"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

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Volare in compagnia (riflessioni della terza settimana)

L’ultimo saggio di questa settimana di Hedgerow Bookclub si chiamava Coven Hedgecraft e, com’è facilmente intuibile dal titolo, parlava della pratica di gruppo nell’ambito dell’hedgewitchcraft.

La Strega della Siepe è tendenzialmente una solitaria, una che pratica per conto suo, ed è abbastanza logico che sia così dal momento che tutta la tradizione si rifà a figure che vivevano sul limitare di realtà diverse, anche nel senso del margine della società.
Tuttavia viaggia, e anche nell’immaginario collettivo la meta primaria del volo della Strega è pur sempre il Sabba. Insomma, nell’hedgewitchcraft c’è spazio anche per la pratica di gruppo ed è perfettamente legittimata… questo mi ha dato il giusto spunto per fare delle riflessioni.
Oh, beh, in realtà di spunti ne sono piovuti da tutte le parti. Il prompt di ieri per il #SacredAwakening2017, la photochallenge a cui ho deciso di partecipare per gennaio, diceva

“What would I like my core beliefs to be?”

Magari tra un paio di settimane avrò già cambiato idea, ma in questo momento – soprattutto dopo aver trascorso gran parte della giornata di ieri con i Limoni ed aver tirato le somme per l’ennesima volta di quanti anni sono che ci frequentiamo e quanti alti e bassi abbiamo avuto, come singole persone e come collettivo – sono giunta alla conclusione che quello che vorrei coltivare quest’anno sia la mentalità del gruppo e, nella fattispecie, della sorellanza. Non lo so, esattamente, il perché. La cosa buffa è che in realtà io rifuggo l’idea di un gruppo di sole donne perché sono un’accanita sostenitrice dell’Equilibrio, perché non sopporto quel femminismo aggressivo che è semplicemente un altro maschilismo, e forse anche perché sono rimasta traumatizzata da cinque anni di liceo linguistico in cui la percentuale media di portatori di cromosoma Y (non tutti si sarebbero potuti definire e/o avrebbero voluto essere definiti maschi) si aggirava intorno al 5%.
Alla fine ho placato il mio conflitto interiore risolvendomi a far semplicemente funzionare la cosa a modo mio… come con i Limoni, come con le Brut Persons, come con tutte le altre amiche che ho e con cui vado d’accordo senza scadere nel fanatismo e nel nazi-femminismo.

C’è una perla di saggezza che ogni tanto tiriamo in ballo durante le nostre conversazioni sui Massimi Sistemi, ed è quando sei solo, hai sempre ragione. Nel senso che nessuno ti contraddice, puoi fare quello che ti pare, sei il più bravo e il più bello di tutti, ma soprattutto non devi dimostrare niente… e sono giunta alla conclusione che questo sia un aspetto della pratica di gruppo che poche persone prendono davvero in considerazione. Non è tanto il dover dimostrare qualcosa agli altri, perché dovrebbe trattarsi di un gruppo di condivisione di un cammino spirituale e non di un concorso, e tanto comunque non c’è nessun premio per chi arriva primo (primo in cosa, tra l’altro?), quanto il ritrovarsi a dimostrare – o NON dimostrare – qualcosa a sé stessi. Ad un bel momento arrivi al punto in cui credevi di avere una determinata percezione di te, poi scopri che non è così, e tanto è bello quando credevi di valere 6 e invece vali 9, quanto è brutto quando credevi di valere 9 e invece arrivi sì e no al 6 e 1/2.

Quando ho pensato alla mia idiosincrasia per le sorellanze, ho dovuto ammettere con me stessa che tra le cause scatenanti può esserci un problema con un aspetto della femminilità che ho paura di affrontare, o che non so gestire, o su cui ho paura di confrontarmi. Può anche darsi invece che io sia semplicemente condizionata dall’idiozia imperante che emana dai vari “forum al femminile”, e in quel caso l’unica soluzione possibile sarebbe quella di collezionare altrettante esperienze positive in modo da pareggiare i conti… ma finché non lo so di per certo, devo provare. Tra l’altro quando mi guardo intorno vedo cose che potrebbero piacermi, vedo delle buone potenzialità, e questo è incoraggiante.

