"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Cose, case, casi.

Stamattina non sono proprio in vena di leggere cazzate su Facebook. Quindi prima che la mia vena polemica commentasse l’ennesimo link vegan ignorante esortando suddetta persona ad andare in Africa a convincere i Masai che sui loro acri di terra devono coltivar carote e pomodori anziché allevare mucche, ho rimosso questa persona dai miei amici e ho chiuso tutto.

Ieri sono morti tre rocciatori del soccorso alpino, hanno avuto un incidente mentre facevano un’esercitazione in parete. Uno di loro era David, lavorava con me, era lui che mi seguiva quando sono arrivata in fabbrica ed è stato lui ad insegnarmi a saldare. L’ho scoperto ieri sera quando ho trovato un articolo sulla Stampa che riportava nomi e cognomi, c’erano pressoché zero probabilità che si trattasse di uno spaventoso caso di omonimia e comunque dopo un breve giro di telefonate/sms/messaggi su fb mi hanno fugato ogni dubbio.
Stanotte me lo sono sognato, ero al suo funerale ma potevo vederlo e sentirlo come se fosse ancora vivo. Non mi ricordo cosa mi diceva, ma era abbastanza sereno e cercava di sdrammatizzare, e alla fine sorridevo anch’io. Alla fine uno si dispiace sempre più che altro per chi resta.
Quindi niente, ciao Giovane. Magari per un qualche strano scherzo del destino, al prossimo giro ti reincarni in qualcuno che soffre di vertigini.

Giovedì eravamo a casina a grigliare carne, verdure e seitan (specificazione doverosa dopo l’ouverture carnivora di questo post – ho dei carissimi amici vegetariani con cui si va assolutamente d’amore e d’accordo). Miracolomiracolo, ho delle foto in cui sono venuta decentemente!
Tipo questa, di Io avec Poulet❤

Abbiamo fatto la Signora di Tutte le Partite a Munchkin, cominciata intorno alle 5 del pomeriggio e finita alle 9 passate; alla fine ero disposta a suicidarmi, tanto mi aveva consumato. Mi par di capire che come battesimo per Paolo e Sara dev’esser stato tosto😄
Sono stati carinissimi, mi hanno portato un pensierino profumoso, una saponetta artigianale al latte e cacao con un mazzetto di ruta e uno di assenzio (che al momento stanno appesi ad uno sportello della cucina, in attesa di una collocazione migliore). Le Limone invece hanno avuto un’idea geniale e hanno inaugurato un ciclo di regali veramente citrico!

Io, di mio, in questi giorni faccio poco altro oltre ad insistere con Magick. Ieri per ben due volte ha rischiato di tornare sullo scaffale e di essere rimpiazzato con Il Sentiero della Terra di Starhawk – che, per giunta, mi sono accorta aver inglobato accidentalmente il libretto sul segno zodiacale indiano che mi aveva regalato la mamma di Matteo ancora ai tempi che fubbero. E io che mi ero tirata cretina a cercarlo… – però alla fine l’ho sempre ripreso e ri-aperto; ormai lo finisco, mi mancano praticamente soltanto le appendici… e il capitolo sul corpo astrale e sulla chiaroveggenza mi è piaciuto, l’ho letto volentieri. Mi sta dando una mezza idea sul genere di operazioni a cui mi voglio dedicare di qui in avanti. Prima di andare a dormire mi sono presa cinque minuti per fare un po’ di visualizzazione, credo che potrebbe rivelarsi interessante.

Mi sento un po’ hedgewitch anch’io, lo confesso, ma presumibilmente solo perché finalmente riesco a staccare la spina, e anche quel “poco” che sono stata al rustico è servito. Guardavo alcune foto della nuova casetta di Dodo, nell’album che lei per l’appunto ha definito “hearthcraft pics”, e oserei direi che abbiamo almeno una visione comune – che è stata poi la ragione per cui quel giorno sono partita con l’ennesimo, idilliaco film mentale in cui avrebbe potuto essere lei la mia amica immaginaria con la sua casetta rustica poco distante dalla mia.

E, a proposito di casette, stamattina approfittiamo dell’assenza di mia madre per lavorare al terrario di Lady Vashj. Siamo andati a fare shopping qui e lì cercando in primis un buon substrato… siamo tornati a casa con un sacchetto di midollo di cocco naturale, pensando in realtà che fosse di tutt’altra consistenza, e abbiamo finito per mescolarlo al vecchio tipo perché comunque igienizza. In più abbiamo trovato anche un fondale simil-roccioso – insistiamo con la quantità massima di superfici ruvide in modo che quando sia ora di fare la muta possa grattarsi comodamente – e una specie di ceppo di mangrovia, che ci pare che si senta piuttosto arboricola ogni tanto.
Ora, io ho fatto un casino perché sono veramente MITICA e spostando le antine scorrevoli in vetro ne ho rotta una =__= Yuri me ne ha tagliato una posticcia in compensato e poi oggi pomeriggio me ne farà una nuova. Al che ne approfitterò per lavare un po’ di ditate e farò una fotina decente.

Stasera a cena siamo ospiti di Denis e signora, con tutti i loro pollettoni… metto in carica la batteria della macchina fotografica, cheemmeglio.

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