"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Avrei da fare

Credo che pubblicherò – in ordine quasi del tutto casuale – alcune delle foto fatte negli ultimi giorni.

 Sono a corto di argomenti in questo periodo, mi sa. Stamattina, ad esempio, mi fa male il dito medio della mano destra perché ieri Dago me l’ha accidentalmente mozzicato nel tentativo di prendermi il pane dalle mani prima che lo facesse Naomi; è già la seconda volta che mi capita, dovrei imparare a lasciar perdere certi gesti carini. In ogni caso nulla di che, mi ha preso l’unghia di striscio, non si vede quasi niente.
Mi fa male anche la pancia, stanotte sono arrivate le amiche di Mestre, e così libro e caffè sono stati soppiantati da derivati dell’acqua calda vari ed eventuali – bagno, tè, bouillotte.

Questo è arrivato lunedì mattina, anche abbastanza presto… io dormivo ancora. E’ da un po’ che, per un motivo o per un altro, mi sveglio ad ore antelucane e a volte mi riaddormento proprio quando invece sarebbe il momento di alzarsi definitivamente. Pesa discretamente (potrebbe essere un qualche tipo di acciaio) ed è assai sbrillante, spero che rimanga lucido così; fa anche uno strano effetto vederselo addosso, a dire il vero… voglio dire, noi siamo una generazione crescita con La Storia Infinita. Sarebbe una cosa che avrei raccontato volentieri a Isabella, tra l’altro, penso che potrebbe (o avrebbe potuto?) capire benissimo la sensazione, ma in realtà devo dire che non ci sto pensando più di tanto, stamattina è stata la prima volta. Brava, Giulia, brava <pat pat>.

Per il resto, il mio “buon” proposito primario rimane quello di fare quello che mi vien voglia di fare. Non nel senso di fare solo quello che ho voglia di fare, direi piuttosto nel senso che non intendo permettere a qualsivoglia blocco psicologico di impedirmi di fare qualcosa che mi farebbe piacere. Ho visto le mie amiche disegnare, ad esempio, e mi sono detta Che bello, disegno anch’io… così mi sono tolta uno sfizio che avevo da un po’, e ho fatto un ritratto di Naomi. Mi pare trascorsa una vita dall’ultima volta che ho disegnato un cavallo, quando ero piccolina ne facevo spesso.

Poi, adesso che Valeria dev’essere evidentemente partita di nuovo per qualche campo, Oreste è qui quasi tutte le mattine a farmi compagnia. Si fa sentire soltanto quando ha fame, sete o bisogno di uscire (specialmente da quando ha imparato dove dormo, il che ne fa appunto una delle ragioni per cui mi sveglio ad orari inverecondi del mattino, come sopra detto), ma del resto è un gatto…

Paradossalmente, di giorno Lady Vashj è più attiva.

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