"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Hanno previsto neve, ma per ora tutto tace

A questo salotto – oltre alla tv – manca una bella lampada. Ci vorrebbe una piantana che facesse una luce un po’ più soffusa e calda, qui, vicino all’angolo. La tazza di tisana, volendo, posso sempre appoggiarla sul davanzale della finestra.

Le mie voglie di evasione non mi abbandonano. Un amico di Yuri è tornato a ventilare l’idea di organizzare un gruppo di gdr tradizionale per D&D (Eberron), e stavolta l’idea mi stuzzica – perché normalmente il sistema d20 non mi fa impazzire, se devo essere sincera. Mi sentirò anche molto meno barbona al pensiero che potremo addirittura invitare tutti a giocare QUI, a casa nostra, ogni tanto… incredibile ma vero. Come dicevo alle comari del TeaTime l’altra mattina, avere un divano-letto mi dà un certo nonsoqual senso di onnipotenza; la realtà è che per una vita sono stata ospite a casa di persone che potevano bene o male permettersi di darmi un posto decente dove dormire, e adesso il karma mi sta imponendo di ricambiare il favore.

Nel giro di un paio di settimane dovremmo riuscire anche a tornare operativi per quanto riguarda la connessione internet, Yuri dev’essere riuscito in un colpaccio dei suoi e dovrebbero darci in prova per un mesetto anche la fibra ottica, poi valuteremo. Comunque non sono solo questioni di allacciamento: ci sono ancora da sistemare le scrivanie, tirare dei cavi per la corrente, creare un po’ di prese perché già solo a me ne servono 3 (pc, schermo e casse). Hai voglia. A quel punto, comunque, farò del mio meglio per rimettermi in pari con tutte le modernwitchleaguate che ho accantonato – ma questo già l’avevo detto.

E’ da qualcosa come TRE GIORNI che mi porto avanti questo post scrivendo 2-3 righe al colpo, quando mi sento ispirata. Oggi, oltre che ispirata, mi sento anche tremendamente paranoica… forse le minchiate di Mistero mi stanno saturando il cervello. L’altra notte, a letto, ponderavo le teorie di Sitchin sugli Anunnaki e all’improvviso mi sembrava estremamente affascinante il pensiero di essere stata creata dagli alieni per essere schiavizzata nelle miniere d’oro. Molto trama da filmone hollywoodiano. Ieri sera invece guardavamo il servizio sul caso Jucker e mi sono detta che, se un uomo con un coltello da sushi può fare suddetto scempio di una donna, non oso immaginare cosa succederebbe se ci si mettesse Yuri con la spada a due mani. Oh beh, forse la due mani è poco maneggevole da brandire in casa (è un malus che si applica persino nel gioco di ruolo, no?), magari la normanna. O la striscia. Mi riduce ad un colabrodo e il mio ultimo pensiero delirante potrebbe essere “mi sono fatta ammazzare da D’Artagnan”.
Sciocchezze a parte, il picco di assurdità l’ho toccato poco fa quando dalla finestra ho visto un pandino bianco del comune che faceva manovra per parcheggiare qui nel piazzale, ed ero già in agitazione cercando di farmi venire in mente una qualsiasi cosa per cui avrebbero dovuto mandare un messo comunale a cazziarmi. Dai, è da malati, da idioti. O ancora ieri sera, che siamo usciti a portar fuori il cane e ci siamo accorti che c’era un biglietto attaccato al portone d’ingresso, perché il proprietario dell’Alfa rossa se l’è ritrovata ammaccata e vorrebbe sapere chi è stato; naturalmente non siamo stati noi, e siamo anche lontani dai sospetti perché noi abbiamo il garage e parcheggiamo sempre sotto… però io non sono riuscita a non preoccuparmi che qualcuno potesse mettersi ad insinuare che, sai, essendo quelli nuovi…
Poi guardo fuori e vedo ragazzini con lo scooter che vanno, vengono, strombazzano, molti frequentano la scuola dove lavora Yuri, per cui lui li conosce pure. Vedo adorabili vecchini che sembrano Live Action di Mister Magoo. Il ragazzo della suMaru blu che quando arriva non si capisce se faccia più rumore la sua macchina, sua moglie isterica o suo figlio che strilla come un maialino scorticato. Il signore che ha il primo garage a destra del portoncino ha sempre il bagagliaio della station wagon pieno di arnesi da apicoltore. Al piano di sopra, qualcuno ogni tanto – di solito la sera – suona il pianoforte e mi manda in visibilio. Io tutt’al più sono quella con il cane, o con il pappagallino strillone… machimmisifilamme?!
Da un punto di vista prettamente antropologico, vivere in condominio ha anche dei risvolti interessanti.
Credo di aver superato la fase del “chi me l’ha fatto fare?”, o forse non ci sono ancora arrivata. Adesso che ho le tende anche in cucina e in salotto, posso dire di essere pienamente soddisfatta di come abbiamo arredato. Non sarà il rustico della nostra vita, ma bisogna anche imparare a vivere un po’ con i piedi per terra. Con oggi, è una settimana che abbiamo cominciato ufficialmente la convivenza… ma forse in realtà ci eravamo già abituati, e ogni cosa vien da sé, senza che io ci faccia particolarmente caso. Salvo forse i momenti di piena presa di coscienza😛

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