"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

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Beltane’s Blessings

C’è una sorta di ritorno all’autunno questa settimana, a quanto pare. Non riesco a dire nemmeno che mi dispiaccia su tutta la linea perché il teino del pomeriggio è sempre un po’ più buono quando fuori è buio, freddo e diluvia… però, insomma, riguardare le foto dell’anno scorso su Facebook e vedere che in questi giorni andavamo a cavallo in maniche corte è abbastanza sconfortante.
È confortante il pensiero che abbiamo risparmiato un sacco sul fieno quest’anno, ma è un altro discorso.

Sull’onda del checazzomimetto, ho rubato a mio padre il suo vecchio giubbotto da moto che da anni ormai giaceva inutilizzato nell’armadio in camera di mio fratello. Mi sento molto badass quando vado in giro con quello… salvo poi tirare fuori un ombrellino da borsetta rosa a pois con i profili a balze color crema che è la morte sua. Me lo ha prestato mia madre una mattina che rischiavo di prendere pioggia, non so perché non gliel’abbia ancora restituito. È che è così brutto che è quasi culto.

Mercoledì mattina mia nonna stava per compiere il sacrilegio di buttare via un mazzo di finti boccioli di rosa soltanto perché il gambo era tutto storto e rovinato. Adesso quei gambi sono stati tagliati e i boccioli fanno bella mostra di sé sul mio altare di Beltane. E sì, metto anche fiori finti sull’altare. Un conto è il mazzolino di bucaneve, o di anemoni e primule, quando sui prati ce n’è a profusione, ma alla fine, quando è ora di restituirli appassiti alla terra, penso sempre di averli sacrificati per portare un po’ di energie primaverili in casa e mi domando se non ce ne fosse più bisogno fuori, soprattutto quando poi è una primavera bislacca come questa. E la moria di api degli ultimi anni.
I boccioli finti, invece, saranno lì pronti per essere usati anche l’anno prossimo, e quello dopo, e quello dopo ancora… se non li perdo >_>

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Un’altra new entry, sempre di mercoledì tra l’altro, è stato il mala che ho comprato da Coco And Lime (che poi sarebbe una carinissima ragazza austriaca di nome Katrin, trovata su Etsy). Sono ESTREMAMENTE vulnerabile ai trend di Instagram… ma diciamola in maniera più costruttiva, diciamo che sono perennemente alla ricerca di nuove ispirazioni.
Mi rendo conto che anche i mala beads siano un po’ la scoperta dell’acqua calda – anche per me medesima. L’estate scorsa mia madre è stata in Tibet (ogni tanto ripeto le cose a mo’ di presentatore televisivo, del tipo “Per chi si fosse sintonizzato in questo istante…”) e una delle cose che ha portato a casa come souvenir sono stati proprio un tot di mala. Erano per lo più di legno, con lo spago elastico, a parte uno che le aveva espressamente chiesto di comprare mio fratello, e quello era decisamente di qualità superiore. Volevo qualcosa del genere, in questo momento. Tra l’altro, essendo io patita di Pietre&Cristalli, mi sono innamorata dei mala creati con determinate combinazioni di cristalli (o cristalli e legno) per uno scopo specifico. Purtroppo, nel corso delle mie surfate selvagge online, mi sono resa conto che questo fa lievitare il prezzo… se punti a materiali di una certa qualità, naturalmente. Nonché ad un rapporto sensato tra il costo dell’oggetto in sé e le spese di spedizione <alza gli occhi al cielo>.
Penso che quello che mi abbia orientata ai mala proprio adesso siano le loro decantate proprietà coadiuvanti della serenità interiore. Nonostante sia passato un mese ormai da che la Nonna2 non è più un mio problema (lo sottolineo a me stessa ogni volta che posso), ovviamente capita ancora di nominarla, o sentirla nominare, e tuttora il pensiero mi mette profondamente a disagio. A sentire di tutte le trame che sta tentando di ordire perché è il compleanno di uno dei nipoti, e poi la settimana prossima la Festa della Mamma… mi si risvegliano ricordi angoscianti. Ogni tanto di notte mi sogno che sono ancora lì. Insomma, non ho mai voluto ammettere che fosse così terribile perché non era una cosa razionale e nessuno mi avrebbe capito, ma alla fine mi sono arresa all’idea che, quantomeno per me, è stato così e che il processo di disintossicazione sta richiedendo più tempo del previsto.

