"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

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Inizia la protesta contro il “Progetto articolo 8″ e la fondazione dell’ Unione Italiana delle religioni neo-pagane (U.I.R.N.)

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Inizia la protesta contro il “Progetto Articolo 8” e la fondazione dell’ U.I.R.N. (Unione Italiana delle Religioni Neo-pagane)

La protesta parte da noi Eteni italiani (Eteno = Politeista dedito al culto delle antiche divinità nordico-germaniche)

Le motivazioni della nostra protesta sono le seguenti:

  1. Si tratta di un progetto condiviso solo da alcune associazioni che operano nell’ambito della
    Wicca e del neo-paganesimo, quasi tutte ubicate al centro-nord e nel nord Italia (con la sola eccezione di un’associazione di Napoli). Non è comunque ammissibile che sei associazioni,indipendentemente dal loro prestigio e anzianità di servizio, si pongano come organo di regolamentazione della spiritualità di migliaia di persone,la maggior parte delle quali o è contraria al progetto o ne ignora l’esistenza e le finalità.

    2) Queste associazioni hanno portato avanti il progetto nonostante il feroce dissenso della maggioranza delle associazioni presenti in Italia, la perseveranza in questo caso non è sinonimo di lungimiranza o…

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Arrangiamenti

Domenica, sagra.
Un po’ deludente, ad esser onesti, ma comunque una buona occasione per prendere una boccata di gente, portarsi a casa altre quattro pietrine (una mangano calcite, due mokaiti, una rodonite), e due teli indiani vagamente (MOLTO vagamente) celticheggianti da adoperare come tovaglie, uno sui toni dell’arancione e uno sul blu.

Mi piacciono, tamponano il mio perenne fastidio per le orribili piastrelle non-è-vintage-fa-solo-schifo; ci ho letto su le carte, domenica pomeriggio… da quando Yuri si è finalmente sistemato, abbiamo cominciato a parlare un po’ di case e di esigenze. Certo sarebbe bello avere di nuovo un angolino tutto per me, ma è da più di un anno ormai che ho imparato a farne a meno e mi tocca dire che non ne sento particolarmente la mancanza. Tutta questa casa, adesso, è il mio angolino, per questo mi accanisco nelle pulizie quando mi viene il mal di stare. Me la sistemo (e me la sono sempre sistemata) come piace a me, di conseguenza che sia la cucina, il soggiorno o la camera da letto, l’intimità la trovo dappertutto; non ho neanche sempre e necessariamente bisogno di restare da sola, anche se mi permette di tirare il fiato, mi sento a mio agio a far le carte o annotarmi le mie cosine anche a tavola mentre Yuri fa da mangiare, o a meditare a letto con gli auricolari con lui di fianco che dorme. Insomma, diciamo che sto perdendo la mentalità della “mia stanza” in favore di quella della “mia casa”. Non mi accontenterei comunque più di una sola stanza accomodata come mi aggrada, voglio che tutte siano in grado di farmi sentire a mio agio e trasmettermi qualcosa.
Mi viene in mente ogni tanto una ragazza che su facebook mi diceva che casa sua avrebbe dovuto avere una stanza adibita a “spazio sacro” in cui avrebbe messo delle teche con dei serpenti; sorvolando sul fatto che probabilmente questa pensasse che tenere un serpente fosse come tenere un criceto, in fin dei conti anche a me piace il salotto soprattutto perché ci sono tutte le bestiole (oltre che gli altari). Poi, per quanto sarebbe stràfico celebrare con un serpente che ti striscia addosso/intorno, la realtà dei fatti è che la cosa generalmente è poco fattibile. Per altro, restando in tema di serpenti, si avvicina il Reptiles Day, è ora di comprare un nuovo terrario a Vespira e qui, adesso, comincia ad essere ora di sistemare il mobile in modo da ricavarci lo spazio che serve. Personalmente non vedo l’ora, c’è un’accozzaglia di roba buttata là senza criterio solo perché non abbiamo più comprato una libreria o montato delle mensole, ora non ci sono più scusanti.
Tornando alla casa, ad esempio, c’è la questione delle finestre. Appena fa buio, Yuri tira giù tutte le serrande; ha qualche problema con la privacy, lui, e con le luci accese comincia a sentirsi gli occhi del creato intero puntati addosso. Per me è diverso… a meno che io non sia nuda come il culo di un macaco e intenta in attività poco graziose come depilarmi i polpacci, guardare fuori mi fa piacere; per il resto non mi interessa gran che se davvero a qualcuno cade l’occhio su un angolo di casa mia, anzi, la finestra è lì per dire “non sei tagliata fuori dal resto del mondo, ma sei nel tuo spazio”… anche se il panorama non è proprio il migliore che si possa desiderare. Martedì sera, che abbiamo avuto un po’ di pioggia, venivamo giù da Castion e io invidiavo immensamente chi si godeva la bruma, il bosco e quella luce da film horror firmato Guillermo Del Toro. Chissà tra qualche anno cosa mi capiterà di vedere.

