"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Ultima

“Hear me Sweep”

Mi sto seriamente scervellando per ricordare come facessi un tempo a postare qualcosa pressoché ogni giorno. Misteri che neanche Adam Kadmon…

Stamani si solleva la nebbia e uberraschung! c’è la prima neve in cima al Serva. Neve vuol dire freddo, freddo vuol dire bel tempo, bel tempo vuol dire che potrei ricominciare a vivere perché sono giorni ormai che ho un blocco di PATURNIE sullo stomaco che non riesco a mandar via. Un cocktail micidiale di mentecatti, sindrome premestruale e meteoropatia. Da grande voglio fare la montagna — così quando la gente mi fa girar le palle i massi glieli faccio franare sulla testa.

Per la prima volta in anni di onorato servizio, non ho avuto voglia di andare a fare un giro alla sagra di San Martino, nonostante fosse spuntato addirittura un po’ di sole. Ci siamo andati lo stesso, tanto per dare un’occhiata, ma c’era una ressa eccessiva e non mi faceva gola nemmeno il banco di pietre e cristalli… tutta salute del mio portafoglio.
Oh, e poi c’è da dire che sabato mattina sono andata a ritirare in deposito il regalo di Yule-anticipato da parte di Yuri, che ha ampiamente sopito qualsiasi velleità di comprare nuovi ammennicoli.

ADOVO.
E’ riuscito a farsi spedire da nonsodove una collana di perline in osso ed onice con veri denti di puma. Vov. Non me la toglierei più *__*

Ad ogni modo, essere ansiosi è una merda e per quanto mi riguarda è pure frustrante perché non posso prendermela con nessuno, qua giochiamo a lanciare il sasso e nascondere la mano. La cosa peggiore è che SO che abbiamo ragione noi, so che abbiamo chiuso la faccenda tenendo il coltello dalla parte del manico, ma siccome mi voglio male non riesco a smettere di rimuginarci sopra.
E di desiderare teste infisse su picche fuori della mia finestra, ma pazienza.

Quindi, per preservare un contegno decoroso, colleziono “momenti sacrosanti” che mi sforzo di ritagliarmi tutte le sere, un ciobar o un BruTea al calar delle tenebre (le cinque, insomma). Meglio se con le candele accese sul davanzale.
Ho finito di leggere Spirited e voglio cominciare la saga di Sweep. Non sono ancora uscita dalla fase di “nostalgia per i bei tempi in cui eravamo paganelli adolescenti e pieni di entusiasmo”.
Sono razionalmente consapevole che prima dell’entusiasmo, all’epoca, venisse la frustrazione di sentirsi soli e senza mezzi propri di nessun genere, ma questo a quanto pare non è più emotivamente rilevante; e per quanto sia consapevole della SCIOCCHEZZA di tutto ciò, comincio a credere che sia una tecnica di autodifesa del mio Collettivo Neuroni che probabilmente mi sta dicendo “torna indietro a quando la prospettiva peggiore che potesse venirti in mente era il compito di matematica”.
Altrimenti come spiegare le voglie di Sweep quando c’è tutto un goodreads-mondo da esplorare?

Pensa, se Splinder non avesse chiuso i battenti a quest’ora sul mio blog ci sarebbero qualcosa come DIECI anni di memorie.

Buon Samhain!

Caro Anno Nuovo, sai che ci aspettiamo tanto dalla tua venutaaa (cit.)
L’unica cosa di nuovo che abbia per le mani in questo momento è il cellulare… il vecchio iPhone4 mi stava mandando fuori dai gangheri, soprattutto da quando s’era incastrato pure il tastino superiore. Ciao, è ora di andare in pensione.

