"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Frilli Grilli

Quest’anno ho detto sì allo short impenitente, finora confinato ai pomeriggi casalinghi e, se proprio proprio, alle passeggiate serali con il cane. I miei stinchi butterati di cicatrici varie ed eventuali non sono mai stati un gran vanto, ma mi guardo intorno e vedo Mortadellandia, perciò crepi il pudore e facciamoci bombardare dai fotoni. Che se mai mi riuscisse di andare al mare un paio di giorni potrei evitare di fare la Regina delle Nevi a ferragosto.
Il problema diventa IL PELO. Madre Natura mi ha risparmiato il pellicciotto mediterraneo, anni di silk-epil hanno fatto il resto, ma comunque non c’è modo di persuadere i superstiti a crescere tutti insieme e possibilmente non sottopelle. Quindi “gambe lisce per settimane” un par di balle, perché ogni 2-3 giorni bisogna metterci mano. Yuri dice che non li vede finché non ci va davvero vicino, ma non ha importanza, perché li vedo IO. Sarò schiava inconsapevole di moderni precetti culturali maschilisti!

No non è vero. Devo rimediare ai danni degli anni dell’adolescenza e della lametta. Un conto sono i “peli superflui” (che tra l’altro con il sole diventano biondi), un conto è una barba da far invidia a Zack Galifianakis.

Litha è venuto e andato, abbiamo avuto discussioni interessanti partendo da alcuni parallelismi con Yule, riflettendo sul fatto che al solstizio d’inverno accendiamo il fuoco nel calderone per celebrare la rinascita ed il ritorno della luce, ma a Litha non pensiamo mai di dare spazio al declino e al principio di oscurità – che comunque sono ugualmente importanti, almeno per noi. Poi, neanche a farlo apposta, la settimana è cominciata con un tempo così brutto che martedì addirittura ho fatto colazione con la luce accesa.
Ad ogni modo, è estate, al mattino i bambini in bicicletta vanno al GREST e io a rinchiudermi in casa con una vecchia signora che per il compleanno del genero gli regala una medaglietta per la cagnolina della moglie, sento i miei crediti karmici salire pian pianino come le Google Rewards, chissà se poi ho un anno per spenderli.

Avevo dei buoni sconto di IBS da consumare entro luglio e quindi ho deciso di ordinarmi un paio di libri di Raven Grimassi, mi hanno messo la fregola alcune ragazze su Instagram (tanto per cambiare) soprattutto per il Grimoire of the Thorn-Blooded Witch. L’ordine doveva essere evaso in 5 giorni lavorativi ma ormai è già passata una settimana e lo status è ancora “in corso”. Non è un buon periodo per chiedermi di avere pazienza. Sono così lunatica che giovedì sera siamo andati a vedere Jurassic World e c’è mancato tanto così che me ne fuggissi di sala perché il brontosauro morto con quel lungo collo lì mi ricordava troppo Lady Vashj. Poi sono felice – magari perché abbiamo fatto un grillario più grande, adesso ne abbiamo circa un centinaio e finora non ho pescato cadaveri – poi mi deprimo, poi mi incazzo, poi ho voglia di abbracciare gli alberi, poi mi annoio, poi mi commuovo, poi guardo video di coniglietti bianchi che dormono in guantini rosa e penso BURZUM.
Del resto se Yuri se n’è uscito con Sailor Paturn un motivo ci sarà.

Sto commentando Fifty Years in the Feri Tradition per l’altro blog. La Feri mi piace ma Cora Anderson mi sta epidermicamente sulle balle.

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