Io diffido di chi rifugge il confronto con sé stesso e, per proiezione, mi rendo conto che diffido da chi rifugge la pratica di gruppo. Non parlo di chi non può, com’è ovvio, ma di chi non vuole. Lo so che ci sono un sacco di buoni motivi, anche semplicemente logistici, per cui uno si ritrovi a fare una scelta del genere, quindi ci vorrebbero le virgolette del caso… ma qui stiamo parlando delle scelte di comodo. Ti accorgi subito quando ti trovi di fronte un caso di “single per scelta” e “single per scelta degli altri“, anche perché di solito è quello che cerca di convincerti di averne passate tante ma le persone sono cacca e quindi non c’è scampo. Di solito non si interroga mai sull’eventualità che possa essere lui/lei il problema. Di solito peggio di lui/lei ci sono quelli che non hanno mai provato ma ti rispondono “allora faccio bene a restare single”.
Meglio, più partner per noi.

Buongiorno Gennaio!

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Felice anno calendariale nuovo!

Speriamo che, adesso, aprire gli occhi ogni mattina e posarli su Maul Cosplay nei panni di Geralt di Rivia sia di buon auspicio per un anno pieno di sorrisi ebeti.

Il nostro 2017 è cominciato in maniera alquanto bizzarra… tralasciando che a mezzanotte eravamo online su Warframe con Michele e Klonky a registrare un video di saluti nell’osservatorio del Dojo di clan, la mattina ci siamo svegliati e l’acquario di Tama era VUOTO. E non intendo “vuoto” nel senso di Tama che non c’era – lei era ancora al suo posto – mancava l’acqua, e “mancava” nel senso che non era proprio da nessuna parte. Insomma, io non so quantificare quanta acqua ci sia normalmente in quell’acquario perché non mi prendo la briga di fare i conti, ad ogni modo è una vasca di, ad occhio, 100x60x40 con mediamente 20-25 cm di acqua, quindi comunque siamo nell’ordine di DECINE di litri svaniti nel NULLA. Giuro. Avrebbe dovuto esserci un lago per terra, e invece c’era soltanto un velo di umidità dietro il mobile, che se n’è andato con una singola passata di mocio.
Potrebbe esserci una cantina allagata da qualche parte, ma pare di no. Anche dall’appartamento di fianco non abbiamo sentito nulla. L’ipotesi più scientificamente plausibile, alla luce del fatto che la perdita era nel tubo in uscita dal filtro che molto probabilmente è stato maninamesso dal Fufo, è che l’acqua sia uscita così lentamente che noi non ce ne siamo accorti e che abbia fatto in tempo ad asciugarsi da sola quasi completamente.
Oppure se la sono bevuta gli alieni, i Maya, i Templari e gli Illuminati.
Oppure Tama stavolta ha davvero esagerato con la sua seconda vita segreta.

Ad ogni modo, per quanto io abbia già fissato i miei propositi per il Nuovo Anno il primo di novembre, è impossibile non sentire questa corrente d’aria per le pagine che si voltano tutte insieme. Mi sento di buon umore e propositiva, per quanto sia domenica e persino Mr.Wonderful è impaginato in modo che il grande checkpoint di rinnovamento sia domani.
Sto aspettando due libri, tra l’altro, uno è The Witching Way of the Hollow Hill che era consigliato in uno dei saggi del To Fly By Night, e l’altro è Rise Sister Rise, A Guide to Unleashing the Wise, Wild Woman Within che recentemente ha spopolato nella mia piccola community di Instagram preferita. Leggere a spron battuto mi carica, mi ispira e mi motiva, anche se sto leggendo diverse cose contemporaneamente e non credevo di esserne in grado.
Purtroppo non ho controllato a che punto ero arrivata con la sfida di lettura di Goodreads per il 2016, so di non essere riuscita a completarla ma credo non di molto, così quest’anno mi sono fissata un obiettivo più realistico. Non vedo l’ora di cominciare.

La dieta va alla grande, la salute c’è, da giovedì sera abbiamo pure la fibra e ho caricato un video da quasi 2Gb in poco più di 20 minuti, ho rimpinguato la busta dei risparmi per le emergenze, mi hanno spedito la nuova carta di credito… gennaio non ti temo.
g#daje

Volare di Notte (riflessioni della prima settimana)

Fino all’ultimo sono stata indecisa se postare le mie riflessioni su questo blog o su Sentieri, e alla fine ho deciso di ritirarmi qui perché ho guardato il calendario, qui su wordpress, ed è un vero peccato notare come io abbia trascurato Tracks per tutto il mese di dicembre, nonostante siano stati 30 giorni (quasi!) ricchi di spunti e riflessioni.

