"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

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Il pollice peloso

Ho finito di leggere Big Magic, e devo trovare il modo di procurarmene una versione cartacea in cui poter tornare a rifugiarmi nel momento del bisogno, perché penso che non potrò più fare a meno di questo libro ed il formato kindle non mi basta – per quanto io sia grata della sua esistenza, giacché in principio non ero molto motivata a comprarlo a prezzo pieno in edizione cartacea.
Non ritengo che sia un capolavoro nel senso assoluto del termine (che poi… ne esiste veramente uno, di senso?), ma MI PARLA, è questo è molto importante per me. Sta succedendo esattamente quello che Elizabeth Gilbert aveva pronosticato che sarebbe successo: se potessi mai un giorno incontrarla di persona, sarei una di quelle persone che l’avvicinerebbero per dirle “penso proprio che abbia scritto questo libro per me“.
Credo che mi abbia dato il meglio di sé con la riflessione del Martire vs. Trickster; ti fa capire che “vivere una vita creativa” non significa solo e semplicemente trovare nella propria quotidianità uno spazio e delle energie da dedicare a qualcosa che ci portiamo dentro e che invece dovremmo lasciar affiorare, ma anche di costruirci attorno tutto uno stile di vita compatibile. Molto in sintesi, è inutile illudersi di “essere creativi” in virtù del fatto che, magari, ogni mese sforniamo un racconto o un fumetto, quando poi magari per tutto il resto della nostra esistenza siamo succubi di una mentalità da martiri che ci ha resi schiavi di una vita che ci castra in tutto il resto.
Insomma, il fine ultimo non è il dedicarsi all’attività in sé, è cambiare in meglio.

Poi ad un certo punto, verso la fine, la Gilbert porta come esempio una sua conoscente che insegnate tecniche ambientali, o qualcosa del genere, e a tutti i suoi nuovi studenti domanda “Quanti di voi amano la Natura? E quanti di voi pensano che la Natura ricambi questo amore?”. Di solito, dice lei, alla prima domanda si alzano un sacco di mani, alla seconda non se ne alza nessuna.
Io ci pensavo ieri… Angela e Ray hanno fatto un’improvvisata al Beltane di Masserano e ci avevano chiesto di andare con loro, ma per noi è veramente troppo lontano perché ne valga anche lontanamente la pena. Tuttavia devo confessare che un pochino mi è dispiaciuto dover declinare l’invito, è tanto che non ci vediamo e ci saremmo divertiti.
Ad ogni modo, ieri pomeriggio era una splendida giornata e ne abbiamo approfittato per fare ancora qualche lavoro di manutenzione dai cavalli. Tra ieri ed oggi sembra che sia sbocciata l’estate tutta in un colpo, siamo passati dal giubbetto di pelle alle magliettine traforate.

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Io credo che un pochino, in fondo, la Natura mi ami, sì. Se voleva tirarmi su il morale con qualcosa di speciale c’è riuscita perfettamente.

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Stavamo portando nuovi pali verso la parte più a monte dei recinti, quando il cane ha stanato mamma fagiano con tutti i suoi pulcini. Recuperati, asciugati dalla bava del cane e controllato che non ci fosse niente di rotto, abbiamo fatto una fotina di gruppo prima di rimetterli tra le more e lasciare che la mamma se li radunasse.

Papà fagiano invece razzolava come al solito insieme alle cavalle. A lui non frega niente, è proprio un pollastro, si ruba il mais di Isabeau.

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Tirando le somme della settimana… venerdì mattina è nata la pupa di Nicoletta e Vito ed è andato tutto bene, se non ho capito male domani le rimandano a casa ma io temo che dovrò rimandare la visita pastorale perché sono piena di raffreddore. Groan. Stasera mi sento uno straccio, complice sicuramente la mattina passata in fiera per il Reptiles Day. Sono cotta. Ho debellato un mal di gola incalzante in tempi record, ma in compenso mi sento la testa come un pallone, mi fanno male tutti i muscoli – però quello potrebbe essere dovuto alle fatiche di sabato pomeriggio/sera – e persino mangiare il gelato mi dà fastidio, come un brainfreeze diffuso fin sugli zigomi. Oh, e non dimentichiamo le Amiche di Mestre.

