"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Modern Witch League #5: Alfabeto di Strega

ALFABETODISTREGA-WML5

M come Macha

“My name,” said she, “and the name of that which I shall bear, will for ever cleave to the place of this assembly. I am Macha, daughter of Sainreth mac Imbaith (Strange son of Ocean). Bring up the horses beside me!”

Macha (pronuncia maca) è una Dea del pantheon irlandese. Insieme a Badb e ad Anu, è uno dei tre aspetti che compongono la Morrigan. E’ una Dea legata al sole, all’abbondanza della terra, ma è anche una regina delle battaglie, una guerriera ed una donna delle Fate. Da lei prendono il nome Emain Macha – che era la capitale mitologica dell’Ulster – e l’Ard Macha, l’odierna città di Armagh.

L’epica irlandese menziona Macha in circostanze diverse:
– Come moglie del Dio Nemed, che durante l’invasione dei Tuatha De Danann diede il suo nome ad una pianura d’Irlanda. Quando Macha la vide, ebbe una visione della tremenda distruzione che sarebbe stata causata dalle vicende del Tain Bo Cuailnge, morì di crepacuore e fu seppellita sull’Ard Macha
– Come regina mortale, con il nome di Macha Mong Ruad o “Macha dal Manto Rosso”. Era la figlia del re Aed Ruad, che governava l’Irlanda insieme a Dithorba e Cimbaeth, alternandosi ogni sette anni. Quando Aed annegò, Macha rivendicò il diritto di succedergli come regina, ma Dithorba e Cimbaeth si opposero, scesero in guerra contro di lei e furono sconfitti; la stessa sorte capitò ai figli di Dithorba quando tentarono la medesima impresa, e Macha li costrinse a costruire per lei la città di Emain Macha. La leggenda narra che tracciò il perimetro della città con la punta del suo spillone, stando seduta per terra, il che lascia intuire la sua natura divina espressa dalle sue evidentemente gigantesche dimensioni.
– Come donna dei Sidhe, Macha sposò un fattore rimasto vedovo di nome Crunnchu. Con lei, gli animali prosperavano e i campi erano fertili, e lei stessa rimase incinta di due gemelli (a riprova della sua natura di Dea dell’abbondanza). Un giorno Crunnchu si recò ad una fiera, e Macha lo ammonì di non parlare a nessuno di lei; suo marito però dimenticò la promessa, mise in giro la voce che sua moglie potesse correre più veloce dei cavalli del re dell’Ulster, e fu imprigionato. Il re dell’Ulster sfidò Macha a gareggiare contro i suoi cavalli per restituire la libertà a Crunnchu, e non ci fu verso di muoverlo a compassione per quanto lei lo supplicasse di attendere la fine della sua gravidanza. Così Macha corse, vinse, e alla fine della gara con le ultime forze che gli rimanevano diede alla luce i gemelli (gli “Emain Macha“, appunto). Prima di morire, maledisse gli uomini dell’Ulster che non avevano avuto pietà della sua condizione, condannandoli per nove generazioni a patire per cinque giorni e quattro notti i dolori del travaglio ogni qualvolta si richiedesse loro di scendere in battaglia.

Gli animali legati a Macha sono la cornacchia ed il cavallo, che rispecchiano la sua duplice natura di portatrice di morte ma anche di abbondanza: il primo, legato all’Altromondo e al potere della profezia, rappresenta Macha nel suo aspetto di regina guerriera e Dea della battaglia; il secondo, simbolo di fertilità e benessere ma anche legato al Sole (come nella tradizione gallese avviene per la Dea Rhiannon), la rappresenta come donna dei Sidhe – connessa alla Terra – e Dea solare.
L’eroe irlandese Cuchulain – che era peraltro l’unico uomo dell’Ulster immune alla sua maledizione – aveva un cavallo da guerra di nome Liath Macha, avuto in dono da lei e scaturito magicamente dalle acque del Linn Liaith. Secondo il mito, quando Cuchulain ferito a morte si legò ad un masso per non cadere, Liath Macha lo difese uccidendo cinquanta uomini con i denti e trenta con ognuno dei suoi zoccoli.

Un altro simbolo di Macha erano le teste mozzate degli uomini caduti in battaglia, che nel Cormac’s Glossary vengono indicate come “Mesrad Machae“, gli “alberi” o le “ghiande” di Macha. I Celti ritenevano che le anime degli uomini risiedessero nelle loro teste, per cui il ruolo di Macha (e poi della Morrigan, in grande) che raccoglieva le teste dei morti rappresenta la sua condizione di mietitrice di anime.

“macha mong ruad” by ~carolinebradley

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