"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Ultima

Practical Magick #1

So while I think of myself as living in the ‘burbs, I imagine there are others who would consider me to live in the city, too. How about that? Could I be between the worlds? I don’t see why not.

(Uaild) Shopping!

Ma dai, che carino WordPress che fa beep beep boop mentre mi carica la schermata… ho scoperto di aver pubblicato una revisione parecchio incompleta del post precedente, giusto perché perdersi mezzo post per strada – la parte peggiore, per di più – era davvero appropriato al titolo. Hee hee.

Ho avuto LIEVISSIMAMENTE le palle girate. Yuri sabato sera mi ha accompagnata al Brintaal a trovare Chiara – impegno che perpetriamo di Brintaal in Brintaal ormai da tre anni – e i suoi amici gli hanno dato del “bidonaro di merda” perché non è andato a cena da loro. Con suddetti amici siamo poi tornati sempre al Brintaal (…mi piace ripeterlo) domenica pomeriggio, e non solo non s’è vista da parte loro manco mezza mano di supporto morale quando la macchina di Yuri ha avuto problemi di raffreddamento, ma si sono pure permessi di… “trattenere”, non so come dirlo… una persona che IO avevo invitato a farmi compagnia, perché evidentemente ho la faccia di una che ha bisogno di più intimità con mio moroso. Non so. Quando ho scoperto questa cosa mi sono vergognata come un cane, imbarazzata a mille e profondamente dispiaciuta del fatto che questa persona si sia sopportata certi commenti VERAMENTE FUORI LUOGO, per di più da pulpiti più che improbabili – e con mia somma gioia il tempo mi sta dando sempre più ragione.
Son così belli gli affari miei, che tutti vogliono farseli.

Peccato perché ero tutta contenta, quest’anno c’erano più bancarelle e diverse cose carine, mi sono sbizzarrita con lo shopping e sono tornata a casa soddisfatta. Peccato che causa maltempo non abbiamo avuto modo di fare tutte le chiacchiere che servivano, comunque anche stavolta con Chiara ci siamo fatte il regalino di coppia … al resto cercheremo di rimediare.

A volte penso che in questo periodo mi manchi una valvola di sfogo efficace; altre volte sono più propensa a credere che, se ce l’avessi, mi ci dedicherei anima e corpo e mi farei ancora meno remore a mandare in malora cose e persone.
Giovedì pomeriggio è arrivato il nostro Bimby, e dopo crostini al lardo durante la sessione di D&D e degli improvvisati ravioli al vapore venerdì a mezzogiorno, non poteva mancare della “nutella” homemade (tosto ribattezzata bimbella) al cioccolato bianco e nocciole, e al fondente 70%… rimedio zozzissimo contro le paturnie.
Poi sono venuti i panini al vapore con la salsina alla senape, roastbeef e pomodori freschi, ma a quel punto stavamo già uscendo dall’entusiasmo ignorante dei neofiti (e dei miei brufoli). Maledetti ricettari. Maledette app gratuite e maledetti forum con “il piatto del giorno”. Oggi per pranzo Yuri ha preparato la pasta fresca all’uovo in meno di due minuti (abbiamo rubato a mia suocera la macchina per tirare la pasta, tanto lei ha anche il Kitchen Aid)… è la perdizione. Ma con 30 euro di spesa al Despar ci facciamo le Meglio Meraviglie.

E poi ci hanno regalato un orologio con un gufo. E oggi pomeriggio è arrivato un altro libro – Lunario di Cattabiani. Hellofalotofstuff.

Almeno ormai è settembre, non mi sento più così in colpa nel tenere un’attitudine “casalinga”.

Di chi si perde…

Diciamo che…
…per il mio compleanno Yuri mi ha regalato il Nintendo 3DS e Animal Crossing New Leaf, e ciao proprio, ho lasciato sul davanzale della finestra in cucina persino i libri e l’agenda. Adesso, pian pianino, riemergo… in parte perché ho contagiato pure lui e ci dobbiamo litigare il villaggio, in parte perché in effetti online sto latitando parecchio e un pochino me ne dispiaccio. Non l’avrei mai detto.