Però la famiglia si è allargata ancora un pochino, sì. Abbiamo portato a casa due nuove/i aracnobimbe/i (non si sa, hanno pochi mesi e non si riescono a sessare).
La prima – anzi, il primo, perché molto probabilmente è un maschietto – è una Poecilotheria Metallica. Una tarantola che gli Schultz nel loro libro definiscono stunningly beautiful, stunningly expensive, ma che noi abbiamo comprato per 35 euro probabilmente perché c’è la possibilità che sia un maschietto, e i maschietti mediamente non li vuole nessuno perché vivono molto meno delle femmine. Lo abbiamo chiamato Puntino, perché quando siamo passati al banco dei ragazzi di Aracnofilia.org, Gaborri ci ha dato un’occhiata e ha detto “è maschio, c’è il puntino!“. Non è che sia sicuro al 100%, ma Puntino era un nome ridicolo abbastanza da fare il paio con Peletti.

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Puntino ovviamente è quello sopra, la foto sotto è di un adulto random, preso dal web. Qui non si vede ancora niente di blu, salvo giusto dei riflessi sulle zampe che in foto sono venuti solamente con il macro della reflex. Ma noi crediamo in te, Puntino.

Poi, sempre il buon Gaborri, ad un certo punto ha chiesto a Yuri se se la sentisse di provare con qualcosa di più impegnativo, e gli ha regalato una Stromatopelma Calceatum delle sue. Dev’essere una specie di belva di Satana, altro che la povera Peletti; sembra anche molto molto bellina dalle foto che ho guardato online.

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Lei/lui si chiama Baboon. Dal nome americano, Feather Leg Baboon.
Naturalmente Yuri è stato tutto il giorno in preda a paranoie del tipo “non dovevo accettare, non sono abbastanza esperto, queste sono feroci, ecc. ecc.”.
Io dico che se non l’avesse ritenuto all’altezza, non gliel’avrebbe regalata. E poi è sempre stato disponibilissimo, se avremo bisogno di aiuto ci faremo sentire. Tanto, a quanto pare, anche quest’anno si replica ai primi di settembre❤

Oh io mi aspetto gli Animal Spirit in consegna questa settimana, il track me li dà a Milano ormai!

Breve e sommario

Il tè in capsule è come una sveltina, ci vuole pochissimo ma ha il suo perché. Il TuttoCapsule ha traslocato in un posticino decisamente più a portata di mano, ed anche questa è cosa buona e giusta. Così, tanto per cominciare il post con qualcosa di piacevole.

Siamo arrivati (incolumi) al sedici di maggio e fa freddino. L’industria del gelato ancora non ha ingranato – sebbene noi sabato sera si fosse al Dolci Delizie per una banana split – il cielo non ha un colore rassicurante per la stragrande parte della giornata e io, domenica mattina, con il favore della bioraria, ho resuscitato il deumidificatore per la camera.
Non ho avuto tempo di prepararmi un post da pubblicare puntualmente domenica pomeriggio. Colpa di Sara ù_ù. Ad ogni modo, è stata una settimana monotona caratterizzata da mattine più o meno soleggiate e pomeriggi uggiosi e piovosi all’insegna del teino e di Warframe in cooperative più o meno numerose. Da sola non ci gioco mai, non è abbastanza divertente.

L’altro giorno, mia nonna stava per cestinare impunemente un altro mazzo di fiori finti, un bel mucchio in bianco di roselline, garofani e altri fiorellini più piccoli al di là delle mie conoscenze in materia; mi sono divertita con beneauguranza ad addobbare ulteriormente le corna del cervo, è venuto bel che no se sa, però mi sa che non è servito a granché. Guardo con invidia le foto delle vostre bellissime fragole rosse, mentre quelle del dentista di mia nonna, mercoledì, erano ancora tutte tristemente verdi.

