"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

No good (?)

L’altra sera Yuri si è apertamente lamentato del fatto che stia trascurando il blog, dice che non riesce più a capire che cosa io abbia per la testa. Sorvolando sul fatto che probabilmente in quel momento lui stava parlando solo per dar aria ai denti – visto che non più tardi della sera prima si era sorbito le mie polemiche da zitellona inveterata su una ridicola coppietta di nostra conoscenza per tutta la durata del viaggio da casa mia fino al Bulldog Pub – è innegabile che il blog stia attraversando un periodo di magra.

Un po’ come Isabeau, che stamattina comunque è stata visitata da un’altra veterinaria che le ha diagnosticato uno “stress da tafani” che in ogni caso, anche se in misura minore, hanno anche gli altri. Per il resto la nonna è sana come un pesce, cammina bene e anche i denti sono a posto. Mi diceva Yuri che tra l’altro questa vet già l’aveva seguita con i precedenti proprietari quando stava a Pieve di Soligo, e che decisamente in gioventù aveva tutt’altro carattere rispetto ad ora. E la chiamavano MAIALA.

Io invece oggi pomeriggio mi sono autodiagnosticata un ritorno assai scalpitante di cistite con complicazioni dovute al vorticoso giramento di palle degli ultimi due giorni, e alle 2 sono andata in ufficio a dire che stavo male e me ne andavo a casa. Tanto tra una settimana mi lasciano a casa, com’è successo a Mariya, a cui hanno detto proprio papale papale che non hanno intenzione di fare assunzioni come azienda e quindi noi, che siamo arrivate ormai ai due anni con le agenzie interinali, siamo gentilmente liquidate.
Non c’era motivo di restare a soffrire su quella seggiola infernale fino alle cinque, no?

Ieri avevo un diavolo per capello (che, anche se come chioma non sono più folta come ai vecchi tempi, è pur sempre un buon numero) e a dire il vero non so neanche bene perché. Naturalmente la mazzata del lavoro s’è fatta sentire, ma è scazzo, e rabbia per questo sistema demenziale in cui stiamo vivendo tutti quanti… di certo non giustificava appieno l’inclinazione all’omicidio che avevo addosso quando sono tornata a casa e ho visto in che maniera ignobile avevano parcheggiato nel piazzale dei garage.
Quindi, Giulia, la prossima volta che ti reincarni ricordati quanto può essere utile poter dar fuoco alle cose con la sola imposizione mentale.

Eravamo in giro per shopping, in cerca di una camicia per Yuri da mettere sabato prossimo che sua cugina si sposa, ma poi non so come mi sono ritrovata al Velenia e stavo pagando (in contanti) un corsetto pieno di pizzi neri e una giacchetta sobria con le spalline a sbuffo. Misteri dei saldi.

Ieri Laura è rimpatriata e abbiamo TANTE cose di cui parlare, non solo lei ed io, ma tutte LeMonas in generale; ragion per cui domani pomeriggio ci sarà un allegro convivio in alta montagna. Sarà probabilmente un’occasione propizia anche per ricominciare a discutere del Signore Verde, dal momento che due giorni fa c’era una faccia ghignante sullo schermo della tv (spenta) in camera di Yuri – e lui da solo non ha il coraggio di parlarci.

I solemnly swear I’m up to no good.

Una Risposta

  1. CeleTheRef

    faccia ghignante? ma non è che forse la TV era sintonizzata su un programma di Enrico Papi?

    29 luglio 2012 alle 06:47

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