Scegliere uno dei mala di Katrin è stato arduo… la sua Forest Collection ha un pezzo più bello dell’altro. Alla fine ho scelto il mala “della Quercia”, un po’ per sentimento e un po’ perché mi sono innamorata dei suoi colori – e quando è arrivato decisamente non ha disatteso le mie aspettative.
Non so… non avrei voluto comprarlo da Amazon o da qualche altro grosso rivenditore di questo tipo, penso che avrebbe perso un po’ di spirito. Ad ogni modo, è arrivato in meno di 3 giorni e ne sono follemente innamorata.

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Tornando brevemente al discorso “disintossicazione”, uno dei provvedimenti che ho deciso di prendere in tal senso è quello di variare un pochino la mia routine mattutina – quella della colazione. In questo, la lettura di Big Magic mi sta motivando tantissimo.
Ho ricaricato il vecchio netbook e questa settimana ho dedicato la mia pausa caffè alla stesura di questo post; se e quando, prossimamente, sarò a corto di argomenti per il blog, ho deciso che mi sforzerò di riprendere in mano qualche raccontino. Per i diari delle mie memorie ci saranno altri momenti… siccome mi piaceva l’idea di cominciare la nuova agenda esattamente in concomitanza di Beltane, ma ho già finito quella vecchia, ho già cominciato a prendere note sparse tramite app con la prospettiva di stamparle (e alla fine mi sono riscaricata l’app Moleskine, perché i primi amori sono davvero duri a morire), e ho già constatato che per buttare giù così qualche riga il tempo lo trovo praticamente sempre. Multimediale è bello e quindi perché no?

Insomma, buon Beltane! Il mio è agli sgoccioli ormai, ma ce lo siamo goduto😉

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Aspettando Beltane…

Mi sto addentrando nel mer(d)aviglioso mondo delle scartoffie di mia nonna.
Ognuno di noi ha le sue scartoffie, indubbiamente, ma mia nonna ne ha una quantità particolare. Ce n’era un mucchio con tutta la documentazione che doveva spedire alla sua mutua per avere il rimborso delle spese degli apparecchi acustici, ma all’inizio della settimana mancavano il foglio dell’autocertificazione della spesa sostenuta la ricevuta del bonifico fatto in banca. Lunedì mattina siamo tornate dalla commercialista per vedere se per caso suddetta ricevuta era rimasta presa in mezzo per sbaglio a tutto un altro malloppo di carte che servono per le detrazioni dei lavori di rifacimento degli infisse, ma lì non c’era, e in compenso abbiamo scoperto che ci sono degli aggiustamenti da fare su alcune visure catastali, e avanti con la processione
A giugno ha il rinnovo della patente: ha presentato il modulo dell’ulss per l’autocertificazione – che per altro il suo medico di base l’ha aiutata a compilare – ma la signora dell’agenzia pratiche auto non era sicura che andasse bene perché l’email/promemoria che aveva in mano (e di cui non c’è stato verso di avere una fotocopia o equivalente) diceva “anamnestico del medico curante”. Allora, sempre lunedì mattina, siamo state dal suo medico che ha detto – in soldoni – che se non ci sono patologie particolari, come nel suo caso, si possono far bastare l’autocertificazione.
Martedì mattina con l’assistenza iscritti della mutua ci ho parlato io e mi sono fatta spiegare come compilare i moduli del rimborso e che documentazione ci va allegata, quindi ho riunito di nuovo tutte le carte del caso (perché nel frattempo lunedì pomeriggio mia nonna e mia mamma hannotoccatomannaggiavvoiveletaglioquellemani) e le ho preparate per essere spedite.
Mercoledì mattina siamo state qualcosa come quasi due ore alla Proprietà Edilizia per una questione con un’inquilina che non paga le spese condominiali, e per delle visure catastali che vanno aggiornate e sistemate con le correzioni di successioni e donazioni che sono state fatte sbagliate (vedi lunedì).
Giovedì ho spedito il plico per la mutua e la raccomandata con l’ingiunzione di pagamento per l’inquilina, nel frattempo è arrivata una fattura da saldare allo studio della commercialista per cui venerdì siamo tornate lì a pagare e a riconsegnare un modulo con il consenso alle pratiche per il calcolo della TASI eccetera eccetera.
Sono come i Rotoloni Regina, non finiscono mai… tuuuduu… tudududududududuuuu…