Nessuna nuova, buona nuova

Piano piano Guinness si ripiglia. Stasera ha mangiato la sua ciotola di crocchette tagliate con un po’ di umido, ed è tutt’oggi che non fa la pipì in casa ma chiama quando ha bisogno; ha ricominciato a venirci incontro quando rientriamo a casa – portando la solita scarpa/ciabatta – in più l’ho vista stiracchiarsi, che mi sembra notevole per un cane sbudellato come lei.

Sono contenta che sia venerdì e sono contenta di non aver dovuto portare la NonnaDue da nessuna parte, perché ieri è stato logorante… è tornata in fase “down”, incolpa sempre il dosaggio dei farmaci che prende (ma che si giostra bellamente come le pare, a quanto vedo), quando probabilmente in realtà è solo il tempo che cambia. Insomma, anche le persone “sane” – ma chi oggigiorno è veramente stabile? – hanno le loro giornate storte.
Io ad esempio ho sognato che c’erano degli sceicchi arabi a cavallo di bellissimi cammelli intrappolati su una specie di parete rocciosa che stavano cercando di scalare come fossero camosci. Ad un certo punto uno di questi cammelli, sfinito, visto che dopotutto il salto che lo separava dal prato di sotto era di circa 5 o 6 metri, si buttava giù; si faceva male, ma non una cosa gravissima, però il suo proprietario voleva abbatterlo e io gli andavo contro cercando di spiegargli (in inglese) che non poteva né doveva farlo.
Sono giornate in cui sprazzi poetici di primavera si alternano a cieli grigi che minacciano pioggia, non ci vedrei niente di strano a sentirmi casalinga e sonnolenta, anzi, oggi pomeriggio Yuri è uscito per commissioni e io sono rimasta in cucina a farmi il tè e a studiare per il corso di domani - e mi sono goduta un sacco.

Sono riuscita a stare un po’ con mia madre, così poi non mi manda faccine tristi su whatsapp dicendo che non ci vediamo mai. Siamo state da Jysk che c’erano i completi copripiumino in offerta (e io ho un cane che dorme sul lettone appena giriamo l’angolo…), e poi sono riuscita a passare in gioielleria a ritirare l’anello Trollbeads che mi ero fatta sostituire; alla fine non mi dispiace nemmeno questo, sono 3 giorni che ci giochicchio con un certo compiacimento. Ed io che credevo che certi ingombri non facessero per me…

Normale routine, in fin dei conti. Mi fermo ad apprezzarla proprio perché mi par di vivere insidiata da lamentele sul lavoro, la famiglia, gli amici, le insoddisfazioni… se riuscissi anche a non svegliarmi tutte le notti più o meno alle quattro, per un motivo o per l’altro, andrebbe tutto fottutamente a gonfie vele. L’avevo scritto che Yuri è finalmente passato di ruolo?

