"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Modern Witch League #5: Alfabeto di Strega

ALFABETODISTREGA-WML5

H come Hanes Taliesin

Primary chief bard am I to Elphin,
And my original country is the region of the summer stars;
Idno and Heinin called me Merddin,
At length every king will call me Taliesin.
[…]
I shall be until the day of doom on the face of the earth;
And it is not known if my body is flesh or fish.
Then I was for nine months
In the womb of the hag Caridwen;
I was originally little Gwion,
And at length I am Taliesin.

L’Hanes Taliesin (o Ystoria Taliesin, in gallese Chwedl Taliesin) è un racconto – di cui sono giunte a noi innumerevoli versioni, per la maggior parte incomplete – che narra le vicende di Taliesin, il leggendario bardo del Galles, da che era il giovane Gwion Bach incaricato di attendere al calderone di Cerridwen, a che divenne la figura mitologica appena menzionata. Da non confondersi con il “Libro di Taliesin”, che è invece una raccolta di poemi attribuiti a Taliesin stesso.
Rifacendosi alle teorie di Graves esposte in “La Dea Bianca”, qualcuno considera l’Hanes Taliesin come un importante contributo alla nostra conoscenza del concetto di Triplice Dea. Lady Charlotte Guest lo incluse nella sua traduzione dei Mabinogion come dodicesima storia anche se di fatto non compariva nei due manoscritti originali (il Libro Bianco di Rhydderch ed il Libro Rosso di Hergest) e per questo motivo fu spesso datato come post-medievale, anche se presenta elementi che confutano questa teoria.

Gwion Bach, al servizio dell’incantatrice Cerridwen insieme ad un vecchio cieco di nome Morda, aveva il compito di rimescolare per un anno ed un giorno la pozione che avrebbe dovuto conferire all’orrendo figlio di lei, Afagddu (o Morvran, come si trova altrove) i doni dell’Awen – conoscenza ed inspirazione. Un giorno, all’approssimarsi dello scadere del termine, tre gocce di preparato bollente schizzarono sul pollice di Gwion Bach, ed egli istintivamente se lo portò alla bocca, acquisendo così le virtù che dovevano essere di Afagddu. Cerridwen lo inseguì per ucciderlo, lui si tramutò in una lepre e lei in un levriere, lui in pesce e lei in lontra, lui in uccellino e lei in falco, infine lui in un chicco di grano e lei, sotto forma di gallina, lo mangiò. Scoprì poco dopo di essere rimasta incinta di lui, e quando diede alla luce il bambino lo chiuse in un sacco di pelle e lo gettò nell’oceano. Lo ripescò un uomo di nome Elffin, figlio di Gwyddno Garanhir (che si pensa fosse il re di un’isola ora sommersa al largo della costa del Galles, conosciuta come Cantre’r Gwaelod), che rimase colpito dalla bella fronte del neonato e da ciò gli diede il nome che porta – Taliesin (da dyma dal iesin, “questa è una fronte radiosa”) – e lo crebbe come suo figlio adottivo.
Come si diceva prima, molte versioni dell’Hanes Taliesin terminano così, senza riportare le vicissitudini seguenti, con Elffin e Taliesin alla corte di Maelgwn re del Gwynedd; il primo affermò che sua moglie era virtuosa quanto quella del re, ed il secondo dichiarò di essere migliore dei suoi bardi. Per tutta risposta, Maelgwn mandò suo figlio dalla moglie di Elffin perché la violentasse e rubasse il suo anello a riprova del misfatto, ma Taliesin sostituì la donna con una delle sue domestiche, preservandola; umiliò poi i bardi di Maelgwn con la sua straordinaria abilità e liberò suo padre.

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