Ho fatto un altro paio di giorni fecali di Dieta Oki (che consta per l’appunto nell’alimentazione ristretta ad Oki e quel minimo quantitativo di cibo solido indispensabile per poterlo assumere senza ripercussioni dolorose), in cui sia io prima, che Yuri poi, abbiamo sofferto di noninfluenza – quella di cui hai tutti i sintomi ma neanche una linea di febbre che ti faccia dire “ok, sono ufficialmente malato”. Però adesso mi sto ripigliando. Lo scialle verde-tristezza di cachemire è il mio nuovo compagno di merende e di colossali abbiocchi, però mi sto ripigliando. È anche ora di mettere mano ad un paio di cose che erano state messe da parte in attesa di un momento propizio ai nuovi inizi, compresi i Wreck this Journal. Stasera festeggiamo Samhain tutti insieme (ho preparato un mix a base di salvia e noce moscata che dovrebbe andar bene per la divinazione, sia da da bruciare come incenso che per caricare gli strumenti) e poi credo che sarò pronta a voltare qualche pagina. Piccole cose, in realtà, la mia lista dei Buoni Propositi è piuttosto inconsistente questa volta… ma lo vedo come un buon segno.

Voglio innamorarmi di nuovo. Del mio divano.
Quando abbiamo scelto questo divano eravamo forti di alcune esperienze fatte con gli anni; volevamo un divano letto perché non si può mai sapere quando le emergenze richiederanno un paio di posti letto in più, e lo volevamo con la chaise longue perché eravamo stufi di soffrire inutilmente per stare distesi insieme come due salme nella stessa bara (tre con il cane, che ha una pessima percezione dei volumi e degli spazi).
Godo delle performances del mio posto sul divano come Sheldon Cooper… la chaise longue corre sotto la finestra, il che significa che è un buon posto fresco d’estate e d’inverno è accanto al termosifone, è sempre ben illuminato, il davanzale è comodo per tenerci le candele accese (che fanno sempre atmosfera), appoggiarci i libri, le penne e la tazza del tè. Unica pecca: quando il furo sfura sei il primo ad accorgertene – e anche le sue crocchette decisamente non profumano come i boccioli di rosa.

Avevo apparecchiato un paio di cose, per questo Samhain… ho traslocato tutte le fatine dalla mensola sopra la scrivania a sopra il terrario di Lady Vashj, e al loro posto ho appeso “Cornini” per addobbarlo a mo’ di Lord of the Wild Hunt. Il punto è che adesso mi piace talmente tanto, lì così, che non voglio più tirarlo giù. Magari giusto ci tolgo le zucche, quand’è passata la festa, e ci metto dell’altro più in tema con la stagione – già mi immagino che sarebbe molto bello con rami di agrifoglio e vischio fra le corna – però lo lascio.

Mi sono innamorata di una ragazza su Instagram, che vive con suo moroso e i loro (due?) cani in una casa in mezzo al bosco sui Monti Appalachi, nel Kentucky mi pare di capire. La stragrande maggioranza di quello che pubblica sono foto di boschi, di cani e di falò… ma mi piace, mi è di stimolo, altrimenti starei veramente chiusa in casa a fare la muffa tutto l’inverno.