Zac zac

Una giornata campale dovrebbe sempre finire con un buon bagno caldo, secondo me, peccato averlo già fatto ieri.

Stamattina hanno operato la Guinness, adesso è qui sul divano che smaltisce l’anestesia sotto la copertina dell’ikea. Ci avevano consigliato la sterilizzazione con l’asportazione totale di utero e ovaie perché nonostante gli antibiotici l’infezione era destinata a non risolversi mai completamente, in più dall’ecografia si vedeva la milza un po’ ingrossata… difatti poi, quando ha aperto, l’ha trovata di consistenza sospetta e ha deciso di asportare anche quella, più una mammella che aveva delle specie di granulomi bruttini. Insomma, a mezzogiorno meno cinque – che la NonnaDue mi ha mandato via un quarto d’ora prima perché ci teneva che io fossi lì quando si sarebbe svegliata – eravamo in sala d’attesa, ad ascoltare il vet che fischiettava, e la cosa faceva ben sperare. Poi ci ha fatti entrare, si è messo a dissertare e dissezionare le =mmmado’= frattaglie che aveva rimosso dal nostro cane per farci vedere che aveva dovuto liberare delle aderenze, che un’ovaia aveva delle cisti strane che sembravano piccoli tumori ma che invece non lo erano, e alla fine io mi sono persa la spiegazione dettagliata sulle consistenze della milza perché stavo per lasciargli sul lavandino anche la colazione, più per la cerniera che c’era sulla pancia del mio cane che non per gli scarti di macelleria vari ed eventuali.
Sono uscita a prendere aria, ostentando sicumera e pallore cadaverico, e ne ho approfittato per fare un giro di telefonate e messaggi di rassicurazioni, finché non è uscita una signora con gli occhi gonfi di pianto che si portava via le spoglie del suo gatto in una scatola, e mi sono sentita MALISSIMO. Decisamente io non ho la stoffa per fare il veterinario.
C’era lì anche la Chiara, abbiamo parlato un po’ della piometra (in effetti mi erano rimaste delle curiosità…), e intanto la vedo che spegne un macchinario tipo incubatrice in cui c’era dentro un altro gatto. “È una brutta mattina, questo se l’è portato via un tumore…”, e chiama la famiglia. Seconda mazzata, seconda boccata d’aria obbligata. La Gine mi guardava con l’aria di chi ha gli occhi aperti ma solo pro forma.
Comunque via, andata. Adesso un po’ di convalescenza e olio di gomito sui cuscini del divano. Per fortuna che alla fine Yuri s’era preso quasi tutta la mattina di permesso, perché se ci fossimo attenuti al piano originario – lui la portava e io andavo a prenderla a mezzogiorno quando finivo con la NonnaDue – col cassero che sarei riuscita a portarmela via a peso morto com’è. Ci avevano detto che con un po’ di pazienza sarebbe uscita dall’ambulatorio sulle sue zampe, ma dopo la dose equina di anestetico che hanno dovuto farle decisamente NO. Poveretta provava lei a tirarsi su, ma alla fine la pipì se l’è fatta addosso.
Mia suocera si era offerta di contribuire alle spese, ma alla fine è andata lievemente meglio del previsto e ce la facciamo tranquillamente da soli. Inutile dire che mi sono venute in mente sia quelle persone che so che in questo momento stanno tentando di raccogliere soldi sufficienti a pagarsi un’operazione per il loro peloso di casa, sia tutte quelle che si scialaquano le entrate in capricci, convinte che tanto in qualche modo se ne verrà sempre a capo. Signori, noi prima di venerdì sera mica lo sapevamo che c’era una fattura da 320 euro dietro l’angolo, taci che Yuri aveva appena preso paga e che a me entra tra 4 giorni. Restare senza curarli non esiste, e me ne sono resa conto durante questo fine settimana, ci ho proprio dormito male la notte, anche pensando che dopotutto non fosse nulla di che.