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Lunedì pomeriggio mi sono appostata sul sito dei The Wild Unknown per accaparrarmi un mazzo del nuovo Animal Spirit. Adesso non resta  che mettersi l’anima in pace per 3-4 settimane mentre la spedizione attraversa l’oceano e, soprattutto, un tot di insidiose dogane. Una volta pensavo che quando avessi trovato il “mazzo del mio cuore” avrei smesso di cercare altri oracoli o tarocchi, invece ora mi rendo conto che sarebbe un po’ come fissarsi su un’unica migliore amica e tagliare i ponti con tutti gli altri. Sto, per così dire, creando i miei rapporti con le mie carte; ci sono particolari momenti o particolari letture che sento di voler fare con un mazzo piuttosto che con un altro, e mi rendo conto che ognuno di loro parla la propria lingua… il Moon Phases Oracle, ad esempio, è molto semplice e diretto, il Rackham è decisamente più criptico e oscuro (e per questo anche molto intrigante…). Insomma, è già da diversi mesi che ho intrapreso questo tipo di percorso come non avevo mai fatto finora e ne sono sempre più affascinata. Ogni tanto mi torna in mente una cosa che ha detto Chiara: che bello essere noi.

Mercoledì abbiamo portato mio fratello e la sua ragazza a fare un giretto a cavallo – noi più o meno a piedi – in realtà tutto perché il vecchio della casa accanto non vuole che gli calpestiamo il nostro prato perché ci deve fare il fieno. Stiamo zitti perché ci ha calato l’affitto da quando siamo rimasti solo noi due, e comunque poi il fieno me lo rende, ma insomma…
Comunque mi ha fatto piacere vedere che alla fine mio fratello abbia vinto la paura del cavallo e si sia portato Isabeau tutto da solo (e con le staffe della mia misura…); m’è parso soddisfatto pure lui, continuava a ripetere c’è feeling, c’è feeling! Mia mamma dice che è il suo ultimo tormentone😛

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Sono belle giornate. Ogni tanto c’è qualche parentesi burrascosa, proprio nel senso meteorologico del termine, ma per il resto il tempo mette decisamente voglia di aria aperta, verde e grigliate in compagnia. Purtroppo è la stessa solfa tutti gli anni, esplodono le allergie e tra Yuri e Guinness in questa casa c’è pena. Tutti escono e noi ci rinchiudiamo in casa tra antistaminici, cortisone e fazzoletti mocciosi.
Qualcuno di SANO mi adotti fino ad estate inoltrata.

Beltane’s Blessings

C’è una sorta di ritorno all’autunno questa settimana, a quanto pare. Non riesco a dire nemmeno che mi dispiaccia su tutta la linea perché il teino del pomeriggio è sempre un po’ più buono quando fuori è buio, freddo e diluvia… però, insomma, riguardare le foto dell’anno scorso su Facebook e vedere che in questi giorni andavamo a cavallo in maniche corte è abbastanza sconfortante.
È confortante il pensiero che abbiamo risparmiato un sacco sul fieno quest’anno, ma è un altro discorso.

Sull’onda del checazzomimetto, ho rubato a mio padre il suo vecchio giubbotto da moto che da anni ormai giaceva inutilizzato nell’armadio in camera di mio fratello. Mi sento molto badass quando vado in giro con quello… salvo poi tirare fuori un ombrellino da borsetta rosa a pois con i profili a balze color crema che è la morte sua. Me lo ha prestato mia madre una mattina che rischiavo di prendere pioggia, non so perché non gliel’abbia ancora restituito. È che è così brutto che è quasi culto.