Comunque, tanto per dire, stiamo tutti bene e viviamo ancora felici, contenti e stretti fra queste quattro mura. Il martedì c’è Vampiri e il giovedì c’è D&D, sabato sera ci siamo infilati in una grigliata a tema hawaiano (?!) nonostante ci fossero qualcosa come 14 gradi e un’umidità che dissetava. Saranno 20 giorni, tra l’altro, che la mia amica Valentina mi ha scritto per dirmi che è tornata all’ovile e ancora devo riuscire a combinare un’uscita io e lei, mi sento veramente una pessima. Non ci sono foto dei regali del mio compleanno!

Il mitico Prontuario del Grammar-Nazi della Limona EditOrice, la custodia per iPhone tutta bambù e laser che mi hanno portato Ray&Angela quando sono venuti su a festeggiare, e tutta la Trilogia di Kushiel in formato cartaceo che mi ha preso Zimone quando s’è allagato.
E poi MUAHAHAHAH il regalo del 18. Quattro ore di lettino e macchinetta, ma alla fine…

Ed è costato meno di quel che pensi mia madre, ma sono dettagli. A tutt’oggi dal vivo lei non l’ha ancora visto, sempre perché probabilmente avrei bisogno di giornate più lunghe, o forse semplicemente non riusciamo mai ad incastrarci con gli orari e ci sentiamo solo per telefono pur abitando a 200 metri di distanza.
Mi perdo. Della serie che ho cominciato a prepararmi carte e bollettini per il rinnovo della patente un mese prima che scadesse, ma sono riuscita a ritagliarmi una mattina libera per andare a fare la visita qualcosa come 4-5 giorni prima (a mia discolpa posso dire di aver colto un’occasione propizia, non ho dovuto prendermi ore di permesso con la Nonna2 perché l’ho scaricata dalla signora che le fa terapia cranio-sacrale. In compenso ho dovuto prendermi la mattina libera OGGI perché a quanto pare NON è possibile concordare con il servizio postapatenti un indirizzo di recapito diverso o un orario di consegna un pochino più circoscritto, non posso andare a recuperarmi personalmente la patente in deposito e non ho nessuno che possa appostarsi in casa mia ad aspettare. Ma si può??).
Adesso vediamo quando mi ricorderò di andare a pagare l’acconto della TARI, accidentiamme.

Certo che invidio chi non ha un tubo da fare dalla mattina alla sera, adesso. Questo non vuol dire in automatico che il mio passatempo prediletto diventi radunare accoliti e lobotomizzarli in modo da aver compagnia mentre mi diletto a spargere escrementi su chi ha già GROSSE manie di persecuzione, ma pazienza. Una cosa che ho imparato dalla Nonna2 è che con determinate patologie in corso non ci puoi ragionare. Mia suocera una volta mi ha spiegato una cosa davvero illuminante: dicono che la depressione sia “il male di chi non ha affetto”, ma questo non vuol dire che questa gente non ne abbia effettivamente mai ricevuto, anzi, piuttosto che scelgano – più o meno inconsciamente – di non vederlo proprio. Di dimenticarsi di tutte le cose buone che puoi aver fatto per loro.
E mi direbbero “no ma io non sono così / sto male davvero / non puoi capire / bla bla bla”.
Appunto. Giganteschi buchi neri nel cervello.

