e Dago finisce in un fosso, si fa anche piuttosto male, Cri sacramenta ma alla fine riesce a tirarlo fuori illeso. Rientrate al rifugio, ci dicono che Jons è lì… solo che a me non sembra Jons, soltanto uno che gli somiglia. Bah.

Domenica eravamo ad Astragal a festeggiare Litha. Ormai le nostre giornate sabbatiche stanno prendendo una loro forma costante – ci troviamo, si cazzeggia, pranzo, caffè, passeggiata e celebrazione – ed è bello, è tradizione. Tra l’altro martedì scorso, che era luna nuova, eravamo in quattro a casa di Laura a cercare di ponderare un modo per dare una forma un pochino più definita ai nostri rituali, e abbiamo buttato giù due righe in rima per l’apertura e la chiusura del Cerchio. Domenica questa formuletta è stata inaugurata ed ha riscosso un certo successo, diciamo. Insomma ci piace, funziona, ed è finita nel raccoglitore del Baule Volante.

Ieri notte Lady Vashj ha fatto la sua prima muta!
Sapevamo che fosse imminente – per via dei milky eyes – e poi ieri mattina mi sono svegliata e ho visto questo bel “calzino” a squame, che fa abbastanza impressione proprio perché è perfettamente integro, e secondo Yuri è segno di ottima salute.

Ieri pomeriggio, invece, mia suocera ha deciso di comprarsi un cane, un altro maltese. Non ho ben capito da cosa sia scaturita questa decisione – e forse non lo voglio nemmeno sapere. Yuri me ne ha messo al corrente che praticamente era già per strada per andare nonsoddove, verso Venezia, a prenderlo. Già mi aveva lasciato un po’ perplessa questa cosa di andare a spendere dei soldi per un cucciolo… passi il caso della nonna depressa, la cui avventura con il cagnetto del rifugio alla fine si era conclusa in maniera tragica e quindi s’era poi optato per un cane di razza dal carattere e dalle esigenze più prevedibili; però questo no, questo è un capriccio.
Tra l’altro ad un certo punto mi scrive “oh, in questo negozio hanno degli elaphe…”. Negozio. Il mio compagno sta comprando un cane in un negozio.
Mi sono incazzata come una bestia, gli ho chiesto che cavolo gli passasse per la testa, mi ha detto di stare tranquilla, che non era come pensavo, che era una cucciolata di un privato e il negozio stava solo offrendo visibilità…
Morale della favola: il cane viene dall’Ungheria e se ne sono accorti soltanto a cose fatte, quando l’hanno portata a casa e si sono presi finalmente lo scrupolo di guardare le carte che hanno firmato. Non ci posso credere =_=

Mi consolo pensando che finalmente oggi pomeriggio portano su Brandy a Laura. Così domani mattina vado a vederlo e domenica magari festeggiamo tutti insieme😀

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