Cambiamo argomento.
Abbiamo festeggiato un’Ostara tardiva in un vecchio roccolo dietro l’osteria del Geppo, a Zelant. E’ già da qualche giorno che sono in fase (citando una delle mie amiche di Instagram) “Che Bello Essere Noi”… come nel momento in cui ho aperto la borsa nuova e ci ho visto dentro i Wild Unknown, una pelle di coniglio, un barattolino di semi ed un sacchettino di organza con dentro le pietre dell’equinozio. Non sono i gingilli in sé, è per tutto quanto c’è dietro. Ci sono delle consapevolezze a monte, c’è una goduria particolare nel sapere, nel sentire, nel condividere determinate cose, che siano i misteri profondi o le piccole sciocchezze antipaturnie. Anche adesso è un tutto un grande Pensiero Felice che mi tiene su di morale.
Per il resto, credo che mi ci voglia un caffettino u_u

Vicissitudini

Alla fine credo che potrei anche assecondare la vena polemica a cui insisto nell’attaccare flebo quotidiane di facebook. Perché no?
Allora ieri mattina le “artigiane” della mia rete di contatti parlavano di prezzi, tariffari spropositati e cinesate scandalose. A parte rari casi di attività regolarmente registrate, stiamo parlando di persone che si lamentano di (mancati) guadagni in nero, individui che si riforniscono da grossisti di professione e a cui entra un guadagno – più o meno consistente – al netto dei costi di fabbricazione e basta. Insomma, il loro fornitore le tasse le deve pagare, loro no.
Che senso ha lamentarsi quando si vive di espedienti? Fate quello che volete, quando volete, non avete nessuno che vi controlla per qualità, quantità, calmieramento (se mi si passa il termine)… fate qualcosa che vi piace, e ricevete soldi. Pretendere anche di riuscire a camparci comincia ad essere un po’ troppo idilliaco, no?
Non sono nemmeno d’accordo nel definirlo “lavoro”, per rispetto a chi ha la propria meschina partita iva, quindi tutte le varie sfaccettature degli “ultimamente ho parecchio lavoro ” mi fanno abbastanza sorridere. Quando sarà ora di contare gli anni di contributi, da quando partite?

Oggi è una giornata strana.
Ho vaghi ricordi di aver sognato che raccoglievo pulli di cornacchia caduti dal nido, e che ce li rimettevo soltanto per poi scoprire che si mangiavano le uova di un piccione. Mi ha fatto pena il piccione e ho salvato l’ultimo uovo ancora intero, me lo sono messo al caldo sotto la giacca. E poi stamattina, nella lettura quotidiana della colazione, ancora un anatroccolo, un corvo e un cigno. Mi sto perdendo per strada, lo sento.
Ad ogni modo, ho accompagnato la NonnaDue al suo battesimo dell’EuroSpin e ci ha lasciato lì qualcosa come 112 euro di spesa. Spesa normale, intendo, non certo il televisore Samsung da 40 pollici superscontato che in effetti a noi farebbe comodo in soggiorno. Però è rimasta di buon umore tutto il tempo, e alla fine, prima che me ne andassi, ha voluto un bacio, un abbraccio e mi ha detto che alla fine sono sua nipote pure io.
Nonostante le belle premesse, comunque, la giornata è finita con un’uscita fuori programma dal veterinario… sono due giorni che Guinness mangia poco, e ieri pomeriggio prima di andare a giocare da Ivan mi sono accorta che aveva delle perdite scure, ma non come se fossero strascichi del calore (finito da poco), e per niente attinenti con il richiamo della vaccinazione (fatta la settimana scorsa). Così ieri sera abbiamo fatto qualche lastra ed uno striscio vaginale – io avevo anche pensato alla piometra, ma non ci sono i sintomi, e non avendo mai partorito Guinness non dovrebbe avere la cervice aperta e di conseguenza le perdite – e stasera la riportiamo per un’ecografia e una visita con un veterinario più specializzato. Anche se non ci hanno fatto alcun tipo di allarmismo, personalmente non vedo l’ora di andare a questo benedetto appuntamento per togliermi il pensiero; restare nell’incertezza è frustrante. In ogni caso lunedì poi saremo lì un’altra volta, per fufo, per far vedere alla Chiara che l’occhietto è guarito bene… e stavolta mi porto qualcosa da fare intanto che aspetto, perché ieri sera avevamo appuntamento alle 9:30, ma ci sono passati davanti e quindi siamo rimasti ad aspettare fin oltre le 10.