La settimana di Yule è partito ufficialmente il progetto Hedgerow Bookclub e quindi adesso è ora di tirare le somme della prima settimana. Il libro, To Fly by Nightè una raccolta di brevi saggi di autori vari su varie tradizioni che possono rientrare nella definizione di “Hedgewitchcraft” o, come noto sempre più sovente, “Hedgewitchery”, e mi sta piacendo molto. Stamattina poi, smaltita la frenesia delle feste, sono entrata in pieno assetto-ferie e sentivo il mio neurone pascersi di quello che stavo leggendo.

La prima cosa che ho pensato è stata che quando ho scoperto l’Hedgewitchery me ne ero fatta un’idea completamente sbagliata.
Forse mi aveva fuorviato l’idea che la stessero praticando alcune persone con cui sento di avere ben poco in comune, e quindi non avevo mai pensato di approfondirne la definizione… in realtà potrebbe essere una “tradizione” (e le virgolette sono doverose) che mi si confà abbastanza, nel senso che è in linea con una grossa fetta della mia pratica. L’ultima volta che abbiamo tavolato – era il 18 ed eravamo a casa di Sara in Zoldo per pranzare tutti insieme – mi hanno detto che avrei dovuto insistere con il totem del Cavallo e non solo nel senso di attingere alla sua energia per portare avanti i miei progetti e continuare a lavorarci; dopo averci pensato su, credo di essere giunta alla conclusione che il Cavallo sia anche un mezzo di locomozione e quindi il mio messaggio potrebbe essere quello di viaggiare. Guarda il caso, piovono segnali in questo senso da tutte le parti, non ultimi i titoli che ho letto recentemente.
Ora, al di là di quello che posso essere chiamata a fare io, rimane il fascino di questa zona magica che è la Siepe/Hedge. Questa lettura è come una piscina di palline di plastica, voglio affondare a faccia in giù e navigarla con calma, che tanto non si affoga neanche se ci si ferma sul fondo a riflettere. In più, se vai a fondo abbastanza, nel buio puoi davvero fuggire al di là del velo, oltre la Siepe.
Juniper, nel primo saggio del libro, scrive:

To call oneself a hedgewitch is to call oneself a shaman.

Può essere un parere opinabile, ma il senso del discorso è che la Strega della Siepe è qualcuno che viaggia, e nella fattispecie che attraversa il confine tra lo spazio civilizzato, umano, ordinato e sicuro, per addentrarsi in un mondo molto più selvatico e governato da forze più primitive e sconosciute. Nel secondo intervento c’è la metafora, molto calzante, del giardino (yard): un luogo all’aperto che ci compete, che recintiamo e teniamo ben curato proprio per impedire le intrusioni dall’esterno… per questo, immagino, in principio ero scettica nel sentir parlare di Hedgewitchery da persone che non hanno mai guardato oltre il giardino.

(Che poi in fondo vale come regola d’oro un po’ in tante cose, sempre meglio documentarsi in giro e farsi un’idea propria).

Il problema è che quello che c’è al di là della Siepe sembra sempre molto fico – a me per prima, beninteso. Finché non mi è successo, una notte di viaggiare e vedere una grande ombra nera che sembrava un enorme cavallo, lungo e magrissimo, che attraversava il cielo sopra il pascolo dei cavalli e ho avuto il TERRORE che fosse un pessimo presagio di morte. Così come le ansie notturne, quelle dell’ora maledetta tra le 3 e le 4 del mattino… quella è la Caccia Selvatica, non una pittoresca processione volante in stile gotico-decadente.
Riflettevo su questa fissa che abbiamo di aspettarci sempre qualcosa di fantastico, epico, visivamente ed emotivamente appagante. Vorrei poter dire “se mi avessero spiegato meglio…” ma la verità è che è tutto spiegato molto bene, sono io che non avevo orecchie per intendere, perché “selvaggio” è sempre una visione tipo Sant’Eustachio con il cervo maestoso con le corna che brillano.
Riflettevo sulle medaglie, sui loro rovesci e sul fatto che ci vogliano delle spalle piuttosto larghe per portarli, il che mi rende diffidente nei confronti dei gracili di spirito.

