"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

SaMMartino.

Il Connected & Free Oracle ci ha conquistati, me e anche Yuri. Ho approfittato di questa luna nuova di mercoledì, complice la sessione settimanale di Warhammer, per apparecchiarmi finalmente un rito in solitaria con tutti i crismi del caso – come da buoni propositi – ed ho consacrato il mazzo. Mi ci dedicherò al 100% dopo che avrò finito la tarot challenge in corso (con tutte le varie ed eventuali del caso) e per allora spero che sia arrivata anche la selenite.
Ho messo persino il mantello! Vorrei dare un senso di continuità ad non-meglio-definito “qualcosa” cominciato con il rituale di Samhain, non so neanche io come mai tutto questo accanimento, penso sia semplicemente il fatto che io abbia bisogno di qualcosa con cui tenermi impegnata. Sempre mercoledì sera, dopo il rito, dopo aver mangiato un boccone, dopo aver fatto partire la lavastoviglie e portato fuori il cane, mi sono messa a letto e ho fatto una meditazione guidata che aveva lasciato Devin su Periscope. Non paga, poi, ne ho fatta un’altra “contro la negatività” che tengo in un app sul telefono. Alle 3:30 del mattino – l’orario maledetto – ne ho fatta una terza, sempre presa dall’app “Relax Melodies”, per addormentarmi.
Tutto perché ormai il giovedì è il mio incubo, tanto per dire. E’ servito a qualcosa? Ha contato qualcosa il fatto che mercoledì fosse il santo patrono e quindi avessimo fatto festa? Naturalmente NO. Il mio giovedì mattina è angoscia almeno fino alle 9, quando so di che morte morire. A volte l’angoscia è immotivata, come questa settimana, che la Nonna2 è di nuovo “piena di dolori” (definizione sua che io ho il compito di riferire a chiunque eventualmente si interessi del suo stato di salute), sono uscita da sola e mi sono arrangiata; a volte arrivo a casa proprio lesa nel cervello, magari resto cattiva tutto il pomeriggio e senza che neanche me ne accorga sbuffo e sospiro perché ho il nervoso che mi pesa sullo sterno. Mi si inceppa tutto in testa, non riesco neanche a parlare, un giorno mi si è annodata la lingua mentre tentavo di dire “burro” (mica chissà cosa…), e adesso Bru! Bru! Brurro! è il tormentone di fine anno.

Ciò non toglie che – anzi, a maggior ragione – una giornata infrasettimanale di riposo “ci” ci voleva. Più che riposo, come al solito, è stata disintossicazione e terapia a base di tranquilla vita da coppietta. Abbiamo avuto un art-attack e abbiamo fatto un quadro con l’ultima muta di Vespira. Abbiamo cucinato dolci (evento veramente RARO in casa nostra). Siamo finalmente andati a vedere com’è il McCafé… e, dannazione, ci piace.
Ho installato di nuovo Kik, perché Rowan e Narvi sono stati carini e sono venuti a cercarmi su Instagram per dirmi che gli manco; stavolta eviterò di cedere alle lusinghe di gruppi diversi soltanto per noia, e spero che questo limiti lo scempio che faceva Kik della mia batteria e della mia memoria.

Poi la notte tra venerdì e sabato ci sono stati gli attentati dell’ISIS a Parigi, e all’improvviso pareva di essere tornati a gennaio quando c’era stata la sparatoria alla redazione del Charlie Hebdo, ho fatto colazione guardando TgCom24 in streaming sul tavolo e poi sono andata a lavorare nella nebbia di novembre sentendomi, una volta tanto, estremamente “presente” nel mio tempo e nel mio spazio. Poi già a mezzogiorno l’accanimento per la lotta al terrorismo era diventato l’accanimento tra quelli che “ah, Parigi sì e Beirut no? Razzisti”, i “Ecco cosa succede ad aprire le frontiere”, i “bastardi Islamici” e i “in Siria ne muoiono tanti così ogni giorno”… siamo fatti così. Io ne ho approfittato per farmi una mezza cultura sulla storia geopolitica della Siria, sono partita da un video spagnolo condiviso su Facebook e poi mi ha aiutato Google, così domattina quando la Nonna2 farà il solito minestrone colossale tra jihadisti e adepti del Dio Petrolio magari potrei avere una mezza voglia di spiegarle dove stanno le differenze.
Una cosa che mi ha colpito è stata che quella mattina la carta del giorno era The Wild Hunt, che in un angolino ha disegnato un galletto (le coq è uno dei simboli della Francia, NdA) che fugge terrorizzato al cospetto della torre che crolla.

Oggi, comunque, è stata una buona giornata… e quando la domenica non è proprio buttata al cesso si affronta meglio anche il lunedì. C’era la solita sagra del patrono, e molto migliore dell’anno scorso, anche se “l’estate di San Martino” ha repentinamente ceduto il passo alla classica giornata bigia (salvo schiarita tardo-pomeridiana giusto in tempo per una favolosa enrosadira, e chevvelodicoaffare, we’re in the Dolomites, b*tches XD) e 12° di massima – dice l’Arpav.
La nebbia agl’irti colli, di nuovo.

 

Ho comprato un borsellino di cuoio a forma di cavallo e una punta di quarzo fantasma, ma soprattutto sono riuscita a rivedere finalmente alcune persone che non incontravo letteralmente da ANNI, compresa la mia amica Valentina che è definitivamente tornata dalla Spagna.

E sono diligente, anche questa domenica mi sono sforzata di postare qualcosa.

 

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