Mi sono addirittura persa Mistero. No, intendiamoci ù_ù

Nota positiva: è arrivata la corvoborsa che Yuri mi aveva ordinato da Wulflund, ed è anche meglio di quanto non mi immaginassi *_* è bella tosta, in tessuto tipo jeans, e HA LA CERNIERA. Niente più scippi di fazzoletti da parte di furetti molesti (per non ipotizzare casi peggiori). Facchièah!

Dispersa

Ostara. Dove me lo sono perso, Ostara?

È già da qualche giorno che mi sembra, finalmente, di riuscire a tirare il fiato. Tra venerdì della settimana scorsa – che s’è laureato mio fratello – e sabato, l’Oki è stato il miglior attore non protagonista de La Mia Dieta… ad un certo punto io e le mie Amiche di Mestre eravamo così gonfie che a stento riuscivo a chiudere il bottone dei pantaloni. Ci sono stati giorni in cui persino una lenta decomposizione sembrava una prospettiva piacevole.
Per fortuna sono belle giornate, si va volentieri a spasso, è ricominciata la stagione del gelato da passeggio al pomeriggio. La stagione del “e ci dispiace per gli altri / che sono tristi / perché non sanno più comesivivefuoridafacebook“. Io non ci guardo quasi più, preferisco tanto Instagram, al massimo qualche blog… Almeno via fotografia (se escludiamo le selfies con bocche a culo di gallina e le varie estasi di Santa Teresa) mi vengono risparmiate tante fregnacce che non capisco, e che mettono in crisi la mia scala di valori riguardo a ciò che è piacevole e/o socialmente accettabile e quello che non lo è. Una volta ero convinta che fossero i 14-15-16 anni la fascia di età di transizione in cui, in una stessa classe, incontravi persone che erano già cresciute e altre che ancora ci dovevano arrivare; invece adesso è questa, caspita, è la soglia dei 30. C’è chi è in grado di badare (e bastare!) a se stesso, magari anche ad un compagno e a dei pargoli, e chi ancora non ha imparato che la vita è sempre un po’ ingiusta, che i soldi non si moltiplicano per partenogenesi nei portafogli, e che se è sacrosanto il detto per cui Lo stupido è chi lo stupido fa (e sacrosanto lo è davvero, provare per credere), quella del “nessuno mi vede per quello che sono veramente” è la balla più colossale che possiamo raccontare a noi stessi per smussare gli angoli dei nostri fallimenti.

Oggi la NonnaDue mi ha chiesto se prima mi annoiavo a fare la casalinga, se mi pesava stare a casa da sola senza parlare con nessuno. Bah. Le ho risposto che se proprio butta male mi metto a cantare, ma per me il vero problema di quando si resta soli e con le mani in mano è che uno poi comincia a rimuginare, con priorità all’ingigantire questioni insignificanti. E se non mi capisce lei… lei che si perde per strada settimane intere, peggio di me, finché non glielo ricorda lo stato di decomposizione della verdura. Per il resto non mi pronuncio, poco fa mi stavo preoccupando perché non riuscivo a trovare un Polletto, lo chiamavo e non mi rispondeva… finché Yuri non mi ha fatto notare che ce l’avevo sulla spalla. BENE.
Ho anche scongelato il mio account di Warcraft, e con la prevendita di Warlords of Draenor ho avuto in omaggio un “level boost” per portare un altro pg a livello 90. Me lo faccio Orda. Ciao, mondo reale, ciao. Giusto perché non avevo ancora preso impegni per il fine settimana.
No, scherzo, domani pomeriggio Yuri vuole andare a tirare con l’arco e io credo che mi aggregherò, mi porto un libro.