Sempre stando al saggio di Juniper, una delle massime di vita della brava Strega è Know Thyself, “Conosci te stesso”, che poi è la prima delle famose Tredici Colonne condivise da un sacco di sentieri diversi.
Poi, a quanto pare, l’equivalente (o quasi) del/la Rede wiccan per l’Hedgewitchery è Do only what is needed, “Fa’ solo ciò che è (strettamente) necessario”, che è un discorso molto interessante da affrontare – e non mancherò di proporlo come spunto di riflessione alla prossima Limonata – però prima di sviscerarlo in ambito hedgy preferisco aspettare di vedere se compare anche da qualche altra parte, condiviso da qualche altro autore.

Mi puzzano i soldi, ma tanto ho il naso chiuso.

Ci siamo messi a dieta (leggi: Yuri ha una dieta fatta da una nutrizionista e io mi adeguo), lui soffre perché naturalmente gli vengono in mente tutte le ricette più porcelle di questo mondo, io me la godo perché mi sembra molto comodo che qualcuno mi dica cosa mangiare giorno per giorno. Comunque mangiamo bene, ci hanno tagliato olio e sale ma non abbiamo restrizioni sulle spezie quindi anche un piatto di zucchine al vapore può diventare saporito in almeno 2-3 varianti diverse.
Nonostante tutta questa cucina salutare, però, siamo pieni di raffreddore. Speriamo che il Tachiflu non rientri nel conto delle calorie.

Finalmente dicembre. Finalmente comincio con il Goddess Bookclub, finalmente Federica Frezza carica di nuovo un video al giorno e io me ne posso beare mentre faccio colazione, finalmente ho tirato fuori di nuovo l’alberello di Yule per il davanzale e il nostro addobbo pensile per l’ingresso – le soluzioni ferret-friendly.

(A proposito di ferret-friendly: quest’anno i proventi derivanti dalla vendita del calendario di beneficienza “Dame con il Furetto” andranno alle popolazioni colpite dal terremoto di Amatrice. Se vi avanzano un 10-15 euro da spendere, ci potete fare un pensierino, e magari innamorarvi di un furetto).

Essenza Yankee ha messo in offerta profumazioni come Christmas GarlandCandy Cane Lane, Spotify ha delle playlist meravigliose un po’ per tutti gli usi, ho scoperto l’Hygge che quest’inverno i Danesi stanno esportando all’estero, e ho capito che per tutto questo tempo io non stavo facendo altro che tentare di costruirmene uno tutto mio con questi mattoncini di piccole gioie quotidiane. Ho ordinato ancora capsule Nespresso alla Sacher e alla Linzertorte. E lo Shakissimo di Nescafè quando hai mal di gola non ce lo mettiamo?
Manca solo un po’ di neve, ma la temperatura è già quella giusta. Non riesco proprio ad odiarlo, il periodo di Natale, ci sono i profumi, i colori e i sapori che mi piacciono di più. Certo adesso è anche il periodo dello sfruttamento schiavista di commesse/i e magazziniere/i, e da ex-commessa lo capisco, ma capisco anche che è il sistema che fa schifo, il fatto che ci sia più lavoro dovrebbe essere un’occasione per dare occupazione a chi non ne ha, non caricare di più chi è già sistemato.
Vabbe’ niente di nuovo sotto il sole, lo so, era giusto per essere solidale. Proprio perché ci sono passata so che i classici “tu almeno un lavoro ce l’hai” o “poi quando arriva la busta paga ti consoli” funzionano solo fino ad un certo punto.
Forza e coraggio.

In compenso hanno tolto il bendaggio a mia nonna e adesso ci aspettano due mesi di riabilitazione. Ce la faranno i nostri eroi?

L’at(ti)mosfera

Domenica mattina, uno dei momenti della settimana che preferisco. Se poi la giornata è uggiosa come oggi, ancora meglio. Anche meteorologicamente parlando questo novembre è decisamente soddisfacente, è decisamente autunnale, è decisamente quello che mi faceva voglia. Non è il massimo per uscire a fare qualche escursione – se siete passati su Sentieri e avete visto il post con le foto del nostro giretto fino all’Ander de le Mate, avrete quasi sicuramente notato il cielo coperto – ma in fondo ci accontentiamo che non piova. E comunque da quando è mancata Isabeau siamo fermi… Yuri si sta guardando in giro in cerca di un nuovo cavallo, ma è abbastanza esigente stavolta e non è facile accontentarlo.

