"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Ultima

Manca un mese al mio compleanno, e la cosa migliore che mi sia venuta in mente di proporre come regalo, a Yuri, finora è stato in Nintendo 3DS con il nuovo Animal Crossing. Rinsavirò – spero.
Ho già fatto un discreto shopping di libri, tra la fine del mese scorso e l’inizio di questo… l’ultima volta che Angela è stata qui mi ha parlato dei libri di Alfredo Cattabiani, raccomandandomeli caldamente, e così ho ordinato (praticamente in blocco) Florario, Calendario, Planetario, Lunario e Volario - gli ultimi due Amazon non li aveva e così li ho presi da inMondadori.it, secondo le loro stime arriveranno entro la fine di luglio. In un altro ordine ho inserito, insieme a La Chiave del Caos che interessava a Yuri, anche Segni e Presagi del Mondo Animale (perché pareva brutto continuare ad andare in prestito da Sara, visto il genere di lavoro che stiamo facendo…) e poi un libriccino curioso che s’intitola Le Pietre Filosofali; le pietre a dire il vero già le avevo, erano uscite con l’Arte della Divinazione ma non c’erano le schede di approfondimento. Non sapevo nemmeno come si chiamassero, prima di pubblicare la foto su Instagram per uno dei Witch’s Days, mi ha aiutato una delle mie comari che già le aveva. Così, per sfizio. Costava poco.
Quindi basta libri, almeno per un altro po’.

La vera chicca di questa settimana, comunque, è stata che il vecchio dai cavalli ha fatto delle pesanti avances sessuali a Laura. Senza scendere in dettagli scabrosi, per decenza, il succo del discorso è che cominciamo seriamente a cercare un altro terreno dove portare le bestie, perché non è proprio cosa. Jessica, che era subentrata a Raffaella per la mezza fida di Caffè, dopo l’increscioso incidente ha deciso di rinunciare al cavallo perché non se la sente più, non vuole più andare lì da sola. Tanto per dire.
Quindi niente, ho bisogno di coltivarmi pensieri felici se non voglio mettere le mani al collo di qualcuno. Pure la NonnaDue mi ha messo a dura prova ultimamente… l’accompagnatoria non gliel’hanno assegnata, adesso dovrà fare ricorso, intanto riceve delle sovvenzioni dal programma Home Care Premium (che poi sarebbe quello per cui lavoro io…), però è parecchio giù di morale nonostante i suoi figli le abbiano fatto notare che può stare un po’ attenta alle spese accessorie e vivere comunque più che tranquilla.
E mettiamoci che anche io, quanto a pazienza, risento del tempo, delle paturnie ormonali e del fatto che la muta del cane continua imperterrita e i peli neri ovunque mi stanno mandando fuori dai gangheri. Oggi ad un certo punto ho strigliato pure lei con lo stesso arnese dei cavalli.

Dopo certi weekend uicci come quello del 28, sto cominciando ad avere delle grosse aspettative per quanto riguarda i miei fine settimana. Quando finiranno le occasioni estive (però il Tarvisium Celtica è stato una mezza delusione, se non fosse stato per la compagnia e una collanina gufosa proprio carina che mi sono portata a casa per ricchi 6 euro) la voglia di sgararsi le vene tornerà a scorrere potente in me…

Il Fuoco nella Testa #3

Quindi, la disputa tra ‘sciamani di campagna’ e ‘sciamani di città’ sul valore dei rispettivi norscape non deve far dimenticare un punto fondamentale, vale a dire che il viaggio conduce lo sciamano in un luogo esterno alla sua realtà quotidiana. Prendendo a prestito la frase di una delle maggiori storie sciamaniche della letteratura contemporanea (e uno dei film di Hollywood di maggior successo), “non è importante che la realtà non-ordinaria sia urbana o selvaggia, ma che, come il Regno di Oz, non sia il Kansas”.

Il Fuoco nella Testa #2

“Amici, non preoccupatevi per le vostre morti notturne. Noi lo facciamo da anni!”.

Il Fuoco nella Testa #1

Oggi mi innalzo
Grazie alla forza del cielo:
Luce del sole,
Bagliore della luna,
Splendore del fuoco,
Guizzo del lampo,
Rapidità del vento,
Profondità del mare,
Stabilità della terra,
Fermezza della pietra.

