"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Voglio.

Come ad ogni buona festa comandata cattolica che si rispetti, non mancano mai i polemici buontemponi che ti fanno notare che se sei pagano dovresti essere coerente con il tuo credo e non fare a nessuno gli auguri di buona Pasqua.
Io vi invidio, maledetti, voi evidentemente vivete in eremi remoti o comunità spirituali, circondati esclusivamente da persone come voi. Il prossimo passo sarà andare a moralizzare gli atei ogni volta che dicono “oddio”.
Battute a parte, le cose sono due: innanzitutto che fare gli auguri è primariamente una convenzione sociale (e) di buona educazione; anche perché, mediamente, il pagano che fa gli auguri di Pasqua è opinabile ma il cristiano che ti fa gli auguri di Ostara è da leccarsi i baffi, e non si capisce perché. Ci riuniamo alle nostre famiglie nella celebrazione di ricorrenze dettate dalla religione di Stato, esattamente come quando festeggiamo il compleanno di un amico. Ovvio che sia solo lui a compiere gli anni, ma possiamo rallegrarcene tutti insieme, no?
E’ risorto Gesù, evviva evviva… a me non interessa, ma se a te fa piacere facciamoci un pranzo, sono contenta per te. Stiamo a casa tutti, la domenica, con somma gioia, no?
In secondo luogo, che moltissimi “pagani” conservino una mentalità cattolica non è mai stato un mistero confinato ai dì di festa, mi pare. Già questa gente che punta il dito dovrebbe porsi legittimamente delle domande. C’è un confine ragionevole tra l’essere coerenti ed il rendersi detestabili – nonché inutilmente scomodi all’interno della collettività.

Non perdiamo le buone abitudini, diamo la colpa a Facebook&Co. che ci hanno fatto scoprire il piacere di sganciare la frecciatina caustica in mezzo a tutti ma senza guardare in faccia nessuno.

Ad ogni modo, lunedì mattina facevo colazione con la netta sensazione che il mondo intero stesse facendo qualcosa di più gratificante di quello che stavo facendo io. Che poi era, in sostanza, bere il caffè ormai freddo con Vespira ancora più fredda che mi strisciava sotto la maglia in cerca di calore umano, lasciandomi libero giusto un dito per scorrere il tablet e farmi leggere i blog. Mi ammanetta proprio… come se sapesse. Hmmmmm.
Comunque mi piace tanto quello scrivete, non smettete mai. Io non ho più voglia di sbattermi nel legittimare pubblicamente online cose che penso o su cui sto cercando di farmi una cultura, ma mi godo un sacco a leggere chi invece ancora resiste, che vi stiate (s)battendo pro o contro la questione dell’art. 8 o che stiate recensendo con occhio clinico il tal libro o il tal altro sito. Avete tutta la mia bonaria invidia. Io mi sento un tantino capra, in questo periodo.

Domani mattina Yuri parte per i 3 giorni del meeting di scherma, restiamo a casa io e le bestie. Anche le mie comari latitano – per motivi vari ed eventuali che purtroppo non sono sempre del tutto piacevoli – e mia madre è partita per la Cappadocia con mio fratello ancora sabato scorso. Prevedo un lungo weekend di contemplazione e regime alimentare da single impigrita (Yuri vuol pesarmi prima e dopo, dice che se calo anche solo di un kg mi picchia). Voglio dormire tutto quello che non sto riuscendo a dormire adesso, normalmente, di notte, vuoi perché il furetto si mette a giocare con il sonaglino o perché Yuri fa mugugni strani in preda a chissà quale visione. Voglio guardarmi qualche film un po’ particolare. Voglio cominciare un altro libro.
Non vedo l’ora che sia domani, in un certo senso.

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