"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Vampires Suck

Era una vita che non andavo in discoteca… dieci anni, senza esagerare. Ieri sera ad un certo punto ci siamo fermati a scambiare quattro chiacchiere con Giuliana del Velenia prima di andar via, io non mi ricordo com’era il Mivida prima di diventare lo Shadows, ma a detta sua è proprio tutta un’altra storia.
E non credo soltanto perché al posto del tunz tunz tunz parapara tunz c’era black metal vario ed eventuale – o il rock Anni ’50 al piano di sopra.
Mi sono divertita anche al di là dell’esserci andati “in costume”, ma probabilmente il dress code ha avuto il gran pregio di tenere fuori della porta un bel po’ di gente. Mi avrebbe preso abbastanza male trovare il locale gremito ai livelli di quando ci andavo da ragazzina – erano le “mitiche” feste studentesche del Dodo’s – e invece c’era gente sì, ma non così tanta e non così giovane. Niente calca al guardaroba, né al banco, né per andare al bagno (peraltro bagni PULITI, senza turche intasate e puzza di vomito alcolico).
Non siamo stati tanto, Yuri e io, perché stamattina l’Om Selvarech cominciava uno stage speciale di scherma con il Maestro Lupo-Sinclair… ma siamo comunque stati dentro dalle 23:30 alle 2 passate, e la musica, il fumo e le lenti a contatto mi hanno sbomballato il cervello a sufficienza. Non posso dire che mi sia dispiaciuta, una volta tanto, la sensazione alienante delle luci strobo, il pavimento che vibra, la penombra surreale di quel bagno deserto in cui mi sono guardata allo specchio e ci ho visto una mezza estranea. Mi è piaciuta, questa breve parentesi di innocua sospensione. Per bere, abbiamo bevuto poco… una consumazione era obbligatoria, con tre abbiamo avuto in omaggio una maglietta dei Till the Last Flame, che poi era il nome del cocktail preparato apposta per la serata.

Alla fine venerdì pomeriggio eravamo andati a comprare il kukident per tener su le zanne ed è stato una mano santa, ho dovuto rimetterlo tre volte nel corso della serata perché mi ballavano i denti in bocca, però fintanto che teneva ero perfettamente in grado di parlare (sibilando), bere e addirittura limonarmi il mio bel vampirLo. Soldini ben spesi!

A far pari con un venerdì ed un sabato tanto carini, oggi è una palla mortale che si trascina interminabile praticamente da stamattina alle 5 quando Oreste ha fatto irruzione in camera mia, gnaolando per avere da mangiare, e mi ci sono volute ore per riuscire a riaddormentarmi.

Lo diceva anche la carta di oggi, la Morte rovesciata. Tra l’altro sto cercando di guardarmi la seconda stagione di The Walking Dead ma lo streaming va a pedali… per fortuna quando poi fa buio le cose in qualche modo si sbloccano, mi metto il cuore in pace e va bene anche riordinare due cosine, tirar fuori un libro, sistemare con lo scotch i bordi delle carte che si stanno sfaldando a forza di mescolarle. Più tranzolla di così potrei esserlo solo se fossi a casa tutta sola con le mie bestie.

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