SbOttobre

Ah sì, questi ultimi 2-3 sono stati giorni da cancellare dal calendario. Con la Nonna2 sto assistendo ad una parabola ascendente di drammi più che inconsulti. A livello che lunedì o martedì pomeriggio deve aver incontrato sua nipote che accidentalmente s’era strappata una delle calze, e giovedì mattina – mentre la cagnetta era a tosare in quel nuovo negozio che hanno aperto da poco in centro e per cui ci ha assillati tutti per settimane fino a prenderci per sfinimento – è arrancata penosamente in ben TRE negozi diversi cercando un paio di calze/leggings/fuseaux (tanto per lei sono tutti la stessa cosa) che costassero meno di 10 euro (perché non ha soldi, salvo quando ci son da spendere 40 euro di toeletta per cani) per quella povera creatura negletta della sua nipotina (18 anni a dicembre) trascurata da una madre degenere che ha abbandonato il tetto coniugale lasciando il marito (suo figlio) da solo proprio nel momento in cui era sommerso dai debiti e avrebbe avuto più bisogno di aiuto (ha rilevato un’attività piena di debiti e per poterne pagare almeno un pezzo ha portato via alla moglie una casa con terreno che le era intestata). Niente di tutto ciò è REALE, salvo quel che c’è scritto tra parentesi, ed il fatto che sua nipote avesse in effetti un buco su una calza/leggings/fuseaux. Suo figlio, poi, è separato ormai da qualche anno.
Ad ogni modo siamo in piena fase maniacale e ogni pensiero si tramuta in un chiodo fisso, ma di quelli che tenevano il Cristo in croce, e quel Cristo è convinta di essere lei. Come è convinta che la sua assistente famigliare del lunedì (amichevolmente ribattezzata “la Trulla”) sia in realtà una spia del governo, o quantomeno del servizio sanitario nazionale, che la controlla per capire se sia invalida veramente. Così come sarebbero a caccia di falsi invalidi persino gli ausiliari del traffico – che tanto lei non distingue da poliziotti, carabinieri e questurini – tanto da spingerla ad aggrapparsi frettolosamente al mio braccio ogni volta che passa un uomo in divisa.
Io non sono in grado di essere un faro in mezzo alla tempesta indefessamente giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese… perciò ci sono giorni, come questi, in cui torno a casa così intossicata dalle sue fregnacce che avrei voglia di tagliarmi con le lamette come gli emo, e invece di stare zitta ed ignorare la quantità immonda di lagnanze che mi rovescia addosso quotidianamente, le chiudo la bocca. Mercoledì stava cercando di spremermi riconoscenza, e che dovrei essere compartecipe della sua angoscia, perché se lei perde i sussidi suoi vari ed eventuali io perdo il lavoro… ma anche basta. Si può mettere in testa che io, in qualche maniera, un altro lavoro me lo trovo, non affondo insieme a lei, perché mi hanno già chiesto se ero disponibile per altri 3 contratti come assistente famigliare e anche ieri mattina mi è arrivata una convocazione per fare una piccola supplenza a Vellai. È lei che, senza soldi, deve rinunciare a qualcuno che le faccia compagnia, i mestieri a casa e che se la scarrozzi in giro quando ha bisogno di fare spese e commissioni; mercoledì gliel’ho detto fuori dai denti -  con garbo e sorrisi, ma fuori dai denti.
Ieri, per l’ennesima volta, si è permessa di fare i conti in tasca a mia nonna (quella vera). È un periodo in cui, peraltro, è convinta che mia madre e mia nonna parlino male di lei perché dispone delle mie mattinate come le pare e piace… sa benissimo di fare tanti capricci. Spesso e volentieri mi chiede cosa ne pensino del fatto che lei a giugno abbia perso l’accompagnatoria; non so, evidentemente è convinta che io mi vergogni a dire alla mia famiglia che non ha passato la visita della commissione, o qualcosa di simile. Ad un certo punto le ho domandato io: perché, cosa dovrebbe pensare mia nonna? E la risposta è stata: beh, so che lei non si è mai trovata in una situazione del genere perché ha lavorato e quindi ha anche la sua pensione (ricordiamo che lei invece percepisce solo la pensione di reversibilità del defunto marito di circa MILLE EURO… ), ma magari le dispiace che io sia senza soldi (… MILLE EURO…).
Me l’ha proprio cavata di bocca… è dispiaciuta per la sua salute prima che dei soldi, o almeno mia nonna è fatta così. L’alternativa sarebbe stata una scena sul genere di:

Ha avuto il coraggio di dirmi che anche lei una volta la pensava così, ma adesso la situazione è che se non hai i soldi non hai neanche la salute. Manco fossimo negli USA (…MILLE EURO…).
Se penso a tutte le notti insonni accumulate in vita mia perché ero senza soldi e volevo mantenermi da sola, o perché stavo facendo un lavoro che mi dava il voltastomaco, se penso che mia nonna ha perso prematuramente due figli su tre e non per questo si fa compatire perché mia madre s’è separata, e poi lei mi spara queste chicche… mi cadono le braccia. Se poi per disgrazia è uno di quei giorni in allegro stile premestruo, apriti cielo.
Ieri la conversazione-tipo era:
- L’idea di andare al mercato domani a fare la spesa con i soldi contati mi mette l’angoscia.
- Preferisce stare a casa ed evitare di spendere?
- Eh NO! Così è peggio! Smettere di uscire non è la soluzione!

Morale della favola: non voglio risparmiare, voglio più soldi.

(Mi ricorda qualcuno).

Per fortuna ottobre è stato un mese di piccolo shopping felice. Purtroppo una spedizione (di cui per scaramanzia non diremo nulla) ha subito dei ritardi e quindi il rivenditore mi ha scritto che spera di riuscire a mandarmela entro fine mese, però sono comunque arrivati due libri, un nuovo set di dadi per D&D e due Wreck this Journal che vorrei cominciare dopo Samhain.

