"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Anno nuovo, progetti nuovi

Alla fine sono riuscita ad avere anche il mio teschio (finto fintissimo, Yuri lo usa praticamente come portapenne) sull’altare di Samhain per la celebrazione del gruppo.
Il rito era incentrato principalmente sulla figura dell’Anziana – che rappresentava in sintesi la nostra parte oscura, negata, da affrontare e conoscere – e sul rito della macellazione – a cui avevo accennato nel post precedente. Come accade poi quasi sempre alla fine della cerimonia vera e propria, prima di congedare gli angoli e le divinità, ci siamo presi qualche minuto di condivisione per parlare insieme di quello su cui vorremmo lavorare di qui in avanti.

I miei “problemi” sono praticamente gli stessi che avevo a Mabon: ho paura di vivere male questa mia situazione di “stasi” da disoccupata, vorrei rifuggire la noia e godermi questi giorni di nullafacenza cercando di essere la classica strega full-time… ma non sempre mi riesce. Talvolta mi sento inadeguata, talvolta sono troppo zavorrata dal desiderare passivamente la vita di qualcun altro senza fare in concreto nulla per rimediare.

Mercoledì sera (nel caso in cui finissi a postare tutto questo dopo la mezzanotte) sono riuscita a parlare un attimo con Will. Normalmente ci sconsigliano sempre di metterci a fare sedute proprio a Samhain, e invece stavolta è stato proprio lui a tranquillizzarmi del fatto che se Yuri mi avesse dato una mano con la ouija sarebbe stata una cosa fattibile.
Stranamente, non mi ha consigliato di meditare di più… in effetti mi ha detto vagamente il contrario: devo tenere la testa pulita, smetterla di rimuginare o di covare rancore o stress, e dedicarmi piuttosto a qualche lavoretto di fai-da-te, che mi tenga occupata in maniera costruttiva.

Al che, come prova della mia buona volontà, ho cominciato l’anno nuovo andando a spulciare alcune foto di gruppi pagani su DeviantArt, con post-it alla mano, per farmi una lista delle cose che mi ispirano. Alla fine, in pratica, tutto quello che volevo era un nuovo Libro Specchio, così ho riesumato un vecchio quadernetto con la spirale comprato chissà quanti anni fa, non ricordo neanche più dove, e in pratica neanche mai aperto. Mi piace perché ha un sacco di fogli (a quadretti, a righe e bianchi), e posso ripiegarlo su se stesso senza dovermi mai ritrovare a scrivere scomoda appoggiata su troppe poche pagine.
Il problema era che non mi ispirava proprio nessuna “stregonata”, così ho rifatto le copertine in cartoncino verde – perché già l’elastico era verde di suo – ci ho incollato su un bel disegno celtico di due levrieri intrecciati, e ho cucito alla spirale un segnalibro in nastro bianco con un ciondolino in fondo, fatto con il fimo ed una piccola ematite che mi girava da un pezzo nel portafoglio. Domani vedrò di inaugurarlo, speriamo con qualcosa di interessante.

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