"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Pace dei Sensi

Oh, finalmente.
Non è proprio quello che avevo in mente, ma ero stanca di aspettare che si ripresentasse la congiunzione astrale propizia perché Yuri trovi la voglia di tornare all’Ikea a prendere la libreria che voglio. E mi tocca dire che, tutto sommato, come disposizione non mi dispiace; gli spazi sono sacrificati – rispetto a quanto potevo star larga prima – ma ha il suo fascino e funziona. E incredibilmente sono riuscita a spostare tutto senza rompere niente.
Adesso… non so, ho tirato un sospiro di sollievo. Sono altare-dipendente. Sono raccoglimento-dipendente. Sono questa-è-casa-mia-e-dev’esserci-quello-che-voglio-io-dipendente. Per non dire che sto leggendo un libro in cui le “divinità patrone” sono menzionate ogni 3×2 e mi sentivo un po’ un cane al pensiero che il mio altare per la mia “divinità patrona” fosse ancora nella mia vecchia camera, come se non fosse una priorità. Mi sentivo in stallo, un po’ in debito. Ora va decisamente meglio.
Ho rimpinguato persino le scorte di tè alla vaniglia, visto che quando siamo usciti con il cane m’è venuta voglia di castagnata e vino novello =_=

Alla fine il povero Catatonia non ce l’ha fatta, l’abbiamo trovato morto ieri mattina. Aveva cominciato a mangiare, ma evidentemente era debilitato già prima di prenderlo. Ci sono rimasta male, com’è ovvio, ma avendo riacquistato buona parte della mia sanità mentale (le AdM ne portano sempre un po’, quando si presentano) non è stato l’inenarrabile dramma che avevo temuto.
Vispino e Burgundo comunque si sono ambientati benissimo, Yuri ha sempre sotto controllo i valori dell’acqua (oggi il corriere ha portato il ph-ometro stràfico che aveva ordinato online) e le chioccioline crescono a vista d’occhio. Ho notato che quando per caso s’incrociano sul vetro fanno degli estri buffissimi dimenando il guscio.
…so che è difficile immaginare una chiocciola che dimena il guscio, ma è così. Lo scuotono da parte a parte, tutte cattive, fa un po’ impressione.

Peraltro consiglierei un acquario a tutti i fautori della “dieta alcalina”… a me sta venendo lo sfizio di controllare ph a buffo e sto scoprendo parecchie cose che non sono proprio proprio come le riportano le tabelline che girano su facebook – ma non me ne meraviglio.

Sono passati a trovarci Angela e Ray questo fine settimana, si erano presi un paio di giorni di ferie per andare fino a Erto (che probabilmente è una tappa obbligata per quelli del culto di Mauro Corona XD). Purtroppo il tempo è quello che è, ma abbiamo avuto un proficuo pomeriggio+sera di chiacchiere. Cavalli, falchi, birra artigianale, wikkiminkia e sedicenti guru. E idromele. E mi ha fatto un sacco piacere conoscerli di persona, spero che non perdano la passione per le vacanze in montagna e che ricapiti di vederci, che magari si va a fare qualche ferrata insieme quest’estate. L’accento modenese di Ray quando s’infervora, poi, mi fa morire😄

E per la pace dei miei sensi, adesso che sono le cinque, abbiamo sistemato anche i cavalli e sta ricominciando a piovere, metto sul fuoco l’acqua per il tè e faccio finta di essere nella mia Casa al Limitare del Bosco immaginaria.

Una Risposta

  1. Ohhhh… se è liberatorio avere intorno cose che ti rappresentano!
    Capisco benissimo la sensazione di “sentirsi in debito” o comunque non a posto senza il proprio altare in casa propria.
    Beh, tra libreria e altare direi che hai finito il trasloco!! ;D

    Grande!!

    9 aprile 2013 alle 09:37

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