E felice Solstizio

Finirà giugno, e io non me ne accorgerò nemmeno. Tempus fugit, porca zozza.
Sono riuscita a ritagliarmi un paio di giorni liberi, questo mese, per via del fatto che la Nonna2 ha dovuto fare tutta una serie di visite mediche in vista della Visita Maxima con la commissione per l’invalidità (di cui adesso attendiamo fiduciosamente l’esito, che poi abbiamo deciso di andare a fare ciucca, io e lei…!) ma sono stati fagocitati da impegni sparsi.
Guinness ha cominciato la muta estiva e ci sono pelazzi neri ovunque. Tama è sotto antibiotico generico per via di alcune crostine che le sono venute sotto il mento, e abbiamo dovuto rivedere drasticamente la sua dieta eliminando tutti i pellettati; così adesso, nel nostro congelatore, oltre i topi, i ratti, le quaglie e addirittura un coniglietto – che tanto Vespira continua a schifare – c’è anche una vaschetta di involtini di alici e insalata romana. L’unica che mangia schifezze in questa casa rimango io, insomma.
Per quanto mi riguarda, sono soddisfatta di come stia riuscendo a vincere la pigrizia nonostante la calura ci sia piombata tra capo e collo. Il cesto dei panni sporchi non trabocca. Ieri pomeriggio, intanto che la Nonna2 mi teneva per 20 minuti al telefono per sfogarsi contro i suoi “figli ingrati”, ho scopato tutti i pavimenti (come vivevamo senza cordless una volta??). Sto leggendo un sacco, ho per le mani La chiamata dei Tre di Stephen King – finirò anch’io risucchiata nel vortice de La Torre Nera, ho già adocchiato delle belle magliette su redbubble – e Il fuoco nella testa di Tom Cowan.
Colgo anche un sacco di spunti online qui e lì… Yuri è riuscito a procurarmi della limatura di ferro per fare del Sale Nero, e dopo aver visto una foto dei 100 Witch’s Days di Skayler sull’uso magico dei chiodi, me ne sono portata a casa un po’ di quelli di Brandy che ha appena perso una scarpetta, come Cenerentola.

E poi ho preparato un mezzo litro abbondante di deodorante rinfrescante per ambienti, perché tra Just e Witt ho scoperto di aver messo da parte parecchi oli essenziali in quest’ultimo anno.
Ho anche un disegno fermo nel pc in attesa di essere colorato, ma obiettivamente tra recupero ore, gdr, lavoretti vari ed eventuali con i cavalli, e quei 2-3 giri di commissioni indispensabili alla sopravvivenza, non ho più avuto tempo – né francamente ispirazione – per mettermici. Il che non è frustrante giusto perché comunque mi sto tenendo impegnata con qualcosa che mi piace… Diciamo #becauseIhavealife.
Ho ricominciato a fare sogni di metamorfosi, molto spesso in uccelli o altri animali volanti, ho le vertigini e generalmente mi sveglio con la cervicale di marmo. A parte stanotte, di cui ricordo poco e niente, salvo che ero un uomo e stavo scappando da qualcuno attraverso un condotto per la biancheria sporca.
Sabato e domenica di due settimane fa sono stati qui Angela e Ray, e credo che non ci sia una foto mia in cui io non stia mangiando qualcosa. E mi par quasi strano che non siano saltati fuori i soliti animalisti della domenica a commentare la mia necrofagia (che, come ci ricorda nonciclopedia, “deriva dal greco Necro (uomo di colore morto) e Fagioli (pietanza povera). È un simpatico passatempo nato in Africa nel 300 e portato fino ai giorni nostri dai VIP e da alcuni politici. Consiste nel divorare cadaveri davanti a una folla festosa”).
Sento atmosfera di ferie anche se qui in ferie non ci è ancora andato nessuno.