Era da tanto tempo che non saltava fuori di nuovo questa storia delle “faide”, e in fondo me la sono anche goduta, per quel poco che è durata. Credevo fosse acqua passata, ma da ANNI ormai. Ha quel nonsoché di adolescenziale che adesso – approdata sana e salva sulla sponda dell’età della ragione e innalzate le dovute fortificazioni nell’entroterra – si può affrontare a cuor leggero. E’ pane per i Uicci Uichènds, la parte in cui di solito il sabato notte i maschietti si ritirano in una stanza a parlare di spade, caccia e lavorazione dei metalli, e le femminucce si preparano una tisanina e tanti tramacci da perfide fattucchiere… ma molto meno di quel che sembra. Per una volta al mese (neanche) che ci vediamo, ci sono delle priorità, e persino Animal Crossing è più uaild di certe foto che ci spacciano per “ritorno alla natura”. C’è esibizionismo dilagante. Per carità, da un lato ci sta il “beato te che puoi”, ma dall’altro c’è il “perché evidentemente non hai altro”.
Il fatto è che, tante volte, è facile liquidare una persona dicendo che ti tira merda. Si potrebbe parlarne, si potrebbe scoprire che in realtà c’è poca cacca e tanta delusione, potresti accorgerti di non avere idea di cosa significhi veramente quando qualcuno ha davvero intenzione di tirarti merda.
Vabbuo’, fine dell’inutile inciso polemico.

Sto buttando una mattina aspettando un postino che, all’alba di mezzogiorno meno dieci, ancora non è arrivato. Ho voglia di fare una strage.

Buon Lughnamhain :S

Piove di nuovo.
Stamattina il cielo ci aveva dato l’illusione di volerci regalare un Lughnasadh con il bel tempo, ma è durato giusto fino alle 18; adesso di nuovo nubi plumbee, tuoni, e la campanella a vento della cucina che suona come una pazza.
Almeno abbiamo avuto il tempo (e una temperatura idonea) per andare in cortile dai suoceri a lavare il cane… sta ANCORA perdendo pelo. Che detto così suona come una specie di alopecia inarrestabile, invece è soltanto una colossale muta che nessuno di noi aveva mai visto in sette anni di convivenza canina.

Mi correggo, non è che piova, sta venendo giù l’iradiddio.

Tra una lavatrice e l’altra cercherò di pensare anche a qualcosa per festeggiare; sta diventando una costante delle mie festività stagionali quella di fare un qualche genere di pulizia in casa. E’ più una cosa da “metà oscura dll’anno”, ma onestamente qualche giorno fa ho comprato del tè all’arancia&cannella e il termometro mi ha dato ragione.
Ad ogni modo, da giorni ormai il rondellone di legno è in ingresso, pulito, stuccato e scartavetrato, pronto per ospitare qualcosina.
Il libro che sto leggendo, Natural Witchery, parlava di “blocchi elementali”… io credo di averli praticamente tutti, forse forse soltanto l’Aria mi manca. Quindi ho ricominciato a tenere più assiduamente un diario dei progressi, a scapito del blog – se non si fosse capito. Da una parte le giornate mi sanno sfuggendo fra le dita una dopo l’altra (ho avuto una settimana di ferie a luglio, dove me la sono persa?), dall’altra ho il mio regalo di compleanno prenotato per il pomeriggio del 18 e mi sembra che non debba arrivare MAI.

E’ ricominciato il periodo della sveglia alle quattro del mattino, dei sogni fondamentalmente ameni che però mi lasciano un’inspiegabile senso di angoscia al risveglio. A parte una notte in cui ho sognato di fare un viaggio in treno con un sacco di uicci pipol per andare in pellegrinaggio ad un enorme tempio di Diana Cacciatrice.
E questo tempo non è che mi aiuti, né a darmi un po’ di brio, né a ispirarmi i festeggiamenti per Lughnasadh. I raccolti sono sott’acqua, credo, in questo momento.