Si conclude la settimana del Black Friday e mi ritrovo economicamente un po’ più povera ma psicologicamente arricchita di buona volontà; ho comprato la nuova videocamera che volevo – abbiamo avuto qualche disguido tecnico con le consegne ed è per questo che di fatto ho saltato una settimana di pubblicazioni, per quanto riguarda i video – e mi sono definitivamente decisa ad iscrivermi al Goddess Bookclub di Giada Carta, quindi ho comprato il libro in programma per dicembre.
Poi vabbe’ mercoledì mi hanno portato Pokémon Luna ed ho riscoperto le proprietà terapeutiche del NDS la sera, sul divano, mentre fuori piove.

E mentre io sono qui che un po’ bloggo, un po’ faccio mestieri, mia madre è tornata in ospedale con mia nonna a farle sistemare il bendaggio alla spalla; gliel’avevano rifatto mercoledì pomeriggio, e ieri mattina ha deciso che era troppo lasco, e le faceva male il braccio e non riusciva a dormire, e ha chiamato in ospedale, e le hanno detto di passare a farselo rifare, e glielo hanno rifatto poi troppo stretto, e quindi anche stanotte ha patito, e avanti…
Mia mamma si sta già pregustando la pensione e i figli grandi e autonomi e fuori di casa, vuole uscire e viaggiare, ma naturalmente queste non sono buone premesse, pure se degli affari di mia nonna ormai sto prendendo le redini io, per quanto possibile. Anche perché io non abiterò tutta la vita qui a 100 metri da casa loro, mi auguro.
Sta entrando in un circolo vizioso in cui non si muove perché ha male dappertutto, ma più sta ferma e si impigrisce, più faticoso diventa ricominciare a muoversi. In casa non fa praticamente altro che stare sul divano a guardare la tv, e quindi si rincretinisce, e più si rincretinisce meno ha voglia di uscire – anche perché ha tutte le sue fisime sull’avere una brutta cera, e non vuole farsi vedere in giro in certe condizioni, ecc. ecc.
Sono settimane noiose. Faccio le pulizie, ma non è che questo porti via tanto tempo, soprattutto adesso che anche di notte vuol restare a dormire sul divano, perché dice che se non riesce a prender sonno almeno si guarda la tv. Quando capita le faccio qualche commissione, qualche telefonata in giro tra commercialista, avvocato e proprietà edilizia, ma anche queste (per fortuna!) sono evenienze abbastanza rare. Ho cominciato a portarmi un libro da leggere nella parentesi di nullafacenza da quando finisco di far mestieri a quando è ora di cominciare a farle da mangiare, così ho finito A Druid’s Herbal in un tempo record e ho cominciato Guida Insolita delle Dolomiti (di cui però non credo farò mai una videorecensione per il canale).

Comincio a sentire aria di Yule nonostante le temperature siano ancora per niente invernali, così ho definitivamente fatto piazza pulita di foglie autunnali e zucche varie ed ho cominciato a tirare fuori qualcosa di più adatto alla stagione. Sto aspettando la prima settimana di dicembre per poter cominciare a spandere addobbi in tutta la casa. Stamattina, quando ho fatto tirare giù a Yuri le decorazioni con le bacche rosse che di solito metto intorno al terrario di Vespira, mi ha guardato con sofferenza perché awww è di nuovo QUEL periodo dell’anno??
Poi però secondo me piace anche a lui tornare a casa e trovarci un po’ di atmosfera.