Ormai mia nonna delega a me qualsiasi cosa, tra un po’ mi chiederà persino di stare attenta a cosa le dice la cassiera al supermercato… A lei non par vero, io tutto sommato lo trovo stranamente divertente, discretamente stimolante ma – sopratutto – sicuramente utile in una prospettiva in cui facilmente resteremo io e mia madre a gestire tutta la baracca, e mia madre decisamente non è portata. Almeno mia nonna mi dà MOLTE gratificazioni. Oltre ad avermi rivalutata come ‘donna di casa’, adesso mi ha rivalutato anche come ‘donna di lavoro’ e sta tessendo le mie lodi in lungo e in largo. Venerdì la sua amica Annamaria, ribadendo per l’ennesima volta che “lei e mia nonna sono sorelle”, mi ha chiesto se ero disposta a prendermela come seconda nonna.

Mercoledì poi è successa una cosa carina: l’Healing Moon Book Club (che fa riferimento a @cherisehealingmoon su Instagram, ne accennavo nel mio vecchio post del 6 marzo) ha cominciato la lettura di un nuovo libro che, nella fattispecie, è Big Magic: Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa – sì, anche questo è disponibile in italiano.
Ho pensato che fosse proprio un segno; di mio non credo molto alle coincidenze, ma quando ho letto quel titolo è stato davvero come se tutto quello che era venuto fuori nelle tavolate mi fosse stato di nuovo sbattuto davanti al naso. Inutile dire che quel pomeriggio ho comprato il libro in formato kindle, ne ho letto subito il primo capitolo e l’ho adorato. Non vedo l’ora che escano anche le proposte di lavoro/discussione.

Ieri mattina alle 6 Yuri è partito per il meeting di scherma, io sono rimasta a custodia dello zoo… so già che questo weekend “lungo” mi volerà senza neanche che me ne accorga.

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Mi sono accorta di aver comprato un’agenda senza righe, una cosa che più o meno detesto perché riguardare la pagina e vederci le scritte tutte leggermente sghembe mi urta i sentimenti. Ma la prendo con filosofia, la filosofia del “tutto accade per un motivo” – sì, che sono distratta quando faccio gli ordini da Amazon – e quindi dai, rompiamo gli schemi. Magari è la volta che comincio anche a fare dei disegni.

Altri libri sono arrivati in ordine sparso e in anticipo sulle date previste per la consegna (che, beninteso, è sempre cosa buona e giusta). Singing the Soul Back Home è arrivato martedì e Shamanism Bible mercoledì. Che dire? Mi piacciono i Matthews. Il Companion Workbook del Warrior Goddess Training è arrivato giovedì e il Warrior Goddess Training vero e proprio è previsto per lunedì. Secondo me ormai Amazon ragiona in termini di “sei un utente Prime, la spedizione non la paghi, cazzotene se ti facciamo quattro pacchetti diversi?”.

