"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Speso e Volentieri

Questa è stata la settimana dei pacchi – in senso letterale, per fortuna. Nel senso che è arrivata la roba che abbiamo ordinato da internet per fare alcuni dei regali di Natale… compreso un regalino per noi, ci siamo finalmente comprati una stampante multifunzione. Penso/spero di aver trovato un’occasione su Amazon, una stampante che normalmente costava 90 e più euro, ma che mi sono portata a casa con meno di 85, compresa di una scorta di 16 cartucce di riserva. Mi pare buono. Finalmente avrò anche una straccia di scanner per i disegni.
È stato divertente, mercoledì pomeriggio alle 2 si sono incrociati due corrieri diversi sul mio pianerottolo, e io ho aperto la porta tutta giuliva al grido di “Ennnataleh!“.

Martedì s’è consumata una specie di tragedia-marron glacé… sempre perché il ridursi all’ultimo momento è uno stile di vita.
La Nonna2 voleva assolutamente un paio di confezioni di marron glacé da regalare alla sua psichiatra e al suo medico di base, ma non essendo uscita a fare la spesa (io ero ancora senza macchina, me l’hanno sistemata mercoledì, 324 danari sonanti revisione compresa, fortuna che siamo sotto le feste, NdA), aveva incaricato la sua dirimpettaia di comprargliele da Lidl. Il problema è stato che da Lidl erano finiti, e quando ha pensato di mandare me, a piedi, fino al supermercato di Piazza Fani erano ormai le 10:30 passate. Non è che poi io le abbia detto di no – anche se sono sicurissima che poi ai posteri la storia verrà tramandata con la solita “Giulia che fa questioni” – ci mancherebbe, sono 10 minuti di strada e da quella casa esco sempre più che volentieri… le ho solo detto che se voleva che andassi, e che passassi anche per panificio e macelleria, probabilmente ci avrei messo un po’. A quel punto, dopo aver tergiversato ancora una mezzora abbondante, alla fine s’è risolta di telefonare al supermercato e chiedere che le consegnassero la spesa a domicilio “perché mi manca proprio roba essenziale, non ho più pane, né latte, né carne”. Lo specifico perché è degno di nota.
Telefona – tra l’altro mi fa morire quando, invece di presentarsi con nome e e cognome, dice “son la nonna della cagnetta”… sua nipote sarà contenta – e i marron glacé non li hanno neanche loro. Arriva addirittura a chiedere al cassiere se quando stacca dal lavoro può andarglieli a comprare da qualche altra parte, perché le servono proprio. Inutile dire che il povero ragazzo si mette a ridere e le dice di NO.
“Signora intanto mi dica di cos’altro ha bisogno, che poi le porto la spesa”.
“Ah no non importa, non ho urgenza, richiamo domani”.
E non ha più chiamato.

Mercoledì mattina, era reduce dalla visita psichiatrica ed era cattiva come una biscia. Ha tirato fuori certi epiteti, per le sue dottoresse, che non penseresti mai di sentir uscire dalla bocca di una signora di una certa età, soprattutto una per cui l’aggettivo “contadina” è un dispregiativo. O magari in realtà si riferiva semplicemente a quella leggendaria città dell’Asia minore famosa per una certa guerra cantata da Omero.
Tutto perché la psichiatra ad un certo bel momento le ha guardato le mani, ha visto che aveva ancora su lo smalto dorato che le avevo messo io non so più quante settimane fa, ed ha commentato qualcosa che lei ha interpretato come “Non fai niente in casa”. APRITI CIELO.

Giovedì mattina, visto che ancora i viveri non le si erano materializzati da soli nella credenza, sono andata a farle la spesa e sono passata dal suo medico di base a ritirarle delle ricette. Sono uscita alle 9:30 – o poco più tardi – e sono rientrata alle UNDICI. Come volevasi dimostrare.
A volte l’Universo vuole soltanto portarti allo stadio Godzilla, ti carica con tre giorni di emicrania e poi ti manda in sala d’attesa la classica vecchiaccia stronza che evidentemente ha fretta di andare a morire (non c’è altra giustificazione quando hai 80 anni per gamba…) e trova da ridire sul fatto che tu passi davanti ad UN’ALTRA persona, che spontaneamente ti fa passare perché devi solo ritirare delle ricette. Perché sei lì PER LAVORO.
Non pago, ti manda la dottoressa con le palle girate che ti risponde male perché “eh ciò stela bela non le ho fatte le ricette per la signora, devo lavorare, e po’ la me fa sempre su ‘n casin par telefono…“. E con ciò? È colpa mia?!
Però poi un piccolo bonus karmico è scattato, e mi hanno spedito dalla Germania una cosina che in realtà era previsto che partisse il 21. Per scaramanzia non dico niente finché non ce l’ho tra le mani, ma intanto è una buona notizia.

Stiamo facendo di tutto perché questo sia un Bianco Natale… sabato sera ci siamo presentati all’appuntamento con Nicoletta e Vito (abbiamo visto Star Wars, NdA) con quasi dieci minuti di anticipo; e domenica mattina Yuri si è messo a posto tutti i vestiti che aveva sparpagliati tra armadio, sedia e cabinetta in tessuto dietro la porta. Se non deve nevicare così…
Le previsioni mettono bel tempo almeno fino a fine anno, e qui stiamo andando a rischio siccità :S

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