"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Le mie amiche hanno le gambe pelose.

Domenica scorsa siamo stati all’Animals di Bassano; per noi abituati al Reptiles Day sarebbe una trasferta abbastanza inutile, ma sapevamo di trovarci Amaus e lui continua ad avere topi e ratti al miglior prezzo disponibile, quindi un giretto era più che legittimo. Il “problema” era che c’era anche Zalix, che come tarantolaro è molto valido, e accidenti a lui aveva quella Avicularia Versicolor che volevo sin da quando le ho viste nel feed di @spideriffic su Instagram. Quindi siamo tornati a casa con otto gambe in più, ed io sono in visibilio perché Princess Antilla è BELLISSIMA.

Al contrario dei piccoli spawn of Satan, questa è abbastanza mite e si può maneggiare, ma la cosa veramente favolosa è che si muove con la grazia di una ballerina di velluto. Poi, vabbe’, non sono ancora riuscita a farle una foto che le renda giustizia, ma i colori sono spettacolari. SpettacolOri. Quello.

Continuano i miei sforzi per mantenere un novembre produttivo e soddisfacente. Venerdì ero a casa in ferie per San Martino, Yuri ha spignattato tutto il giorno perché avevamo una Serata Ramen con Erik & Sabrina, e io ne ho approfittato per l’Ultimate Decluttering: mettergli a posto la scrivania. Neanche fossi sua madre.
Può dare la colpa a Giada Carta, che mi fa lavorare su alcune priorità della mia vita e, ahilui, per quanto riguarda la categoria “spazi” il suo disordine mi crea dei problemi. Tra l’altro è risaputo che la polvere trattiene le negatività ú_ú.

Giovedì sera con Sara e Laura siamo stati ad uno psicodramma sulla “rinascita dalle proprie ceneri” condotto da una psicologa/psicoterapeuta junghiana, nell’ambito della rassegna Passi e Trapassi (a cui puntualmente tutti gli anni mi dico che dovrei prestare più attenzione). Mi piace, lo psicodramma, mi piace l’idea di mettere in scena le proprie questioni e di vederle dalla regia, una volta tanto. E tutto sommato mi garba anche l’idea della terapia di gruppo perché credo sia molto costruttivo sentir parlare persone che non conosci e che non hanno nulla di “precostituito” nei tuoi confronti. Certo – come ha detto Yuri tornando a casa – nell’ambito della pratica di congrega abbiamo fatto introspezioni anche più profonde di così, però indubbiamente il metodo mi ha convinto.

Riflettevo, ad un certo punto, sulle amicizie… è una cosa che ho notato stando appresso a mia nonna quando parla con le sue amiche,

(…e apro una piccola parentesi ilare: giovedì sera la psicoterapeuta ha parlato dei “Death Cafè”, fondamentalmente incontri in cui la gente si trova a parlare di morte. Avrei voluto dirle che non si sono inventati niente, mia nonna e le sue comari di Jesolo lo fanno già da anni e anni XD)

…ci sono momenti in cui si compatiscono a vicenda, ma ce ne sono molti altri in cui invece si rimproverano del fatto di lamentarsi troppo. Che non è, beninteso, quell’odiosa abitudine di certe persone depresse a fare a gara a chi sta peggio, è che proprio di quando in quando si chiudono il becco. Anche perché, obiettivamente, spesso e volentieri questo accade mentre sono sedute al tavolino del bar a fare le allegre comari dell’Inpsor, quindi tanto male non stanno.
Non per questo si offendono, non per questo smettono di essere amiche e non si cercano più.
Non viene da chiedersi legittimamente quale diavoleria sia all’opera? Perché noi non riusciamo più a dissentire su qualcosa senza litigare? Perché le nostre relazioni sono così fragili?

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