"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Voltare pagina – è più facile se hai un touchscreen

C’è sempre un certo sollievo nel raccontare le cose dopo che si sono risolte per il meglio. C’è anche un – come direbbe Yuri – senso di intimo tepore nel raccontarle al tavolo della colazione, con una tazza di tè in mano, e con la luce accesa perché anche se sono le 9 del mattino il tempo è così brutto che sembrano le quattro e mezza.
Sabato sera mia madre si è accorta che ci avevano rubato la crePanda per la terza volta. Forse dovrei disseminare il garage di vischio per topi, non so. Comunque lunedì dopo pranzo mi hanno chiamato i carabinieri per dirmi che l’avevano trovata, a Sedico, e fortunatamente era esattamente nelle condizioni in cui l’avevo lasciata – solo, non c’erano le chiavi; l’ho riportata a casa con il duplicato (anche di benzina non mancava quasi niente), sono andata con Yuri a comprare un antifurto blocca-pedali e lunedì notte finalmente sono andata a dormire pacifica.
Mi hanno detto che sono stata graziata: da Sedico – dalla casa di fianco al parcheggio dove è stata ritrovata – hanno rubato un’altra auto e l’hanno incendiata. Forse le condizioni pietose della crePanda li hanno mossi a compassione, forse avevano il vago sentore che ero pronta ad augurargli di venire sbranati dai maiali, forse sto diventando piuttosto brava nel mandare accidenti in giro… non ha molta importanza, senza macchinina si sarebbero complicate parecchie cose.

Un altro BEL lieto fine è stato arrivare in fondo a La Spada e la Promessa di Jacqueline “la-Maledetta” Carey, stanotte.

Due libri (un po’ meno di 800 pagine) in due giorni. Non meritavano di meno. Ero partita dicendomi che avrei letto Il Bacio e il Sortilegio e poi sarei passata ad un altro titolo dalla Mensola MaGGica, ma non era possibile. Non ho neanche tentato di mettermi un freno per farlo durare di più (non avrebbe senso farlo, ho una quantità assurda di libri che non vedo l’ora di leggere), e adesso probabilmente mi ritroverò a pensare che la mia vita senza uno Joscelin, un Imriel, ma anche un Anafiel Delaunay, un Eamonn mac Grainne o addirittura un Mavros Shahrizai non abbia più lo stesso sapore.

Dopo aver trascorso una domenica semi-terrificante all’insegna della rabbia e della frustrazione del non poter mettere le mani al collo di chi ha osato venire in casa mia a toccare la mia roba, tutto il mio lavoro con Hasha è andato abbastanza “alle ortiche”, per dirla in maniera fine. Ma mi dico pure che non poteva essere altrimenti… non si può essere piccolini e anche remissivi, timidi, paurosi. La frase che porto nel cuore in questi giorni è quella che ho evidenziato in grassetto nella litany che ho postato qui sotto: I am my Mother’s Daughter. E naturalmente mi riferisco ad una Madre poco terrena.
Così ho deciso che il prossimo libro che tirerò giù dalla Mensola MaGGica sarà il Lore of the Dark Goddess.

Oh, la Guinness mi capisce… tanto buona e cara finché non è ora di scoprire i denti.

2 Risposte

  1. CeleTheRef

    non è che nell’auto forse avevi lasciato qualche oggetto “stregoneccio” che ha messo paura al o ai mariuoli?

    28 novembre 2012 alle 12:32

    • Mi sarebbe piaciuto! Purtroppo no, non c’era niente di interessante…

      28 novembre 2012 alle 12:33

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