"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Bruschi risvegli

In qualche modo mi sentivo che stanotte avrei sognato un sacco, ma il primo sogno è stato piuttosto brutto. All’inizio c’ero io che guardavo su Facebook delle foto da un album di Debby/Saoirse, foto di un tizio strano che aveva un piccolo pentacolo nero tatuato nell’incavo tra le due clavicole. Poi all’improvviso ero dentro la foto, con le mani intorno al collo di questo personaggio che sapevo essere posseduto da un qualche genere di demonio, gridavo esci! esci! e mi pareva anche di stare riuscendo nell’esorcismo, che però si interrompeva prima della fine lasciandomi la sensazione che ci fosse qualcosa rimasto in sospeso.
Dopo, ero a casa mia, con Yuri, e qualcuno aveva preso il mio libro Il Sentiero della Terra di Starhawk e l’aveva lasciato appoggiato sulla buchetta delle lettere; solo che quando lo prendevo in mano mi accorgevo che avevano cancellato con del nero le parole “della Terra” dalla copertina, e al suo posto – nello stesso identico carattere – avevano scritto “del Diavolo”. E me lo avevano scarabocchiato anche dentro.
Alla fine mi ritrovavo in giardino e avevo un serpente – tipo un boa o un pitone – intorno alle spalle, che non mi pareva tanto benintenzionato, perciò me lo toglievo di dosso prima che si stringesse troppo. In fondo al prato, comunque, ce n’era un altro, gigantesco, che aveva preso Guinness e la stava stritolando, con Yuri che gli aveva cacciato le mani in bocca perché, diceva, doveva riuscire a toccargli certi punti in modo da fargli mollare la presa. In qualche modo, poco dopo, ce la faceva e riuscivamo a portargli via il cane (che, a dire il vero, non era Guinness perché Guinness non ha tutto il ventre bianco, questo invece sì), ancora vivo, anche se doveva avere parecchie ossa rotte e gli colava sangue dalla bocca. A quel punto mi ricordo che avevo imposto le mani sulla povera bestia ed emanavo una specie di luce azzurra per guarirla, però poi mi sono svegliata, con l’angoscia. Lì per lì non riuscivo a togliermi dalla testa l’idea che non fosse un sogno “mio”, quanto piuttosto un’interferenza di qualche genere, e tutt’ora adesso – a mente lucida – non so bene cosa pensare. E’ come se qualcosa non avesse senso (però non so cosa), come se non appartenesse ai miei schemi mentali, che mi fa dire “io non mi manderei mai un messaggio così”. In ogni caso mi sono ritrovata, a malapena sveglia, a ripetere le parole dell’esorcismo che abbiamo preparato insieme una delle ultime volte.
Ho pensato al serpente… insomma, a me i serpenti piacciono, ne tengo uno in camera con me, se il mio subconscio dovesse spaventarmi non lo farebbe certo con un serpente; infatti nel sogno ne veniamo a capo abbastanza facilmente. E anche Guinness che non è Guinness… non so, mi paiono imprecisioni sospette.

Il fatto è che ieri mattina ho fatto da figurante per una caccia al tesoro/orienteering di beneficenza, in montagna, mi hanno travestito (alla bell’e meglio) da Anguana e mi hanno lasciato sulla sponda di uno stagno in mezzo al bosco, pressoché nella solitudine più totale perché ero così infognata nel niente che i primi concorrenti mi hanno trovato che era quasi mezzogiorno meno un quarto. Ho avuto più di un’ora e mezza per stare in contemplazione, in ascolto, e provare gli esercizi del libro di Starhawk per “riprendersi i sensi”. Tra l’altro Sara non mi ha scelto a caso quando mi ha dato il ruolo di Anguana, perché sanno che in passato ho avuto modo di lavorare con queste figure.
Ho cercato di richiamare Ilandra dopo tanto tempo (roba che è rimasta nel vecchio blog su splinder…) e alla fine lei è venuta, e non da sola. Le ho viste e le ho sentite cantare, mi sono persa via guardando le libellule che si posavano sulle mie braccia – e non mi era mai capitato di fare da posatoio per libellule, ho sempre pensato che non fosse un genere di cosa che fanno.
Per questo mi aspettavo di ricominciare a sognare parecchio, stanotte… è come se mi fossi scrostata di dosso un po’ di schifezze che ultimamente mi impediscono di sentire.
Sto pensando di ricominciare a portarmi appresso il sacchettino “anti-acredine”, perché non voglio credere che tutto questo sangue acido che mi faccio sia dovuto soltanto all’improvvisa concentrazione di atteggiamenti fastidiosi che ho intorno.
Peraltro, in un altro sogno, ad un certo punto c’era mio cognato che mi accusava di aver fatto commenti “poco carini” su alcune sue foto del Brintaal… non ho mai visto foto sue del Brintaal e non so nemmeno se ne abbia proprio fatte, men che meno posso quindi averle commentate, ma questo invece non ho dubbi sul fatto che sia un parto della mia testa. E’ il genere di paranoia che mi posso fare.

Bene, oggi giornata dedicata alle pulizie, che stasera torna mia madre e qualcosa mi dice che NON sarà di buonissimo umore…

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