Purtroppo è stato anche un mese di spese semi-impreviste, a partire dai 500 e più euro delle riparazioni sulla macchina di Yuri e finendo oggi con i 220 euro per i primi 31 quintali di fieno per la stagione fredda.
Erano meno balle del solito, ma grosse e pesantissime, abbiamo fatto una fatica lurida… però è servito per sudare fuori un po’ di negatività e mi tocca dire che ci voleva, finisco la serata con una tisana e poi andrò a letto sfatta e tranquilla. Se guardo indietro a questa settimana appena finita non sono per nulla soddisfatta, a parte aver praticamente obbligato Yuri a portarmi su dalla cantina tre scatoloni pieni di roba che finalmente ha trovato una sua collocazione in casa, non mi sembra di aver combinato niente di buono. L’unica cosa che mi abbia entusiasmato veramente sono stati i pomeriggi di gdr e la mia massima aspirazione di norma era riuscire a soffocare l’insofferenza varia ed eventuale giocando ad Animal Crossing; ne ha risentito anche l’atmosfera qui in casa, ovviamente, perché lo sca22o è diffuso, e quando non lo è, è semplicemente contagioso.
Tra un’ora è domenica… vediamo come va. Ottobre sembra non finire mai e io non vedo l’ora che Samhain si porti via un po’ di schifezze.

AntiMabon

Sono rimasta perplessa da voi che festeggiate l’equinozio il 21 quando i calendari, gli almanacchi e – mi dicono dalla regia – persino Wikipedia dicono che l’equinozio è il 23.
Non discuto di quei problemi logistici che immancabilmente capitano quando cause di forza maggiore impongono di spostare le celebrazioni al primo weekend papabile (lo facciamo sempre anche noi), ma un conto è questo, un altro è farne una questione di “tradizione”. E’ ovvio e comprensibile che nei manuali e nei vari siti web che trattano le feste pagane convenzionalmente equinozi e solstizi si facciano cadere il 21 del mese, ma da nessuna parte nessuno ha mai affermato “festeggiate il 21 anche quegli anni in cui cade il 22 o il 23″ come se il 21 fosse, che ne so, un numero più bello. Tradizione è fissare i Sabbat maggiori in date canoniche perché seguire un calendario lunare o (peggio che peggio, oggigiorno) agricolo potrebbe essere complicato, passi anche il sentirsi alienati da un clima che spesso e volentieri sovverte le stagioni… ma inventarsi gli equinozi è ridicolo.
Personalmente credo che questo tipo di ignoranza non abbia una giustificazione plausibile… non mi sono mai accanita particolarmente contro il fluffybunnysmo imperante del neopaganesimo moderno, però a tutto c’è un limite, e questa per me è semplicemente cialtroneria. Non è possibile che uno si prenda lo sbattimento di tenere in piedi, chessò, una pagina facebook, e poi non controllare un caspita di almanacco.

Ad ogni modo, dopo averci regalato una mattinata vergognosamente estiva e un pomeriggio passabile, ieri sera ci ha fatto compagnia il temporale. Poi, come volevasi dimostrare, stamani alle 8 era uno schifo, alle 11 quando sono uscita con la cagnetta si stava così bene che mi è sembrato di rinascere, e adesso vediamo quanto dura… Comunque sia abbiamo avuto tempo per cavallare un po’ e ne ho approfittato per raccogliere qui e lì quel che passa la campagna: noci, nocciole, mele, pannocchie…

Volevo le pannocchie perché da qualche parte ho letto che appenderle in casa a mazzetti di tre porta bene, poi in realtà Yuri ne ha raccolte altre che parevano più commestibili e ci abbiamo fatto cena. Con le barbe mi ha preparato una tisana, dice che fa bene alla vescica… ne è uscita una cosa che pareva brodo di mais, ne ho bevuto a stento mezza tazza e stanotte ho fatto sogni assurdi di boschi in cui gli alberi crescevano in orizzontale, chiese in cui durante i funerali le salme rigurgitavano riso come fossero sciami di insetti, e un locale in cui al posto del gelato facevano coppette di crema spalmabile a gusti assortiti – però c’era una promozione interessante: se facevi scegliere i gusti ad un’altra persona, pagavi di meno. Il cameriere si scandalizzava perché accettavo una coppa di lampone e liquirizia, e mi ricordo che gli chiedevo Perché? Le Morositas non avevano gli stessi gusti?!

