"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Un titolo che non mi viene

Stasera mi prende bene. Vediamo cosa succede se mi preparo il post offline con Office e poi mi connetto un momento tramite cellulare per pubblicarlo.

Siamo a casetta. E oggi sembra DAVVERO una casetta, è bastata una sortita al supermercato per mettere insieme uno “starter kit” di pentole/padelle ed utensili da cucina, così invece della solita pizza (rigorosamente bianca con ricotta e spinaci, tutta colpa di Nja!) siamo arrivati addirittura alla pasta con il sugo. E Giulie Bradshaw siede al tavolo della cucina, con la lavastoviglie in funzione, l’orologio del forno che fa quasi le dieci di sera e il cane nero che probabilmente si sta ancora domandando per quale ragione le abbiamo portato via il suo osso da rosicchiare. Non c’è Pollo – è rimasto a casa con mia madre, dopo l’esperienza della settimana scorsa ho deciso che di bestie spaesate ne sopporto meglio solo una per volta – ma in compenso c’è Mastro Giscard, che questa sera ha disertato scherma per motivi di salute. Ognuno ha i suoi crampi, oggi.

In questa momentanea situazione ottimale per le riflessioni esistenziali, mi si è completamente svuotata la testa. Ho già trovato da ridire con mia madre perché mi aspettava domani per mezzogiorno a casa, ma non vuole il cane perché perde il pelo e ha avuto quel suo modo estremamente irritante di farmelo sapere. Allora ognuno a casa sua! Che razza di idee… come se non avessimo mai avuto cani per casa, o come se Oreste non perdesse il pelo, o come se lei non facesse mai niente che io, potendo, eviterei molto volentieri. Non ci sono proprio storie, presto o tardi arriva il momento in cui qualsiasi casa è troppo piccola per tutte e due.
Comincia la stagione delle mie rivincite, Mondo.

Nonostante tutto, gli ormoni non sono dalla mia parte già da un paio di giorni ormai, ed è difficile scrollarsi di dosso la sensazione che ci sia comunque qualcosa per cui essere di cattivo umore. SI chiamano paturnie. Yuri s’è affiliato alla linea di pensiero di Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere (un libro che ho trovato così IDIOTA da non essermi stupita del fatto che sia diventato un bestseller) per cui per il maschio umano evidentemente è sufficiente ritirarsi nelle profondità di una qualche caverna interiore – ma anche non tanto! – per smaltire ululando in solitudine il picco del suo ciclo ormonale che, secondo i libri dell’università di Sara, è di sole SEDICI ORE. Io non credo di aver ancora trovato un sistema che mi sia congeniale, a parte ricercare un sollievo temporaneo nella caffeina… in quest’anno di Grandi Rivoluzioni, sarebbe anche il caso di rimediarne uno migliore. Me la segno.

Ah, però ho stata brava: è dall’inizio dell’anno che ho cominciato il moleskine nuovo, ed è da allora che annoto regolarmente qualcosina ogni giorno. A volte sono giusto un paio di righe, a volte sono anche un paio di pagine, e nella maggior parte dei casi in realtà non serve a un tubo perché poi la stragrande parte degli spunti che prendo per il blog perdono quasi immediatamente di significato… però è un esercizio di costanza. Ad esempio, martedì m’ero ripromessa di spendere due parole su un nuovo collab channel a tema pagano che hanno aperto su YouTube, si chiama “Witches on Tube”… adesso non mi ricordo nemmeno più perché al tempo mi sembrava che potesse valerne la pena. Peraltro contavo di riuscire a guardare qualcosa, di tutto il materiale pubblicato, e invece mi sono fermata ad un video di presentazione di due ragazzi che, sinceramente, hanno fatto mettere le mani nei capelli a me e a tutte le altre persone a cui ho chiesto un parere al riguardo. Babba bia. E’ un genere di visibilità di cui la minoranza neopagana NON avrebbe bisogno.

Mi sono segnata che sento la nostalgia dei libri della Carey. Ho preso nota del fatto che Breaking Dawn pt. 2 (il film) non era poi così male – tutta la saga cinematografica non sarebbe “poi così male” se 1) invece di chiamarli VAMPIRI avessero dato loro un nome diverso, che giustificasse pacchianerie come la pelle scintillante al sole, l’assenza di canini ed il patetismo nelle relazioni interpersonali; 2) se Kristen Stewart cambiasse espressione ogni tanto e 3) se Taylor Lautner non fosse palesemente un’esposizione gratuita di muscoli toracici. E naturalmente ho annotato sogni vari ed eventuali.
Adesso più di quattro parole non riesco a mettere in fila. Gnnnnngngngngngnnnnn…

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