"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Stupido wordpress =_=

Questa foto è tutto quello che resta della mia serata-relax e del piuttosto lungo post che stavo scrivendo prima di cena e prima che wordpress sostituisse nonhoideadicome la mia bozza salvata di fresco con tre foto identiche in serie di me e Isabeau.
Ovvero questa:

Ebbene sì, ha nevicato un pochino venerdì pomeriggio. Per ora l’esperimento per il riscaldamento delle vasche sembra andare piuttosto bene, l’acqua in superficie ghiaccia lo stesso, ma poco, e i cavalli possono rompere la crosta con il muso e bere comunque.
Avevamo una mezza idea di sfruttare questo sabato di festa per andare a fare un giretto per i campi, se fosse stato bel tempo, ma è rimasto coperto e freddo per tutto il giorno e quindi la mattina ce ne siamo andati in centro a bere una cioccolata calda e a guardare quel che era rimasto del mercato settimanale.

Yuri mi ha regalato un anello STUPENDO. Della Trollbeads. Vuol dire che sì, sono riuscita a vincere il suo odio viscerale per “quella” gioielleria – l’unica a Belluno che venda Trollbeads – siamo andati a provarlo ed è venuto a casa con me. Lo adoro. E’ così elfico.

Insomma… sarebbero delle belle giornate se <inizio frecciatina> non me le rovinassi venendo a sapere via terze persone cose che vengono dette nei miei riguardi da qualcuno che a quanto pare non ha mai avuto il coraggio di dirmele in faccia <fine frecciatina, chi ha orecchie per intendere intenda prima che sia troppo tardi nonché molto imbarazzante>.

Stanotte ho fatto un sogno strano; incontravo una donna fae in un bosco, era vestita di rosso e stava in ginocchio sulla riva di un ruscelletto a fare divinazione con delle pietre colorate. Mi diceva che dovevo stare attenta perché qualcuno mi stava mandando brutte cose, e ad un tratto queste “brutte cose” prendevano forma con le sembianze di Yuri, che tentava di ammazzarmi brandendo una falce. Anch’io cercavo di difendermi a colpi di falce, ma il risultato penoso è stato quello di svegliarmi di soprassalto nel momento in cui stava per infilzarmela nella pancia. Una voce, nella mia testa, mi dava della stupida per averlo affrontato con un’arma che era evidentemente la sua, non la mia.

Ci ho riflettuto a lungo, oggi, mentre trascrivevo tutto quello che mi ricordavo (in maniera molto più accurata di così) su uno dei tanti moleskine che ho per le mani. Credo che possa volermi dire tutto come niente: può essere che io sia rimasta semplicemente suggestionata dal libro che sto leggendo – sulla Morrigan vestita di rosso al guado che profetizza sventure – così come può essere che effettivamente io debba stare attenta. A prescindere dalle circostanze, sento molto questa cosa delle “armi-che-non-sono-le-mie”… ultimamente ho l’impressione di essere rimasta invischiata in atteggiamenti e comportamenti che non mi appartengono veramente, e che non mi piacciono.

Oggi sono rimasta a casa da sola tutto il giorno e mi sono disintossicata. Suddetto libro sulla Morrigan mi piace, mi mancavano i miti irlandesi; la lettura sta procedendo un po’ a rilento perché mi fermo spesso a trascrivere formule e ricette sul BoS, ma sono pronta a cominciare – dopo Yule – una nuova attività proposta dalla MWL riguardo ai libri, e ho ripreso l’Alfabeto di Strega per tentare di finirlo quanto prima.

Per tutti gli altri momenti morti, c’è World of Warcraft.

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