"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Epifania

Ho finito Wyrdworking resistendo all’impulso di comprare le carte di Taren Martin – che a detta di Albertsson sono l’unico mazzo di carte futhorc correttamente illustrato. E Picky mi ha mangiato tutti gli angoli della copertina, il che mi fa un po’ soffrire ogni volta che lo vedo, ma del resto a casa nostra funziona così, è un po’ un marchio di fabbrica.
Poi ho comprato altri due libri di Judika Illes, The Element Encyclopedia of Witchcraft e The Element Encyclopedia of 5000 Spells. Si comprano al paio. Ciao, sono Giulia e ho un problema con i libri di Judika Illes, che per fortuna si trovano anche in edizione più economica senza copertina rigida e sono ugualmente goduriosi. Non lo so, sono grandi, grossi, con una grafica accattivante… insomma, bucano facilmente tutte le mie resistenze ù_ù

Però adesso ho cominciato Coven Craft, perché abbiamo deciso di ripristinare gli incontri periodici con la congrega e quindi magari ci trovo qualche spunto interessante. Abbiamo progettini ambiziosi in mente… *grins*
Ho letto solo poche pagine e già un po’ mi turba il fatto che anche qui venga usato il termine “Wicca” semplicemente come sinonimo di stregoneria, al punto di asserire che durante le persecuzioni ad opera della Santa Inquisizione la Chiesa abbia scosso l’opinione pubblica contro la Wicca. Come se ci fosse una Wicca ai tempi di Innocenzo III, insomma. Cose da Sweep, praticamente. Speriamo bene.

Giovedì e venerdì mi sono barricata in casa con l’emicrania ed una presunta pseudoinfluenza gastrointestinale. Giovedì mattina nella fattispecie mi sono accesa la tv, quando è partita la sigla di Gilmore Girls ho avuto una specie di epifania e mi sono tirata su dal letto con un bisogno quasi fisiologico di rivedere tutta la serie, tazzona di caffè alla mano. Ne ho approfittato per fare le pulizie di primavera, praticamente, con metodo “una stanza, un episodio”. La mattina mi è volata e credo di aver toccato picchi di beatitudine assoluta, nonostante le nausee, come da un pezzo non mi capitava. Mi ci voleva. Ero addirittura sul punto di mettermi DA SOLA a dipingere le miniature di Warhammer di Yuri… poi sono rinsavita.
Sono consapevole del fatto che, come serie tv, probabilmente abbia fatto più danni di Dawson’s Creek (o di Streghe, per quanto riguarda la mia categoria), con quest’utopia del rapporto idilliaco tra madre e figlia e con un buon numero di stereotipi che generalmente detesterei… ma mi ha ricordato gli anni dell’università, quando lo guardavamo tutti i pomeriggi, quando in effetti ogni tanto andavamo anche noi sotto gli alberi a studiare ed avevamo vari gradi di dipendenza dal caffè.
Non dico che tornerei indietro, ma ci sono alcune cose di quella vita che mi mancano, soprattutto se sono un po’ giù di corda.

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