Unknowgnite

Ok, ero convinta di aver pubblicato un post, ieri sera, ma evidentemente si trattava soltanto di una realtà parallela dannatamente simile a questa, in cui il maledetto post non esiste da nessuna parte. Certo io per prima non è che ultimamente brilli per integrità mentale (ed emotiva), ma di solito queste cose mi capitano quando Coloro-che-vegliano-sulla-mia-buona-condotta decidono di censurarmi un post particolarmente velenoso, polemico e/o detestabile… ma non avevo prodotto nulla di tutto ciò,  lo giuro!

Mi sono sforzata di lasciare l’agenda sul comodino, stamani, a beneficio di questo blog che mi sta diventando sempre più noioso ed abbastanza impersonale. Sto costruendo una nuova routine mattutina fatta di cappuccino solubile, Paolo Fox, Wild Unknown e pensierini di poche pretese; consumo taccuini ma il resto langue. Ne approfitto per appuntarmi i sogni, stanotte davanti alle caserme avevano aperto una minuscola gelateria a nome “ESO” che aveva un distributore esterno di frappè operativo 24/24 come quelli delle sigarette. Che figata pazzesca.

Giornate primaverili <3 diventa più piacevole anche quella mezzoretta d’aria che ci prendiamo io e la canina della NonnaDue per far quattro passi. La NonnaDue, da quando è venuta a mancare una sua cara amica oltre una settimana fa, è inesorabilmente scivolata nella fase down e io scopro nuove frontiere della mia capacità di gestione di queste evenienze; arrivo a casa lesa nel cervello, ma mi sembra di stare facendo un buon lavoro, e tutto sommato trovo comunque gratificante il fatto che lei adesso preferisca chiedere a me di accompagnarla a fare la spesa o di aiutarla a fare la doccia. Ciò non toglie che io cominci a sentire sempre più spesso il bisogno fisiologico di sedermi al sole, anche solo per quei cinque minuti in cui il cane si mette a brucare erba sotto le panchine del parchetto. Magari poi succede che dopo pranzo io finisca spiaggiata a letto a guardare Scrubs, però si sente che c’è un po’ più di Voglia di Vivere nell’aria. È ora di tornare a scrostare i cavalli, ad esempio.

Stamattina ho calcolato male le distanze e la mia velocità nel percorrerle, il corso cominciava alle 8:30 e alle 8:10 io ero già praticamente lì; la cosa bella è che la zona dietro la casa di riposo ha ancora una parvenza di rurale, ci sono ancora le vecchie case coloniche con i cortivi, poi si sale verso Sopracroda e il Col di Roanza e cominciano i boschi. Insomma, ho allungato un pochino la passeggiata, la giornata era favolosa.
Il corso mi piace, Leidy mi parla in spagnolo e ci sono tre signore ucraine che mi ricordano tanto I Picciotti degli Animaniacs, però 4 ore mi sono volate oltre le più rosee aspettative di una che decisamente non è più abituata ad andare a scuola.

Nel post che ho disperso (eppure ho un ricordo piuttosto nitido della schermata di WordPress che mi diceva che ero arrivata a quota 402…) avevo riportato anche i primi scatti di una serie di foto giornaliere che faccio con i Wild Unknown. Dicono che la divinazione regolare “monocarta” sia un’ottima maniera per prendere familiarità con il mazzo, la foto mi sprona ad essere costante, tiene traccia dei progressi, ed in qualche modo mi fa entrare in un’ottica di pratica più entusiasmante. Anche l’occhio vuole la sua parte, come al solito.
Per fortuna sono in buona compagnia XD

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