"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Barattoli e Pokéball

L’altro giorno ero a spasso per il centro con mia madre e ci siamo fermate a scambiare due convenevoli con una sua vecchia conoscente. Ad un certo bel momento, questa mi guarda con sorriso materno e mi domanda “E tu cara? Come vanno gli studi?”. Cara signora. Cara, CARA signora.
Molto meglio del terribile sei sposata? Hai figli?

Mercoledì è uscito Pokémon Go e tutta la mia generazione è tornata ragazzina, chi con la scusa di portar fuori il cane, chi con la scusa di un giro con la bimba in carrozzina (un saluto ai Vicoletti! 😆). Che io sappia, dei vecchi fans della serie sono stati risparmiati solo quelli il cui cellulare non è supportato. Giovedì mattina la mia pagina Facebook era già un tripudio di screenshots dalle località più svariate; io mi godo un sacco, Yuri ha fatto un pochino più fatica (perché quasi contemporaneamente è uscita anche la nuova espansione di Warframe) ma, quando ha ingranato anche lui, s’è impuntato sulla conquista della palestra della chiesa di Cavarzano, e sghignazziamo come faine ladre soprattutto nel momento in cui incroci qualcun altro palesemente in caccia con il telefono in mano. Non riesco a capire se mi diverta più il gioco in sé o semplicemente il fatto che ci siamo rimasti tutti sotto così – perché è questo il peggio, in compagnia ci si fomenta.
La mia settimana praticamente è andata via così. Venerdì pomeriggio seduti davanti al Pokéstop della parrocchia Don Bosco insieme ai ragazzini del Grest, sabato in giro per il centro ad assediare le palestre delle altre squadre, la sera a spasso con il cane battendo zone inesplorate in cerca di nuovi Pokémon e per macinare i km che servono a schiudere le uova. Tutta salute, quella.
Mi sono anche definitivamente decisa ad ordinare da Amazon una powerbank perché tutto questo prosciuga la batteria in maniera veramente esagerata.

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E non è stato nemmeno l’unico regalino che mi sono fatta, ho spuntato altri quattro titoli dalla mia wishlist – il GaldrabókIcelandic Magic, Magic of the Iron PentacleWalking with the Sin Eater. Diciamo che in questi ultimi giorni facevo un po’ di fatica ad ingranare e quindi mi sono dedicata ad una serie di cose che mi ha tirato su di morale, non ultima la fuga al rustico con la mamma per un detox urto. A volte la Paturnia scorre potente in me e l’inettitudine del mondo mi infastidisce a livelli eccessivi, sono quei momenti in cui ti fa rabbia anche solo che questa gente respiri il tuo stesso ossigeno – figuriamoci quando ti rendi conto che il loro voto conta come quello di tutti gli altri, l’unica consolazione è che raramente si recano alle urne.Ma pazienza, per fortuna queste parentesi di sconforto si aprono e si chiudono. Personalmente me le figuro un po’ come una pozza di fango schifoso in cui queste persone sguazzano abitualmente, poi ogni tanto ci finisco dentro anch’io e mi ci affanno perché loro sanno nuotarci molto meglio di me.

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Pazienza. Nel frattempo le mie erbe si sono seccate, è ora di rimpinguare i barattoli.
E poi Yuri da ieri è in ferie, e mi ha promesso che mi monta delle mensole.

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