"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

“Il mattino ha l’oro in bocca, ed io ben altro” (cit.)

Si può dire che adesso rientri anch’io ufficialmente nel Meraviglioso Mondo dei Contribuenti, e in una maniera che mi va così a genio da sentire l’irrefrenabile impulso di accendere ceri votivi in tutti i cantoni.
In primis mi auguro che, pur essendo il part-time che desideravo, questo nuovo impegno mi aiuti a riorganizzare meglio tutto il mio tempo; è un fattore puramente psicologico, ma è quel pochissimo che basta a toglierti dalla testa il pensiero del “tanto ho tutto il tempo di questo mondo”.

Dopo la momentanea tregua di venerdì e sabato, è ricominciato il diluvio. Ci ha graziati proprio quel tanto che è bastato – sabato intorno all’ora di pranzo – per stivare 35 allegri quintali di fieno. Io, dopo una domenica di Dolori&Torpori sparsi, continuo imperterrita a trovare allettante l’idea di stare in casa a fare la muffa.
Sabato sera eravamo a Trento per la cerimonia dei Doni di Brighid e devo dire che, al di là di qualche prevedibile disagio (perché stipare 20-25 persone e due incensieri in un’unica stanza per più di due ore va tanto a braccetto con la mia natura emicranica), me la sono veramente goduta. Anche se non sono particolarmente incline ad una tradizione a preponderanza femminile come quella Avaloniana, non sono certo immune al fascino e alle energie di un cerchio composto quasi esclusivamente da donne, di tutte le età ed estrazioni. Poi il pantheon è quasi lo stesso e figure come Brighid, Rhiannon, Danu, Cerridwen e la Cailleach sono di casa anche qui… sono onorata di aver potuto bere l’acqua delle fonti sacre e di essere riuscita a portare a casa la Fiamma di Brighid (a cui dovrò trovare un degno portacandela).

Alla fine, il mio nastro era bianco “come la pagina del libro che devi riempire”. Mi sento alla ricerca di qualcosa che sta a mezza via tra l’ispirazione – che viene da dentro – e la percezione – che viene da fuori. A me piacerebbe stare nel mezzo e vivere del/nel mio sesto senso; è un periodo di vacche grasse per quanto riguarda la mia attività onirica, forse dovrei approfondire il genere di sensazioni che mi rimangono al risveglio – e in cui spesso mi ritrovo a galleggiare per quasi tutta la mattina.

Mi piacerebbe anche che arrivassero i miei Wild Unknown, ma evidentemente è chiedere troppo. O magari stamattina quando torno a casa invece mi trovo l’avviso di giacenzahahahahahah. Macché. Con tutto quel che ci piace marciare su questa cosa del ritardo e dell’inutile tracking, figurati se ce la tolgono così presto (sono solo 3 settimane, ormai, che aspetto).
Pure le mie letture si sono arenate… però, da quando ho scoperto che la melissa depura e fa bene all’umore, cerco di bere quella anziché il caffettino-salvezza, tipo quando la Paturnia attacca di sera. I risultati mi paiono buoni, i reni ringraziano, l’acqua calda mi mette sempre in pace con il mondo intero.
Poi magari butto una serata riguardandomi uno dietro l’altro tutti i dieci episodi all’attivo di Sailor Greco, però va bene così, ne ho approfittato per stirare.

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