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Sì, mi dà un po’ fastidio. Primo, c’è la quantità assurda di cartone con cui ho già per metà riempito il mio sacco per la differenziata – ma pazienza, il cartone si ricicla. Secondo, da buona tendente all’ossessione-compulsione non è bello che mi mandiate prima il libro degli esercizi del libro di testo – ennonsifa, nonnò. Terzo… non so, ci tengo particolarmente ad avere quel libro, e non solo perché viene copiosamente citato da tante donne che seguo su Instagram. Magari poi neanche lo leggo subito e lo metto ad aspettare il suo turno in lista sorteggio, del resto io vado a paturnie; però dopo aver tanto discusso con Yuri e Sara di evoluzione spirituale e di “femminismo con gli asterischi” (quello che si ribella al fatto che il plurale misto in italiano si scriva con il maschile e quindi al posto di, chessò, ‘tutti’ o ‘tutti/e’ scrive ‘tutt*’) voglio vedere questo com’è. Voglio vedere se scopro qualcosa che finora mi stavo perdendo, magari poi scopro che credevo di vivere bene la mia femminilità sacra e invece non era vero niente, magari scopro che sbagliavo a fregarmene dei generi (…e a odiare tutti indistintamente).
Tra i libri di mia nonna ho trovato Come Diventare Buddha In Cinque Settimane di Giulio Cesare Giacobbe e ne ho già letto un paio di capitoli durante tempi morti vari ed eventuali, poi credo che lo porterò a casa da Yuri perché penso che meriti che lo legga anche lui.

Mi sono fatta un piccolo esame di coscienza per quanto riguarda questa mia smania di comprare libri paganelli, Yuri dice che sono monomaniaca… ma è la mia collezione. Quando collezioni francobolli, nell’album dei francobolli ci sono solo francobolli, non ci metti anche le conchiglie ù_ù
Scherzi a parte, dopo questo exploit mi darò un’altra calmata, perché la mia lista dei “To-read” è veramente scandalosamente lunga e ho finito di nuovo lo spazio sulla libreria. Pian pianino sto riempiendo anche il mio BoS Cloud, eh? Sono piccole soddisfazioni.

È capitata una piccola gag intanto che finivo di scrivere questo post, poco fa… Yuri mi ha regalato il suo vecchio mouse da gaming di Warcraft, perché il mio non andava bene per cecchinare i nemici con arco e frecce su Warframe. È un mouse enorme e pieno di tasti che io spesso e volentieri pigio senza volerlo, e in cui erano ancora memorizzate tutte le macro temporizzate di quando lo usava lui. Ma questo io lo so adesso. Stamattina, ad un certo punto, stavo guardando questa schermata cercando l’ispirazione per continuare, quando cominciano a comparire dei numeri in coda a quello che stavo scrivendo, uno dopo l’altro, in una serie che si ripeteva. Dopo lo smarrimento iniziale – non stavo toccando nulla! – ho intuito che potesse trattarsi del mouse (ogni tanto su Warframe semino involontariamente segnali in giro perché uno dei tasti è associato alla lettera G) e ho chiamato Yuri. La gag è stata:
«Yuri, il mouse dà i numeri»
«In che senso?»
«Letterale!»
Sono sagace come una tinca.

Me-morie

Di questa settimana mi ricordo il SONNO. Perenne, ineluttabile, inspiegabile, invincibile sonno. Shottini di espresso come l’acqua fresca proprio. Non è che di notte non riesca a dormire o qualcosa del genere… è proprio che non ne ho mai abbastanza. Forse dovrei ricominciare a prendere il magnesio.

