"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Assenteismi

Che vita vuota, che vuota vita (cit.)

No, non è vero, scherzavo, sto semplicemente trascurando le mie memorie (anche cartacee) proprio perché ho le mani impegnate in altre cose.
Però ho notato che ormai è quasi un mese che non aggiorno con qualcosa di significativo; e mi sono anche detta che – in queste giornate che cominciano ad essere un po’ uggiose e freddine, meteorologicamente parlando – voglio fare più attenzione ad apprezzare anche le piccole cose.
Questa mattina, ad esempio, ho acceso il cellulare e c’erano le solite 20-30 notifiche di Facebook con le pubblicazioni della pagina Pagan E-books for Free; è quasi bello come andare a spulciare i mercatini, ed è pure gratis. Il nuovo Kindle conta ormai la bellezza di 95 titoli di cui, amaramente confesso, ancora non ne ho letto nemmeno uno… ma mi metterò nell’ordine di idee di adottare un sistema a rotazione, magari: uno cartaceo, uno sul reader Sony, uno sul Kindle.
Sta di fatto che, anche se sicuramente non tutti quelli che ho scaricato saranno meritevoli come sembra, alla fine suddetto Kindle ormai s’è ripagato.

Comincia a fare fresco per girare impunemente in mezze maniche tutto il giorno. Oggi anche in casa. Ho le finestre chiuse perché Cassiel è libero, ma non mi manca l’aria come nelle scorse settimane, anzi, quasi quasi metterei anche la felpina. Se al posto dell’acqua e menta (sfizio delle undici e mezza) mi fossi fatta una tisanina non sarebbe stata poi così fuori posto.
Questa luce grigia mi fa tornare in mente le mattine d’inverno, quando mi sedevo qui, fuori neve e dentro candele… sono i primi ricordi della casa nuova, quel genere di “piccola cosa” che stavo proprio cercando.
Tiro e ritiro le tende davanti alla finestra, a seconda di quanto prevalga la voglia di immaginarmi accasata da un’altra parte o la curiosità di guardare la gente che passa. Spesso mi prende un po’ di “mal di stare”, e mi metto a fare pulizie sparse perché ho scoperto che tutto sommato anche “senza criterio” è un criterio; così mollo qui un attimo per pulire un vetro che ha una nasata di cane, e poi raccolgo il bucato asciutto, e poi pufino si tuffa nella borsa della raccolta carta e ci sono scatole in giro per tutta la cucina. Intanto ho tempo per raccogliere le idee.
Quando non ho niente di particolare da raccontare rimangono soltanto i pensierini sparsi.

Ho cominciato a leggere The Inner Mysteries, di Janet Farrar & Gavin Bone, quello che ho comprato al Brintaal quest’anno, l’edizione italiana.
Caspita, non ho speso neanche una parola per il Brintaal solo perché sono pigra, sono proprio pessima… magari se prossimamente, per qualche arcana ragione, torniamo in argomento, mi dilungherò volentieri.
Comunque gli ho dato la precedenza su altri libri semplicemente perché ne avevo parlato con Skayler e a suo avviso è un libro piuttosto noioso che lei non ha nemmeno finito. Io sono ancora al capitolo introduttivo sulla storia della stregoneria moderna, ma devo dire che sono contenta che qualcuno finalmente abbia prodotto delle pagine in lingua italiana da cui si evinca una certa definizione di Wicca/stregoneria moderna. Ormai qui definirsi wiccan è quasi denigratorio – quante volte mi sono sentita dire cose come “per carità, sono una strega, non una wiccan!” – mentre invece nel resto del mondo “Wicca” vuol dire soltanto “stregoneria moderna” e (come notavo già anche in Green Witchcraft) i due termini vengono spessissimo usati come sinonimi.
Per non parlare del fatto che a molti ingenui sedicenti praticanti italiani che vengono a propinarmi le loro storie di “mia nonna era strega ecc. ecc.” farebbe molto bene leggere certi paragrafi in cui sta chiaramente scritto che questo non è possibile, in virtù del fatto che nessuna delle nostre nonne, a prescindere dalle tradizioni popolari, avrebbe mai avuto il coraggio di definire sé stessa una STREGA. Mica sceme. Viene legittimo domandarsi, a questo punto, come mai questi “tradizionalisti”, invece, siano tanto ansiosi di fregiarsi del titolo.
Insomma, per adesso mi sta piacendo se non altro perché in italiano finora era difficile reperire materiale del genere, vediamo come prosegue.
Mi fa tornare le solite spizze… videorecensione o non videorecensione?

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