"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Brut

Riflettevo – nel portar a spasso il cane – che mi sento come uscita da una bolla, una specie di parentesi estiva di sospensione e di ritmi sballati. Come se ci fosse stato qualcosa fuori posto che adesso piano piano è tornato in sede. Non è dato sapere se si tratti di un’impressione passeggera e se, tempo una settimana, tornerò allegramente con le balle per aria, ma intanto me la godo. Ho intrapreso una mia personale “sfida della positività”… supponendo che a nessuno veramente importi che tutti i giorni, per cinque giorni, io posti tre cose che mi fanno felice (ma voi continuate pure a farlo, che mi siete di ispirazione/consolazione), ho cominciato a farlo per conto mio, in privato, tutti i giorni e tutto quello che mi viene in mente. Funziona abbastanza. Devo impormi un programma antifregnacce per il bene della mia integrità mentale… guardate che non è vero che il mondo sia popolato esclusivamente da stronzi, sono le persone “che soffrono” (doverose virgolette) a farsi terra bruciata intorno senza esserne consapevoli. La Nonna2, ad esempio.
Piccola chicca di ieri: il giovedì di solito è il giorno in cui la porto a fare la spesa ed eventualmente qualche commissione sparsa, ma è da quella famosa domenica del Brintaal che Yuri è senza macchina e che va a lavorare con la mia. Ieri era pronta a mandare suo nipote a scuola a piedi o in autobus (niente di male, se orari e meteo fossero più favorevoli), o addirittura chiedere a MIA nonna se fosse disposta a rinunciare al SUO giro della mattina per lasciarmi la sua macchina, tutto perché doveva andare in banca a prelevare dei soldi e voleva farlo all’oscuro dalla figlia. Ma quella volta che una dottoressa le ha fatto notare che si comporta da egoista… apriti cielo.
Questo è quello che succede: non sono tutti stronzi, è che non sono pagati per sopportare. Molte di queste “persone che soffrono” sono delle vere e proprie sanguisughe energetiche, e se la gente le schiva non è perché “rifugge chi fa da specchio ai loro stessi disagi” (che cosa significa, poi?), ma perché evidentemente non sta bene. È il caso di prendere atto dei fatti, piuttosto che sprecare tempo nel farsi delle domande a cui è chiaro che non si riescano a dare risposte obiettive. La Nonna2 è convinta che tutti la invidino perché è bella.
Quotidianamente vengo bombardata da idiozie del calibro di “ma vedi tu se una deve lavorare una vita – si è sposata a 22 anni e da allora è sempre stata casalinga – per ritrovarsi con miseri mille euro al mese – della pensione di reversibilità del defunto marito, escluse le varie accompagnatorie per l’invalidità“, e quelle volte che gira male per qualche motivo, quando penso che se andrà avanti così la mia generazione alla sua età probabilmente starà ancora lavorando, e la nostra pensione, se mai arriverà, sarà un terzo della sua, è dura non prenderla a ceffoni. Queste sono le persone “che soffrono”… certo che soffre, poveraccia, lo attesta la commissione medica che le ha dato l’invalidità, ma si può davvero biasimare chi decide di cambiare aria? È un tantino approssimativo far passare i sofferenti da santi, e tutti gli altri da stronzi.

Pioggia ed irrinunciabili impegni mondani a parte (stiamo avviando un’altra campagna di D&D con Nicoletta e Vito, da giocarsi il sabato ogni tanto) sto pensando che mi piacerebbe uscire un po’ di più. Mi pare sia passata un’eternità dall’ultima volta che sono stata a casina, uscire a cavallo poi non ne parliamo nemmeno. Mediamente in quest’ultimo periodo la mattina ci alziamo che è brutto, poi schiarisce, esce il sole in tarda mattinata e regge fino al primo pomeriggio, poi torna brutto e piove… però mi rendo conto che dentro di me c’è qualcosa che scalpita per andare a depurarsi un po’ lontano dal cemento, magari a caccia di tesori. Quanto tempo è che non incontriamo più un osso, un corno, o qualcosa di particolare?

Una Risposta

  1. the-eternal-sleeper

    C’era un tempo, anni fa, in cui sui blog si commentava di piu’. Che nostalgia! E’ per caso che ho letto questa pagina, spulciando tra le mie polverose pagine dei preferiti. Non sapevo che frequentaste il Brintaal, anche io lo conosco, è un appuntamento immancabile. Quel che posso dire riguardo all’uscire da una bolla, è che l’arrivo dell’autunno per me è sempre l’arrivo delle riflessioni, il momento di un risveglio spirituale. Mi chiudo un pochino di piu’ a riccio, sarà il freddo, sarà la luce particolare nell’aria, è come se entrassi in una membrana protettiva: preferisco un po’ piu’ solitudine, e mi trovo più spesso a riflettere su me stesso, i miei cari, il corso della mia vita, il mio futuro e presente. E’ bello, molto bello. E’ come avvolgersi una coperta attorno al corpo perchè sai che tra poco arriverà il freddo, lasciando fuori il viso a saggiare la brezza affilata, per conoscere meglio ciò che sta fuori. Adoro la commistione di allegria e melancolia che mi porta l’Autunno.

    9 ottobre 2014 alle 20:22

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