"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

“Il sangue il vampiro profondo il mio cuore nella notte daaaaavk” (cit.)

Ho minacciato Yuri di morte se si fosse azzardato a passare davanti al computer anche questa domenica pomeriggio, con il sole che splendeva e questo bel caldino primaverile. Sarebbe stato letteralmente un sacrilegio.

Siamo passati a casa dai suoi a recuperare un po’ di pelli che aveva lasciato lì a conciarsi, erano stese in vasca da bagno ma c’era un odore piuttosto sgradevole che mi spingeva a scomodare-le-figure-di-spicco-di-una-nota-religione-monoteistica (non sono propriamente in me questa settimana, e non è premestruo), quindi sono finite in garage. Ora la domanda fondamentale è: cosa ce ne facciamo? Io onestamente la mia mensolina dei “feticci” ce l’ho già ed è ben fornita, un’altra borsina pelosa non mi serve, l’amuleto con la zampa di coniglio non fa per me – e non sono nemmeno del tutto sicura che si conserverebbe decorosamente. Mi ci guarnisco il divano. Ci faccio uno scendiletto. Potrei farci delle finte pitture rupestri con l’ocra rossa e la terra di Siena, ma non è che mi convinca molto… quindi pensavamo che potremmo venderle o regalarle, sono per lo più pelli di coniglio, pecora, capra e montone (ovvio che quelle un po’ particolari me le tenga per me in attesa dell’illuminazione). Ogni proposta è ben accetta.
Non sono tipo da gettarmi a quattro di bastoni sul mercato già ubersaturo di oggettistica paganelleggiante, che peraltro il più delle volte è di fattura decisamente scadente; non ne ho la voglia, né il tempo, né la vocazione, né le pretese.
Senza contare che ho osato pubblicare su facebook una foto che a me pareva bonariamente ridicola, perché casa nostra è un buco a cui manca solo d’esser riempito di pelli per sconfinare nel patetico, ma che ha sollevato un polverone assurdo per colpa dei soliti “animalari” (animalaTi, dico io) e, per citare Emmy, “vegatalebani”. Perché, signori miei, se comprate un paio di anfibi o una borsa di pelle potete farne sfoggio impunemente online, ma guai a mostrare le fasi precedenti al prodotto finito, perché è macabro, irrispettoso, e sono animali morti. Cioè… MORTI. MooOOOOOoooOoOoOOOOOrTiiiIIII. Uuuuuh. Non so in base a quale perverso bigottismo si trovare agghiacciante il fatto di “mangiare pezzi di cadavere”. Essere sepolti vivi è agghiacciante. Restare paralizzati a vegetare su una branda è agghiacciante. Francamente le parole “morto” e “cadavere” non è che mi turbino così tanto.
Poi mi fanno ridere perché quando non sanno più a cosa aggrapparsi ripiegano sui bambini; ti dicono “appenditi una pelle di bambino allora!”. Che discorsi del menga. Ma io dico… ma se tu vedi uno che sta portando in giro un organo X pronto per un trapianto, gli dici che è un mostro disumano che si porta in giro pezzi di uomo morto, o apprezzi il bel gesto di trovare un nuovo senso a qualcosa che altrimenti andrebbe sprecato?

Ad ogni modo, dopo un certo punto ho smesso anche di seguire l’evolversi della discussione… tanto non se ne viene fuori. Io non capisco veramente perché certe persone debbano venire a moralizzare ad minchiam a casa altrui, io non ce l’ho tutto questo buon tempo da perdere.

Ah, mi sono tolta uno sfizio che avevo ancora da Natale, e mi sono comprata un tablet, un samsung, è arrivato oggi a pranzo. Yuri ci ha già messo le mani. Secondo me sta solo aspettando che molli la presa per pincionarselo con godimento…

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