Ho ordinato un’altra Paperblanks, quella attuale è agli sgoccioli. L’avevo cominciata a Samhain, mi ha accompagnato praticamente per metà dell’anno giusta giusta, è la prima volta che un diario mi dura così poco. La prossima – ho già deciso – la integrerò con fogli sparsi di annotazioni di divinazioni, sogni, impressioni varie ed eventuali che al momento sto annotando sul cellulare (per motivi di praticità) con un’app che si chiama Intuition Journal. Posso auto-inviarmi gli articoli via mail e stamparli, così raccolgo tutto in un unico posto.
Nonostante tutto, incredibilmente, di nuovo mi ritrovo alla domenica sera che non so bene che cosa scrivere. Ho consumato un sacco di carta da quando, durante l’ultima tavolata, la consegna è stata di approfondire andando al nocciolo della questione discendendo la scaletta dei “Perché?”; ma in realtà non sono ragionamenti che valga davvero la pena di condividere su un blog… non ancora, per lo meno. Magari prima o poi qualcuno degno di nota salterà fuori.
Oggi c’è stato il Blessingway di Nja, sono stata indecisa fino all’ultimo se andare o no, però quando ho saputo che sarebbe durato praticamente tutto il giorno ho deciso di no, non avevo tutto quel tempo a disposizione… ormai sui prati sta ricrescendo l’erba e noi dobbiamo approfittare delle giornate libere (a maggior ragione se non piove) per sistemare i paletti dei recinti per mandare le cavalle al pascolo. Durante la settimana generalmente non combiniamo niente di utile in quel senso, questo mese tra spese impreviste e il meeting di scherma in arrivo siamo stati a corto di soldi e Yuri si è tirato su tutti i lavoretti collaterali che è riuscito a recuperare, ragion per cui il pomeriggio è impegnato spesso e volentieri. Insomma, pazienza. Spero che ci saranno altre occasioni per festeggiare la nascita (sempre più imminente) di Melissa.
Io credo che un giorno mi renderò conto di essere in menopausa e ohiboia.

In compenso, è da poco più di una settimana che ho scoperto l’oil pulling (e l’ho sentito su Gipsy Sisters, per cui non posso nemmeno più dire che dalla tv-spazzatura non si impari niente). Consiste semplicemente nel cacciarsi in bocca un cucchiaio di olio di cocco – io lo faccio con quello di cocco perché è quello che ho in casa, poi informandomi un po’ in rete ho letto che si può fare anche con altri – e tenercelo per una ventina di minuti, tipo sciacquo. Poi lo sputi, e fa bene alle gengive, sbianca i denti, e aiuta ad eliminare i batteri sulla lingua che causano l’alitosi.
Io di solito provo queste cose “green” per conto mio, senza pubblicizzarle in giro, ma stavolta sono a corto di argomenti. Senza contare che ultimamente mi sono pure un po’ cadute le braccia perché c’è stato una sorta di “(ri)scoperta” degli oli essenziali nella pratica della Brava Modern Witch, e onestamente a noi diversamente giovani cresciuti con l’Olio 31 della Just (tanto per fare un esempio di cosa abbiamo sempre avuto nelle credenze) sembra tanto la scoperta dell’Acqua Calda.
Insomma, alla fine mi sono semplicemente detta che divulgare anche le sciocchezzuole può comunque illuminare d’immenso qualcuno, se capita.

Sempre a proposito di novità, mercoledì ero uscita con Sara a cercare una perlina per la Collana del Parto di Nja; non l’ho trovata perché siamo capitate proprio l’unico giorno in cui non c’era la titolare del negozio e la sua supplente non ci era di nessun aiuto, però sono tornata a casa con due nuove pietre che avevo adocchiato la volta scorsa: una serafinite e una pietra di sole.

Ah, e poi i libri che sono arrivati lunedì, naturalmente.

Dai, anche stavolta sono riuscita a buttare giù due righe. Domani è un altro lunedì, è un’altra settimana, mi dico ogni volta che posso riuscire a non ridurmi di nuovo all’ultimo senza una straccia di idea…

Brevemente

Ho dei libri in arrivo, domani. Diciamo che stavo attraversando quel periodo del mese in cui realizzi quanto ti serve nella vita una borsa dell’acqua calda, e siccome avevamo dovuto buttare quella che fedelmente ci ha serviti in questi ultimi 4-5 anni, ne ho trovate di convenienti su Amazon e ho fatto un ordine. Ma potevo fare un ordine di 10 miseri euro? Quindi ho sfoltito la mia wishlist di altri tre titoli, il primo è già arrivato mercoledì assieme alle borse, gli altri due sono in deposito qui da GLS già da ieri.