Più o meno a proposito di atmosfere, in questi giorni con le Bruts stiamo parlando di crisi mistiche. Io ad esempio sono una persona per cui la giusta atmosfera conta tantissimo, per qualsiasi cosa, figuriamoci per praticare. Amo le luci soffuse e calde, le candele sui davanzali – specialmente se sono le Yankee! – le decorazioni appese alle finestre, la musica di sottofondo. Amo quello che Giada Carta chiama “stay-treat”, e beninteso lo amavo e lo creavo anche prima di conoscere Giada, ma le riconosco il merito di aver coniato un termine così calzante… il treat che richiama il rifugio ma che è anche un premio, un dolcetto, uno sfizio.
Lo stay-treat è stato quasi sempre la soluzione alle mie crisi mistiche, la luce in fondo al tunnel. Per tornare un attimo indietro alla vecchia lezione sul kairos (vedi che sono brava e assimilo?), lo stay-treat per me è sì un luogo, ma anche un momento catartico in cui le circostanze sono propizie per chiedermi “cos’è che ti farebbe stare bene in questo momento?” e, soprattutto, mettere giù un piano d’azione orientato in tal senso. Tra l’altro mi è venuta in mente una supplente che ci capitò alle elementari, che veniva dal Sud, e che noi bambini malefici prendevamo in giro per la sua pronuncia quando diceva attimosferaIl kairos è un po’ un’attimosfera, da questo punto di vista, dai.
La crisi mistica arriva quando ti accorgi che la tua routine non ha più senso, non ti soddisfa, non funziona, non ti rappresenta più; allora nello stay-treat ne comincia la creazione di una nuova. L’atmosfera giusta è il terreno fertile per nuove le ispirazioni.
Secondo me la crisi mistica è qualcosa che richiede cambiamento e, nella fattispecie, rinnovamento. Non conosco nessuno che abbia superato con successo la sua Dark Night Of The Soul e poi abbia ripreso le sue vecchie abitudini nella stessa identica maniera in cui lo faceva prima.
Quindi, tirando le somme: Rimedio Uno alle Crisi Mistiche Secondo Giulia = (ri)creare l’atmosfera.

Le mie amiche hanno le gambe pelose.

Domenica scorsa siamo stati all’Animals di Bassano; per noi abituati al Reptiles Day sarebbe una trasferta abbastanza inutile, ma sapevamo di trovarci Amaus e lui continua ad avere topi e ratti al miglior prezzo disponibile, quindi un giretto era più che legittimo. Il “problema” era che c’era anche Zalix, che come tarantolaro è molto valido, e accidenti a lui aveva quella Avicularia Versicolor che volevo sin da quando le ho viste nel feed di @spideriffic su Instagram. Quindi siamo tornati a casa con otto gambe in più, ed io sono in visibilio perché Princess Antilla è BELLISSIMA.

Al contrario dei piccoli spawn of Satan, questa è abbastanza mite e si può maneggiare, ma la cosa veramente favolosa è che si muove con la grazia di una ballerina di velluto. Poi, vabbe’, non sono ancora riuscita a farle una foto che le renda giustizia, ma i colori sono spettacolari. SpettacolOri. Quello.

Continuano i miei sforzi per mantenere un novembre produttivo e soddisfacente. Venerdì ero a casa in ferie per San Martino, Yuri ha spignattato tutto il giorno perché avevamo una Serata Ramen con Erik & Sabrina, e io ne ho approfittato per l’Ultimate Decluttering: mettergli a posto la scrivania. Neanche fossi sua madre.
Può dare la colpa a Giada Carta, che mi fa lavorare su alcune priorità della mia vita e, ahilui, per quanto riguarda la categoria “spazi” il suo disordine mi crea dei problemi. Tra l’altro è risaputo che la polvere trattiene le negatività ú_ú.

Giovedì sera con Sara e Laura siamo stati ad uno psicodramma sulla “rinascita dalle proprie ceneri” condotto da una psicologa/psicoterapeuta junghiana, nell’ambito della rassegna Passi e Trapassi (a cui puntualmente tutti gli anni mi dico che dovrei prestare più attenzione). Mi piace, lo psicodramma, mi piace l’idea di mettere in scena le proprie questioni e di vederle dalla regia, una volta tanto. E tutto sommato mi garba anche l’idea della terapia di gruppo perché credo sia molto costruttivo sentir parlare persone che non conosci e che non hanno nulla di “precostituito” nei tuoi confronti. Certo – come ha detto Yuri tornando a casa – nell’ambito della pratica di congrega abbiamo fatto introspezioni anche più profonde di così, però indubbiamente il metodo mi ha convinto.