A proposito di abbondanza… mia suocera si è innamorata perdutamente del suo Bimby e dopo breve tergiversare hanno deciso di regalarne uno anche a noi. Abbiamo già fatto spazio in cucina, anche se ci vorranno ancora un paio di settimane prima che arrivi. Ho sviluppato una tremenda dipendenza da “nutella” bimby-made, e – non l’avrei mai detto! – anche se non sono mai stata un’appassionata di cucina, non vedo l’ora che ce lo portino… almeno sarà una cosa nuova >_>

Manca un mese al mio compleanno, e la cosa migliore che mi sia venuta in mente di proporre come regalo, a Yuri, finora è stato in Nintendo 3DS con il nuovo Animal Crossing. Rinsavirò – spero.
Ho già fatto un discreto shopping di libri, tra la fine del mese scorso e l’inizio di questo… l’ultima volta che Angela è stata qui mi ha parlato dei libri di Alfredo Cattabiani, raccomandandomeli caldamente, e così ho ordinato (praticamente in blocco) Florario, Calendario, Planetario, Lunario e Volario – gli ultimi due Amazon non li aveva e così li ho presi da inMondadori.it, secondo le loro stime arriveranno entro la fine di luglio. In un altro ordine ho inserito, insieme a La Chiave del Caos che interessava a Yuri, anche Segni e Presagi del Mondo Animale (perché pareva brutto continuare ad andare in prestito da Sara, visto il genere di lavoro che stiamo facendo…) e poi un libriccino curioso che s’intitola Le Pietre Filosofali; le pietre a dire il vero già le avevo, erano uscite con l’Arte della Divinazione ma non c’erano le schede di approfondimento. Non sapevo nemmeno come si chiamassero, prima di pubblicare la foto su Instagram per uno dei Witch’s Days, mi ha aiutato una delle mie comari che già le aveva. Così, per sfizio. Costava poco.
Quindi basta libri, almeno per un altro po’.

La vera chicca di questa settimana, comunque, è stata che il vecchio dai cavalli ha fatto delle pesanti avances sessuali a Laura. Senza scendere in dettagli scabrosi, per decenza, il succo del discorso è che cominciamo seriamente a cercare un altro terreno dove portare le bestie, perché non è proprio cosa. Jessica, che era subentrata a Raffaella per la mezza fida di Caffè, dopo l’increscioso incidente ha deciso di rinunciare al cavallo perché non se la sente più, non vuole più andare lì da sola. Tanto per dire.
Quindi niente, ho bisogno di coltivarmi pensieri felici se non voglio mettere le mani al collo di qualcuno. Pure la NonnaDue mi ha messo a dura prova ultimamente… l’accompagnatoria non gliel’hanno assegnata, adesso dovrà fare ricorso, intanto riceve delle sovvenzioni dal programma Home Care Premium (che poi sarebbe quello per cui lavoro io…), però è parecchio giù di morale nonostante i suoi figli le abbiano fatto notare che può stare un po’ attenta alle spese accessorie e vivere comunque più che tranquilla.
E mettiamoci che anche io, quanto a pazienza, risento del tempo, delle paturnie ormonali e del fatto che la muta del cane continua imperterrita e i peli neri ovunque mi stanno mandando fuori dai gangheri. Oggi ad un certo punto ho strigliato pure lei con lo stesso arnese dei cavalli.

Dopo certi weekend uicci come quello del 28, sto cominciando ad avere delle grosse aspettative per quanto riguarda i miei fine settimana. Quando finiranno le occasioni estive (però il Tarvisium Celtica è stato una mezza delusione, se non fosse stato per la compagnia e una collanina gufosa proprio carina che mi sono portata a casa per ricchi 6 euro) la voglia di sgararsi le vene tornerà a scorrere potente in me…

Il Fuoco nella Testa #3

Quindi, la disputa tra ‘sciamani di campagna’ e ‘sciamani di città’ sul valore dei rispettivi norscape non deve far dimenticare un punto fondamentale, vale a dire che il viaggio conduce lo sciamano in un luogo esterno alla sua realtà quotidiana. Prendendo a prestito la frase di una delle maggiori storie sciamaniche della letteratura contemporanea (e uno dei film di Hollywood di maggior successo), “non è importante che la realtà non-ordinaria sia urbana o selvaggia, ma che, come il Regno di Oz, non sia il Kansas”.

Il Fuoco nella Testa #2

“Amici, non preoccupatevi per le vostre morti notturne. Noi lo facciamo da anni!”.

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