"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Brevemente

Ho dei libri in arrivo, domani. Diciamo che stavo attraversando quel periodo del mese in cui realizzi quanto ti serve nella vita una borsa dell’acqua calda, e siccome avevamo dovuto buttare quella che fedelmente ci ha serviti in questi ultimi 4-5 anni, ne ho trovate di convenienti su Amazon e ho fatto un ordine. Ma potevo fare un ordine di 10 miseri euro? Quindi ho sfoltito la mia wishlist di altri tre titoli, il primo è già arrivato mercoledì assieme alle borse, gli altri due sono in deposito qui da GLS già da ieri.

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Noto solo ora che quella specie di frutto vicino al manico della teiera sembra un culo. Peloso, per giunta. <ride da sola>

Inutile dire che adesso sono in piena frenesia da lettura, leggerei anche tre o quattro libri contemporaneamente. L’unico “problema” è che The Book of Druidry mi richiede una concentrazione che non sempre ho, e quindi vado a rilento. Ho dovuto resistere fino a pagina 120 prima di arrivare al capitolo in cui finalmente ho sentito che era valsa la pena comprarlo.
Ad ogni modo, questo è uno dei motivi per cui anche questa settimana sono arrivata a domenica pomeriggio senza una straccia di appunto salvato per il post. Forse non dovrei pubblicare niente, se non ho niente da scrivere, ma è una questione di costanza. Un po’ come le photochallenge – ovviamente adesso, con aprile, ne ho cominciata un’altra.
Ma funzionano, eh?

Poi naturalmente c’è da dire che lavorare con mia nonna non pare nemmeno un lavoro, altro che Vecchiaccia Awards. Venerdì mattina ho avuto una specie di epifania mentre salivo le scale per andare a casa sua, e non sentivo nessun macigno sullo stomaco, nessun odore di degrado e negatività… ero quasi commossa. Sono qui a dirmi che ci voleva, che devo comunque essere grata per l’esperienza fatta perché mi ha reso una persona migliore, spero di non dimenticare mai quanto male si può stare.
La grossa pecca che ha mia nonna è che è indecisa. E svampita. E sorda patocca, finché non si mette gli apparecchi acustici. Ma io ormai ho fatto la proverbiale Pazienza di Giobbe e quindi mi metto tranquillamente ad aspettare che decida se preferisce andare a fare la spesa o a bere il caffè in centro con le sue amiche, e la scarrozzo di conseguenza. Ribadisco… è tutta vita. Mia madre ha provato, un giorno, a dirmi “mi sa che stavi meglio prima”… ma neanche per scherzo.

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