Mercoledì mattina mia nonna stava per compiere il sacrilegio di buttare via un mazzo di finti boccioli di rosa soltanto perché il gambo era tutto storto e rovinato. Adesso quei gambi sono stati tagliati e i boccioli fanno bella mostra di sé sul mio altare di Beltane. E sì, metto anche fiori finti sull’altare. Un conto è il mazzolino di bucaneve, o di anemoni e primule, quando sui prati ce n’è a profusione, ma alla fine, quando è ora di restituirli appassiti alla terra, penso sempre di averli sacrificati per portare un po’ di energie primaverili in casa e mi domando se non ce ne fosse più bisogno fuori, soprattutto quando poi è una primavera bislacca come questa. E la moria di api degli ultimi anni.
I boccioli finti, invece, saranno lì pronti per essere usati anche l’anno prossimo, e quello dopo, e quello dopo ancora… se non li perdo >_>

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Un’altra new entry, sempre di mercoledì tra l’altro, è stato il mala che ho comprato da Coco And Lime (che poi sarebbe una carinissima ragazza austriaca di nome Katrin, trovata su Etsy). Sono ESTREMAMENTE vulnerabile ai trend di Instagram… ma diciamola in maniera più costruttiva, diciamo che sono perennemente alla ricerca di nuove ispirazioni.
Mi rendo conto che anche i mala beads siano un po’ la scoperta dell’acqua calda – anche per me medesima. L’estate scorsa mia madre è stata in Tibet (ogni tanto ripeto le cose a mo’ di presentatore televisivo, del tipo “Per chi si fosse sintonizzato in questo istante…”) e una delle cose che ha portato a casa come souvenir sono stati proprio un tot di mala. Erano per lo più di legno, con lo spago elastico, a parte uno che le aveva espressamente chiesto di comprare mio fratello, e quello era decisamente di qualità superiore. Volevo qualcosa del genere, in questo momento. Tra l’altro, essendo io patita di Pietre&Cristalli, mi sono innamorata dei mala creati con determinate combinazioni di cristalli (o cristalli e legno) per uno scopo specifico. Purtroppo, nel corso delle mie surfate selvagge online, mi sono resa conto che questo fa lievitare il prezzo… se punti a materiali di una certa qualità, naturalmente. Nonché ad un rapporto sensato tra il costo dell’oggetto in sé e le spese di spedizione <alza gli occhi al cielo>.
Penso che quello che mi abbia orientata ai mala proprio adesso siano le loro decantate proprietà coadiuvanti della serenità interiore. Nonostante sia passato un mese ormai da che la Nonna2 non è più un mio problema (lo sottolineo a me stessa ogni volta che posso), ovviamente capita ancora di nominarla, o sentirla nominare, e tuttora il pensiero mi mette profondamente a disagio. A sentire di tutte le trame che sta tentando di ordire perché è il compleanno di uno dei nipoti, e poi la settimana prossima la Festa della Mamma… mi si risvegliano ricordi angoscianti. Ogni tanto di notte mi sogno che sono ancora lì. Insomma, non ho mai voluto ammettere che fosse così terribile perché non era una cosa razionale e nessuno mi avrebbe capito, ma alla fine mi sono arresa all’idea che, quantomeno per me, è stato così e che il processo di disintossicazione sta richiedendo più tempo del previsto.

Scegliere uno dei mala di Katrin è stato arduo… la sua Forest Collection ha un pezzo più bello dell’altro. Alla fine ho scelto il mala “della Quercia”, un po’ per sentimento e un po’ perché mi sono innamorata dei suoi colori – e quando è arrivato decisamente non ha disatteso le mie aspettative.
Non so… non avrei voluto comprarlo da Amazon o da qualche altro grosso rivenditore di questo tipo, penso che avrebbe perso un po’ di spirito. Ad ogni modo, è arrivato in meno di 3 giorni e ne sono follemente innamorata.