Litha è andato e venuto e tra uno scazzo e l’altro non ho scattato nemmeno mezza foto – peccato perché abbiamo meditato seduti sulle pelli di pecora, sarebbe stato molto uicci. Il tema centrale del rito prevedeva di tirar fuori l’amore nei confronti di sé stessi (perché a casa mia semplicemente “amare sé stessi” vuol dire un’altra cosa…), ma onestamente io, in questo momento, in linea di massima sono poco propensa all’armonia universale e tutto il resto. Non credo che sia l’Amore a mandare avanti l’Universo, io credo che il Mondo debba girare così come è stato “programmato” per fare, con i suoi occasionali cataclismi, le glaciazioni, con leoni che sbranano gazzelle e mamme cavallo che abbandonano i loro puledri, persone che si amano e persone che si odiano, creazioni e distruzioni. Vogliamoci tutti bene un par di palle; rispettiamoci – questo sì – ma io e la vespa abbiamo lo stesso identico diritto a pungere se l’ospite indesiderato mette il naso in casa nostra.
Abbiamo tavolato e Ian ci ha dato un’altra serie di animali con cui lavorare, a me è toccato il Cigno. In natura, il Cigno è un bellissimo figlio di buonadonna molto propenso a staccarti la mano che allunghi verso quel che non ti compete: il territorio, i piccoli, il compagno. Nasce scuro e bruttino, per non farsi notare nel momento in cui è più vulnerabile; poi diventa candido e discretamente grosso, giusto per essere sicuro di non passare inosservato. Tanto che gli frega, lui ci ha la maestade u_u
Anch’io troverò la mia maestade da qualche parte. Anch’io ti stacco una mano a morsi se non te la tieni adesa e contigua al corpo.
Dalla regia dicono che, puntuale come le tasse, ho in casa il Signore Verde e che penso di riuscire a tenerlo sotto controllo. Mo’ sanno pure quello che penso. Il discorso è un altro: io non ho tempo per badare al SV, adesso come adesso. Né tempo, né energie, né bisogno, perché per uscire dai gangheri e trascinarci con me qualche povero sventurato ci riesco bene anche da sola. Mi arrangio. Mi sono difesa egregiamente in un’adolescenza da ragazzina-cesso e cinque anni di liceo linguistico in una classe di 28 femmine, ho imparato dai migliori. In effetti poi domenica sera non se n’è più parlato, deduco non fosse una questione poi (o più) così pressante… però devo cambiare aria, questo sì. Devo fare pulizia dentro, fuori, intorno, levarmi cose dalla testa e anche da davanti agli occhi se possibile. Mi sono resa conto che in realtà non c’è una carenza di buonsenso, è solo distribuito male – e talvolta obnubilato da altre carenze. Ma c’è. Sono sicura. Ieri sera l’ho intravisto!

Druidcraft #1

[...] according to the Law of Resonance, if you believe you are lacking in something, you will attract more of that sense of lack into your life.

Se son rose, van benedette

Insomma, ieri era Santa Rita da Cascia, patrona delle cause impossibili, delle donne dal cuore infranto e delle mogli che subiscono abusi. E anche della Nonna2, che le è tanto devota.

Così devota che ieri mattina alle nove eravamo in chiesa a Mussoi (noi e circa altre 6-7 persone in tutto) per la benedizione delle rose. Perché, nel caso in cui non lo sapeste, qualche mese prima di morire la futura santa Rita chiese ad una sua cugina di portarle in convento una rosa e dei fichi che crescevano nel giardino della casa in cui era vissuta prima di farsi suora; il problema era che era gennaio, e la cugina ragionevolmente dubitava di trovare rose e fichi in giro. E invece…

Però non ho ancora visto la benedizione dei fichi.

La Nonna2 ieri aveva rose per tutti. Ne ha date tre anche a me, una per me, una per mia madre e una per mia nonna, ed erano due color rosa carico e una rossa. Avevo già in mente di lasciarle tutte a casa di mia nonna… quando una voce nella mia testa – la Sua – ha reclamato quella rossa. Ho pensato che, tutto sommato, nell’ottica delle madri che desiderano la morte dei propri figli, Lei e Santa Rita hanno almeno una cosa in comune.

La rosellina era di pessima qualità e già oggi pomeriggio l’ho tolta dall’altare e l’ho buttata… ciò nonostante qualcosa è successo – e per creanza non scendo nel dettaglio, ma è stata una strana sorpresa, degna di una “causa impossibile”, in un certo senso.

Ho sonno e sono piena di sushi… ma il blog andava rianimato. Devo assolutamente riprendere il ritmo e non perdere per strada pezzi di tutti i ca22i e mazzi che sto seguendo al momento…

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