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Noto solo ora che quella specie di frutto vicino al manico della teiera sembra un culo. Peloso, per giunta. <ride da sola>

Inutile dire che adesso sono in piena frenesia da lettura, leggerei anche tre o quattro libri contemporaneamente. L’unico “problema” è che The Book of Druidry mi richiede una concentrazione che non sempre ho, e quindi vado a rilento. Ho dovuto resistere fino a pagina 120 prima di arrivare al capitolo in cui finalmente ho sentito che era valsa la pena comprarlo.
Ad ogni modo, questo è uno dei motivi per cui anche questa settimana sono arrivata a domenica pomeriggio senza una straccia di appunto salvato per il post. Forse non dovrei pubblicare niente, se non ho niente da scrivere, ma è una questione di costanza. Un po’ come le photochallenge – ovviamente adesso, con aprile, ne ho cominciata un’altra.
Ma funzionano, eh?

Poi naturalmente c’è da dire che lavorare con mia nonna non pare nemmeno un lavoro, altro che Vecchiaccia Awards. Venerdì mattina ho avuto una specie di epifania mentre salivo le scale per andare a casa sua, e non sentivo nessun macigno sullo stomaco, nessun odore di degrado e negatività… ero quasi commossa. Sono qui a dirmi che ci voleva, che devo comunque essere grata per l’esperienza fatta perché mi ha reso una persona migliore, spero di non dimenticare mai quanto male si può stare.
La grossa pecca che ha mia nonna è che è indecisa. E svampita. E sorda patocca, finché non si mette gli apparecchi acustici. Ma io ormai ho fatto la proverbiale Pazienza di Giobbe e quindi mi metto tranquillamente ad aspettare che decida se preferisce andare a fare la spesa o a bere il caffè in centro con le sue amiche, e la scarrozzo di conseguenza. Ribadisco… è tutta vita. Mia madre ha provato, un giorno, a dirmi “mi sa che stavi meglio prima”… ma neanche per scherzo.

Pieni come uova!

Martedì sera ho toccato una nuova vetta di imbarazzo…
Il comune di Belluno aveva organizzato “La Settimana dell’Amore”, cosa di cui non avevo la minima idea prima dell’altro giorno. Insomma, martedì sera stavo caricando la lavastoviglie prima di andare a cena dai miei, e ad un certo punto fuori dalla finestra della mia cucina c’erano alcune Anime Pie con degli strumenti musicali che stavano suonando (delle mazurke, mi pare di aver capito) per me, da parte di Yuri, per festeggiare l’anniversario.
Poi io sono pessima, lo so… ovviamente alla fine mi sono commossa, ma il mio apprezzamento è arrivato praticamente postumo, perché lì per lì riuscivo soltanto a sentirmi in imbarazzo, a pensare che non sono decisamente tagliata per queste cose così plateali e a preoccuparmi di sdebitarmi in qualche modo con le Anime Pie offrendogli qualcosa – una qualsiasi cosa, che comunque non hanno voluto. Così Yuri è andato in paranoia credendo che non mi fosse piaciuto, ed io ci sono rimasta male perché come al solito evidentemente non sono riuscita a manifestare abbastanza entusiasmo. E’ dura la vita di noi orsi in un mondo in cui le ragazze devono squittire, baciare e abbracciare e stuprare hashtag su Instagram e affibbiare nomignoli zuccherosi a cani e porci.

Mercoledì sono arrivati i miei peacock ore ed erano anche più grandi di quanto non mi aspettassi. Di nuovo è stato un pacchettino delizioso, ho avuto in omaggio un paio di cartoline, una preghiera per la consacrazione degli strumenti, un campioncino di olio profumato e una punta di citrino caricata per l’abbondanza e la prosperità… più che azzeccata, direi, visto che per la luna piena avevo in mente di dedicarmi allo stesso scopo. E visto che questo mese ho speso in maniera incosciente. Ho allestito un “giardino” sul principio dell’Eostre Abundance Chalice che avevo visto su WitcheryWay, con il peacock ore (amichevolmente ribattezzato ora ‘minerale di pavone’ per merito delle traduzioni automatiche di Etsy) e le punte di quarzo ialino… solo che il laser di quarzo che avevo era troppo piccolo, praticamente veniva inghiottito dal resto. In principio allora ci ho messo semplicemente il portacandela di sale…

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…e poi giovedì mi è capitato di passare per Limana perché Laura diceva che c’era un negozio che vendeva pietre e cristalli e tanta robina bella, e ci ho trovato la soluzione ai miei problemi (anche di portafoglio overweight…).