Naturalmente quand’è suonata la sveglia di Yuri ero più stanca di quando sono andata a dormire, e so che se adesso mi adagio da qualche parte – a letto a guardare la tv, o sul divano a leggere un libro – mi abbiocco nel giro di cinque minuti. Potrei pulire la teca di Lady Vashj, visto che ricordino ci ha lasciato dentro… epperò sono tanto belli i serpenti, lo faccio anche volentieri :D

Brut

Riflettevo – nel portar a spasso il cane – che mi sento come uscita da una bolla, una specie di parentesi estiva di sospensione e di ritmi sballati. Come se ci fosse stato qualcosa fuori posto che adesso piano piano è tornato in sede. Non è dato sapere se si tratti di un’impressione passeggera e se, tempo una settimana, tornerò allegramente con le balle per aria, ma intanto me la godo. Ho intrapreso una mia personale “sfida della positività”… supponendo che a nessuno veramente importi che tutti i giorni, per cinque giorni, io posti tre cose che mi fanno felice (ma voi continuate pure a farlo, che mi siete di ispirazione/consolazione), ho cominciato a farlo per conto mio, in privato, tutti i giorni e tutto quello che mi viene in mente. Funziona abbastanza. Devo impormi un programma antifregnacce per il bene della mia integrità mentale… guardate che non è vero che il mondo sia popolato esclusivamente da stronzi, sono le persone “che soffrono” (doverose virgolette) a farsi terra bruciata intorno senza esserne consapevoli. La Nonna2, ad esempio.
Piccola chicca di ieri: il giovedì di solito è il giorno in cui la porto a fare la spesa ed eventualmente qualche commissione sparsa, ma è da quella famosa domenica del Brintaal che Yuri è senza macchina e che va a lavorare con la mia. Ieri era pronta a mandare suo nipote a scuola a piedi o in autobus (niente di male, se orari e meteo fossero più favorevoli), o addirittura chiedere a MIA nonna se fosse disposta a rinunciare al SUO giro della mattina per lasciarmi la sua macchina, tutto perché doveva andare in banca a prelevare dei soldi e voleva farlo all’oscuro dalla figlia. Ma quella volta che una dottoressa le ha fatto notare che si comporta da egoista… apriti cielo.
Questo è quello che succede: non sono tutti stronzi, è che non sono pagati per sopportare. Molte di queste “persone che soffrono” sono delle vere e proprie sanguisughe energetiche, e se la gente le schiva non è perché “rifugge chi fa da specchio ai loro stessi disagi” (che cosa significa, poi?), ma perché evidentemente non sta bene. È il caso di prendere atto dei fatti, piuttosto che sprecare tempo nel farsi delle domande a cui è chiaro che non si riescano a dare risposte obiettive. La Nonna2 è convinta che tutti la invidino perché è bella.
Quotidianamente vengo bombardata da idiozie del calibro di “ma vedi tu se una deve lavorare una vita – si è sposata a 22 anni e da allora è sempre stata casalinga – per ritrovarsi con miseri mille euro al mese – della pensione di reversibilità del defunto marito, escluse le varie accompagnatorie per l’invalidità“, e quelle volte che gira male per qualche motivo, quando penso che se andrà avanti così la mia generazione alla sua età probabilmente starà ancora lavorando, e la nostra pensione, se mai arriverà, sarà un terzo della sua, è dura non prenderla a ceffoni. Queste sono le persone “che soffrono”… certo che soffre, poveraccia, lo attesta la commissione medica che le ha dato l’invalidità, ma si può davvero biasimare chi decide di cambiare aria? È un tantino approssimativo far passare i sofferenti da santi, e tutti gli altri da stronzi.

