"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

L’at(ti)mosfera

Domenica mattina, uno dei momenti della settimana che preferisco. Se poi la giornata è uggiosa come oggi, ancora meglio. Anche meteorologicamente parlando questo novembre è decisamente soddisfacente, è decisamente autunnale, è decisamente quello che mi faceva voglia. Non è il massimo per uscire a fare qualche escursione – se siete passati su Sentieri e avete visto il post con le foto del nostro giretto fino all’Ander de le Mate, avrete quasi sicuramente notato il cielo coperto – ma in fondo ci accontentiamo che non piova. E comunque da quando è mancata Isabeau siamo fermi… Yuri si sta guardando in giro in cerca di un nuovo cavallo, ma è abbastanza esigente stavolta e non è facile accontentarlo.

Si conclude la settimana del Black Friday e mi ritrovo economicamente un po’ più povera ma psicologicamente arricchita di buona volontà; ho comprato la nuova videocamera che volevo – abbiamo avuto qualche disguido tecnico con le consegne ed è per questo che di fatto ho saltato una settimana di pubblicazioni, per quanto riguarda i video – e mi sono definitivamente decisa ad iscrivermi al Goddess Bookclub di Giada Carta, quindi ho comprato il libro in programma per dicembre.
Poi vabbe’ mercoledì mi hanno portato Pokémon Luna ed ho riscoperto le proprietà terapeutiche del NDS la sera, sul divano, mentre fuori piove.

E mentre io sono qui che un po’ bloggo, un po’ faccio mestieri, mia madre è tornata in ospedale con mia nonna a farle sistemare il bendaggio alla spalla; gliel’avevano rifatto mercoledì pomeriggio, e ieri mattina ha deciso che era troppo lasco, e le faceva male il braccio e non riusciva a dormire, e ha chiamato in ospedale, e le hanno detto di passare a farselo rifare, e glielo hanno rifatto poi troppo stretto, e quindi anche stanotte ha patito, e avanti…
Mia mamma si sta già pregustando la pensione e i figli grandi e autonomi e fuori di casa, vuole uscire e viaggiare, ma naturalmente queste non sono buone premesse, pure se degli affari di mia nonna ormai sto prendendo le redini io, per quanto possibile. Anche perché io non abiterò tutta la vita qui a 100 metri da casa loro, mi auguro.
Sta entrando in un circolo vizioso in cui non si muove perché ha male dappertutto, ma più sta ferma e si impigrisce, più faticoso diventa ricominciare a muoversi. In casa non fa praticamente altro che stare sul divano a guardare la tv, e quindi si rincretinisce, e più si rincretinisce meno ha voglia di uscire – anche perché ha tutte le sue fisime sull’avere una brutta cera, e non vuole farsi vedere in giro in certe condizioni, ecc. ecc.
Sono settimane noiose. Faccio le pulizie, ma non è che questo porti via tanto tempo, soprattutto adesso che anche di notte vuol restare a dormire sul divano, perché dice che se non riesce a prender sonno almeno si guarda la tv. Quando capita le faccio qualche commissione, qualche telefonata in giro tra commercialista, avvocato e proprietà edilizia, ma anche queste (per fortuna!) sono evenienze abbastanza rare. Ho cominciato a portarmi un libro da leggere nella parentesi di nullafacenza da quando finisco di far mestieri a quando è ora di cominciare a farle da mangiare, così ho finito A Druid’s Herbal in un tempo record e ho cominciato Guida Insolita delle Dolomiti (di cui però non credo farò mai una videorecensione per il canale).

Comincio a sentire aria di Yule nonostante le temperature siano ancora per niente invernali, così ho definitivamente fatto piazza pulita di foglie autunnali e zucche varie ed ho cominciato a tirare fuori qualcosa di più adatto alla stagione. Sto aspettando la prima settimana di dicembre per poter cominciare a spandere addobbi in tutta la casa. Stamattina, quando ho fatto tirare giù a Yuri le decorazioni con le bacche rosse che di solito metto intorno al terrario di Vespira, mi ha guardato con sofferenza perché awww è di nuovo QUEL periodo dell’anno??
Poi però secondo me piace anche a lui tornare a casa e trovarci un po’ di atmosfera.

Più o meno a proposito di atmosfere, in questi giorni con le Bruts stiamo parlando di crisi mistiche. Io ad esempio sono una persona per cui la giusta atmosfera conta tantissimo, per qualsiasi cosa, figuriamoci per praticare. Amo le luci soffuse e calde, le candele sui davanzali – specialmente se sono le Yankee! – le decorazioni appese alle finestre, la musica di sottofondo. Amo quello che Giada Carta chiama “stay-treat”, e beninteso lo amavo e lo creavo anche prima di conoscere Giada, ma le riconosco il merito di aver coniato un termine così calzante… il treat che richiama il rifugio ma che è anche un premio, un dolcetto, uno sfizio.
Lo stay-treat è stato quasi sempre la soluzione alle mie crisi mistiche, la luce in fondo al tunnel. Per tornare un attimo indietro alla vecchia lezione sul kairos (vedi che sono brava e assimilo?), lo stay-treat per me è sì un luogo, ma anche un momento catartico in cui le circostanze sono propizie per chiedermi “cos’è che ti farebbe stare bene in questo momento?” e, soprattutto, mettere giù un piano d’azione orientato in tal senso. Tra l’altro mi è venuta in mente una supplente che ci capitò alle elementari, che veniva dal Sud, e che noi bambini malefici prendevamo in giro per la sua pronuncia quando diceva attimosferaIl kairos è un po’ un’attimosfera, da questo punto di vista, dai.
La crisi mistica arriva quando ti accorgi che la tua routine non ha più senso, non ti soddisfa, non funziona, non ti rappresenta più; allora nello stay-treat ne comincia la creazione di una nuova. L’atmosfera giusta è il terreno fertile per nuove le ispirazioni.
Secondo me la crisi mistica è qualcosa che richiede cambiamento e, nella fattispecie, rinnovamento. Non conosco nessuno che abbia superato con successo la sua Dark Night Of The Soul e poi abbia ripreso le sue vecchie abitudini nella stessa identica maniera in cui lo faceva prima.
Quindi, tirando le somme: Rimedio Uno alle Crisi Mistiche Secondo Giulia = (ri)creare l’atmosfera.

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