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Tornando a mercoledì, comunque, l’almanacco metteva il colmo di luna all’una, la cosa mi faceva sorridere e allora ho pensato di unire l’utile al dilettevole e ho fatto un rituale solitario la mattina (anche perché la sera avevamo in programma di tavolare, non avrei comunque avuto il tempo per entrambe le cose).

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Ma quanto amo tutto il mio ciarpame. Mi aiuta ad evadere.

Pasqua è stata… impegnativa. Tra il cambio dell’ora, la piadina/burrito fatta in casa e la cheesecake letale di mia suocera, ad un certo punto stasera abbiamo guardato l’orologio, segnava le 20:30, avrebbero dovuto essere le 19:30 e a noi parevano le 21:30. Alle 21:30 reali ci siamo messi a letto a guardare la tv… mi ero completamente dimenticata di avere questo post in sospeso, stavolta non ho scusanti per rimandare a domani!

Rinnovamento

Tra una cosa e l’altra, ieri pomeriggio non ho avuto tempo libero per mettermi qui ad aggiornare il blog. Buon Ostara in ritardo, felice Equinozio! Stavolta persino Facebook ha fatto presente ai suoi utenti che la primavera cominciava il 20 – ed il Google Doodle era a prova di capra, tipo “perché quest’anno è il 20 e non il 21?”.

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Penso che non avrebbe potuto essere una giornata più propizia per sentire aria di rinnovamento. Il mio nuovo contratto comincia il 1° di aprile e quindi adesso ho qualche giorno di “inoccupazione” da godermi… le virgolette sono doverose, dal momento che comunque mi sono messa a disposizione di mia nonna se dovesse avere bisogno, magari intanto che mia madre va in ferie per Pasqua. Lunedì scorso, ad esempio, l’ho accompagnata in ospedale e non mi pareva vero che ogni tanto stesse anche in silenzio, non ci ero abituata!
Martedì pomeriggio poi sono passata al sindacato per fare le carte, dal mese prossimo non solo farò qualche ora in più, ma sono anche passata ad una fascia più alta (la C Super) perché secondo il sindacalista era più appropriata alle mie mansioni. Secondo lui, per contratto la B Super non prevede “interazioni” con l’assistito, come aiutarlo a lavarsi o a vestirsi… e lasciamo perdere tutte le varie questioni che abbiamo avuto nel tempo per quanto riguardava le uscite in macchina. Amen, ormai è acqua passata. Meglio rallegrarsi considerando anche la mia paga oraria sia leggermente aumentata.

Ad ogni modo, mi sono alzata alle 8 e ho finito le consuete Pulizie di Primavera che avevo cominciato ieri, cantando l’inno di Feudalesimo e Libertà dei Nanowar… mi sembrava appropriato. Ho fatto colazione con le pastine avanzate dal vassoio che aveva portato Sara ieri per festeggiare, è stata una settimana pesante, era come se mi immaginassi tutte le larve nere della Nonna2 che mi risucchiavano anche l’anima per fare scorta prima che levassi definitivamente le tende. Sabato pomeriggio sia io che Yuri abbiamo dormito come due schifosi fino alle cinque passate, era proprio come se ci fosse qualcosa nell’aria che sapeva di convalescenza. Abbiamo festeggiato un po’, questo sì, ma è stato un bene che non abbia buttato tanti soldi in alcoolici perché domenica pomeriggio in centro un baldo giovine vendeva roba finlandese e io sono tornata a casa con un nuovo paio di pezzi per la mia collezione😛

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