Riflettevo, ad un certo punto, sulle amicizie… è una cosa che ho notato stando appresso a mia nonna quando parla con le sue amiche,

(…e apro una piccola parentesi ilare: giovedì sera la psicoterapeuta ha parlato dei “Death Cafè”, fondamentalmente incontri in cui la gente si trova a parlare di morte. Avrei voluto dirle che non si sono inventati niente, mia nonna e le sue comari di Jesolo lo fanno già da anni e anni XD)

…ci sono momenti in cui si compatiscono a vicenda, ma ce ne sono molti altri in cui invece si rimproverano del fatto di lamentarsi troppo. Che non è, beninteso, quell’odiosa abitudine di certe persone depresse a fare a gara a chi sta peggio, è che proprio di quando in quando si chiudono il becco. Anche perché, obiettivamente, spesso e volentieri questo accade mentre sono sedute al tavolino del bar a fare le allegre comari dell’Inpsor, quindi tanto male non stanno.
Non per questo si offendono, non per questo smettono di essere amiche e non si cercano più.
Non viene da chiedersi legittimamente quale diavoleria sia all’opera? Perché noi non riusciamo più a dissentire su qualcosa senza litigare? Perché le nostre relazioni sono così fragili?

Una settimana alla volta…

Ho cominciato questo post stamattina, erano quasi le 11, avevo finito tutti i mestieri che avevo in programma e mia nonna se la dormiva della grossa sul divano. Giovedì pomeriggio è caduta dalle scale e si è fratturata una spalla, oltre ad avere ammaccature qui e lì ed una brutta abrasione sullo stinco sinistro che, per via delle sue condizioni e dei medicinali che prende, è un vistoso macello che un infermiere volontario della CroceBLu deve venire a medicare una volta ogni due giorni. Insomma, per un po’ abbiamo finito di andare a spasso la mattina – anche se con il diluvio non ci saremmo andate in ogni caso.
Le mie mattine si prospettano lunghe e uggiose, se manteniamo questo andazzo penso che mi organizzerò con qualcosa da leggere o da scrivere.
Uno dei miei buoni propositi per l’anno nuovo è stato quello di aprirmi un account efp dove pubblicare cose; ultimamente, seguendo una fortuita ondata di Motivazione, ho scaricato un’app di scrittura per il cellulare, ed effettivamente ho cominciato davvero ad usarla… Per lo più si tratta di brevi spezzoni di ruolate online, il background del mio personaggio per la prossima campagna di gdr (la nostra gloriosa avventura di Eberron è terminata la settimana scorsa dopo tre anni di peripezie, ci sono relazioni che durano molto meno!) e cose del genere. Pian pianino le riorganizzerò, le esporterò via mail e le pubblicherò – poi non mancherò di divulgare i dettagli.

Quanto a letture, mi sto dedicando al Witch Way Magazine di novembre. Sono arrivati a quota 90 pagine, è una signora rivista!
Sto prendendo dimestichezza con il programma di editing dei video (anche se non riesco a capire per quale ragione le impostazioni della qualità che gli imposto non corrispondano poi all’effettivo risultato) e mi stanno venendo in mente delle idee carine per il mio canale. Credo inoltre che WWMag sia un prodotto degno di considerazione e mi farebbe piacere fargli un pochino di pubblicità. Quindi stay tuned, che in qualche maniera mi attivo.
Mettermi CON CALMA a lavorare al mio primo video pubblico dopo tanto tempo mi ha messo di buon umore e mi ha lasciato addosso un indefinito senso di soddisfazione.
Alle fine non so perché io mi faccia tanti scrupoli quando si tratta di going social, quando chiaramente è una cosa che in fondo mi va di fare ed è ora che tutto il lavoro in stile “Big Magic” che sto cercando di fare su di Me Medesima cominci a dare qualche frutto. No?

Mr. Wonderful si sta infittendo. È vero che già solo con la routine delle bestie (nonna e Yuri compresi…) arrivo a buon punto, ma mi sto imbarcando anche in un tot di altre cose in cui voglio investire del tempo, prima fra tutte il (per)corso “Deciditi!” di Giada Carta. Lei è stata una piacevole scoperta che ho fatto tramite Chiara, e questo programma gratuito mi è parso molto propizio al momento, anche per capire meglio chi sia, cosa faccia e come lo faccia. Mi piace che una persona proponga un tipo di percorso di crescita personale/spirituale al femminile incentrato su sé stessi, piuttosto che le solite battaglie nazifemministe contro la società patriarcale tutt’intorno; la trovo una tecnica molto più efficace e anche molto più coerente. Più innovativa, tra tante virgolette.

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Insomma, sono motivata e carica, finalmente!

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