"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

La luna del Clan

La notte tra sabato e domenica è mancata una delle nonne di Yuri, e la Nonna2 non aveva nemmeno capito che rientravo dalle ferie apposta per portarla al mercato la mattina, quindi sono arrivata lì che lei se la dormiva della grossa e abbiamo fatto poco altro che passarci la mattina a parlare di gente morta. Tra l’altro recentemente ho realizzato che la “signora Giuliana” di cui mi parlava spesso, amica sua, altri non è che la “zia Giuliana”, la zia di mia nonna. E anche lei ci ha lasciati ieri, dopo lunga e penosa malattia.
In compenso è rientrata mia madre sana (circa) e salva dal suo trekking in Marocco, partita con un dito del piede fratturato (in due punti? Non mi era chiaro) ed la prospettiva di una media di 20 km di camminata al giorno, con un seguito di cammelli per portare i bagagli. Mia mamma però è un’irriducibile, soprattutto quando le dicono che non le rimborseranno la quota; abbiamo tutti pensato che alla peggio avrebbero caricato su un cammello pure lei, e invece a quanto pare deve aver trovato una combinazione soddisfacente di bendaggi, scarponcini e antidolorifici, e ha marciato, in testa alla carovana e portandosi anche lo zaino di Evelina che s’era fatta male alla schiena.
Mi stava mostrando tutte le sue foto, quand’è arrivata mia nonna e hanno pensato bene di mettersi a litigare perché mia nonna vuole vendere la casa in Sardegna e mi rendo conto che a mia madre fa male il cuore al pensiero e pianta un muso lungo come quello di un cavallo. Me la sono praticamente filata a gambe levate… mi sento una poveraccia immunodepressa scaricata in un lazzaretto per ansiosi, sono a rischio contagio da malumore peggio degli infermieri volontari in Africa e tutte le mie difese sono impegnate sul fronte Nonna2, non ce n’è più per nessuno in questo momento.

Come se ultimamente non avesse fatto abbastanza freddo, stasera c’è un sacco di vento che fa scricchiolare le finestre e non credo che mi fiderò a mettere le pietre sul davanzale a prendersi la luna. Oggi pomeriggio, cercando ispirazione, ho pensato che in effetti la Luna del Lupo ha degli interessanti risvolti per quanto riguarda la famiglia ed il branco… e dal momento che alla mia famiglia biologica voglio pensare il meno possibile, mi concentrerò sulla mia famiglia spirituale. Yuri dice che se fossi cattolica sarei al livello di una suora missionaria… ma del resto uno s’attacca a quel che gli dà soddisfazione no? Quindi mi segno un altro buon proposito per l’anno nuovo: coltivare il mio “clan”, le persone che sento affini, quelle con cui condivido una certa visione della vita, perché hanno una vita loro e non hanno paura di confrontarla con quella degli altri. Aveva ragione Arthur, bisogna potare certi rami morti.

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