Pioggia ed irrinunciabili impegni mondani a parte (stiamo avviando un’altra campagna di D&D con Nicoletta e Vito, da giocarsi il sabato ogni tanto) sto pensando che mi piacerebbe uscire un po’ di più. Mi pare sia passata un’eternità dall’ultima volta che sono stata a casina, uscire a cavallo poi non ne parliamo nemmeno. Mediamente in quest’ultimo periodo la mattina ci alziamo che è brutto, poi schiarisce, esce il sole in tarda mattinata e regge fino al primo pomeriggio, poi torna brutto e piove… però mi rendo conto che dentro di me c’è qualcosa che scalpita per andare a depurarsi un po’ lontano dal cemento, magari a caccia di tesori. Quanto tempo è che non incontriamo più un osso, un corno, o qualcosa di particolare?

Practical Magick #1

So while I think of myself as living in the ‘burbs, I imagine there are others who would consider me to live in the city, too. How about that? Could I be between the worlds? I don’t see why not.

(Uaild) Shopping!

Ma dai, che carino WordPress che fa beep beep boop mentre mi carica la schermata… ho scoperto di aver pubblicato una revisione parecchio incompleta del post precedente, giusto perché perdersi mezzo post per strada – la parte peggiore, per di più – era davvero appropriato al titolo. Hee hee.

Ho avuto LIEVISSIMAMENTE le palle girate. Yuri sabato sera mi ha accompagnata al Brintaal a trovare Chiara – impegno che perpetriamo di Brintaal in Brintaal ormai da tre anni – e i suoi amici gli hanno dato del “bidonaro di merda” perché non è andato a cena da loro. Con suddetti amici siamo poi tornati sempre al Brintaal (…mi piace ripeterlo) domenica pomeriggio, e non solo non s’è vista da parte loro manco mezza mano di supporto morale quando la macchina di Yuri ha avuto problemi di raffreddamento, ma si sono pure permessi di… “trattenere”, non so come dirlo… una persona che IO avevo invitato a farmi compagnia, perché evidentemente ho la faccia di una che ha bisogno di più intimità con mio moroso. Non so. Quando ho scoperto questa cosa mi sono vergognata come un cane, imbarazzata a mille e profondamente dispiaciuta del fatto che questa persona si sia sopportata certi commenti VERAMENTE FUORI LUOGO, per di più da pulpiti più che improbabili – e con mia somma gioia il tempo mi sta dando sempre più ragione.
Son così belli gli affari miei, che tutti vogliono farseli.

Peccato perché ero tutta contenta, quest’anno c’erano più bancarelle e diverse cose carine, mi sono sbizzarrita con lo shopping e sono tornata a casa soddisfatta. Peccato che causa maltempo non abbiamo avuto modo di fare tutte le chiacchiere che servivano, comunque anche stavolta con Chiara ci siamo fatte il regalino di coppia … al resto cercheremo di rimediare.

A volte penso che in questo periodo mi manchi una valvola di sfogo efficace; altre volte sono più propensa a credere che, se ce l’avessi, mi ci dedicherei anima e corpo e mi farei ancora meno remore a mandare in malora cose e persone.
Giovedì pomeriggio è arrivato il nostro Bimby, e dopo crostini al lardo durante la sessione di D&D e degli improvvisati ravioli al vapore venerdì a mezzogiorno, non poteva mancare della “nutella” homemade (tosto ribattezzata bimbella) al cioccolato bianco e nocciole, e al fondente 70%… rimedio zozzissimo contro le paturnie.
Poi sono venuti i panini al vapore con la salsina alla senape, roastbeef e pomodori freschi, ma a quel punto stavamo già uscendo dall’entusiasmo ignorante dei neofiti (e dei miei brufoli). Maledetti ricettari. Maledette app gratuite e maledetti forum con “il piatto del giorno”. Oggi per pranzo Yuri ha preparato la pasta fresca all’uovo in meno di due minuti (abbiamo rubato a mia suocera la macchina per tirare la pasta, tanto lei ha anche il Kitchen Aid)… è la perdizione. Ma con 30 euro di spesa al Despar ci facciamo le Meglio Meraviglie.

E poi ci hanno regalato un orologio con un gufo. E oggi pomeriggio è arrivato un altro libro - Lunario di Cattabiani. Hellofalotofstuff.

Almeno ormai è settembre, non mi sento più così in colpa nel tenere un’attitudine “casalinga”.

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