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Tornando brevemente al discorso “disintossicazione”, uno dei provvedimenti che ho deciso di prendere in tal senso è quello di variare un pochino la mia routine mattutina – quella della colazione. In questo, la lettura di Big Magic mi sta motivando tantissimo.
Ho ricaricato il vecchio netbook e questa settimana ho dedicato la mia pausa caffè alla stesura di questo post; se e quando, prossimamente, sarò a corto di argomenti per il blog, ho deciso che mi sforzerò di riprendere in mano qualche raccontino. Per i diari delle mie memorie ci saranno altri momenti… siccome mi piaceva l’idea di cominciare la nuova agenda esattamente in concomitanza di Beltane, ma ho già finito quella vecchia, ho già cominciato a prendere note sparse tramite app con la prospettiva di stamparle (e alla fine mi sono riscaricata l’app Moleskine, perché i primi amori sono davvero duri a morire), e ho già constatato che per buttare giù così qualche riga il tempo lo trovo praticamente sempre. Multimediale è bello e quindi perché no?

Insomma, buon Beltane! Il mio è agli sgoccioli ormai, ma ce lo siamo goduto😉

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Aspettando Beltane…

Mi sto addentrando nel mer(d)aviglioso mondo delle scartoffie di mia nonna.
Ognuno di noi ha le sue scartoffie, indubbiamente, ma mia nonna ne ha una quantità particolare. Ce n’era un mucchio con tutta la documentazione che doveva spedire alla sua mutua per avere il rimborso delle spese degli apparecchi acustici, ma all’inizio della settimana mancavano il foglio dell’autocertificazione della spesa sostenuta la ricevuta del bonifico fatto in banca. Lunedì mattina siamo tornate dalla commercialista per vedere se per caso suddetta ricevuta era rimasta presa in mezzo per sbaglio a tutto un altro malloppo di carte che servono per le detrazioni dei lavori di rifacimento degli infisse, ma lì non c’era, e in compenso abbiamo scoperto che ci sono degli aggiustamenti da fare su alcune visure catastali, e avanti con la processione
A giugno ha il rinnovo della patente: ha presentato il modulo dell’ulss per l’autocertificazione – che per altro il suo medico di base l’ha aiutata a compilare – ma la signora dell’agenzia pratiche auto non era sicura che andasse bene perché l’email/promemoria che aveva in mano (e di cui non c’è stato verso di avere una fotocopia o equivalente) diceva “anamnestico del medico curante”. Allora, sempre lunedì mattina, siamo state dal suo medico che ha detto – in soldoni – che se non ci sono patologie particolari, come nel suo caso, si possono far bastare l’autocertificazione.
Martedì mattina con l’assistenza iscritti della mutua ci ho parlato io e mi sono fatta spiegare come compilare i moduli del rimborso e che documentazione ci va allegata, quindi ho riunito di nuovo tutte le carte del caso (perché nel frattempo lunedì pomeriggio mia nonna e mia mamma hannotoccatomannaggiavvoiveletaglioquellemani) e le ho preparate per essere spedite.
Mercoledì mattina siamo state qualcosa come quasi due ore alla Proprietà Edilizia per una questione con un’inquilina che non paga le spese condominiali, e per delle visure catastali che vanno aggiornate e sistemate con le correzioni di successioni e donazioni che sono state fatte sbagliate (vedi lunedì).
Giovedì ho spedito il plico per la mutua e la raccomandata con l’ingiunzione di pagamento per l’inquilina, nel frattempo è arrivata una fattura da saldare allo studio della commercialista per cui venerdì siamo tornate lì a pagare e a riconsegnare un modulo con il consenso alle pratiche per il calcolo della TASI eccetera eccetera.
Sono come i Rotoloni Regina, non finiscono mai… tuuuduu… tudududududududuuuu…

Ormai mia nonna delega a me qualsiasi cosa, tra un po’ mi chiederà persino di stare attenta a cosa le dice la cassiera al supermercato… A lei non par vero, io tutto sommato lo trovo stranamente divertente, discretamente stimolante ma – sopratutto – sicuramente utile in una prospettiva in cui facilmente resteremo io e mia madre a gestire tutta la baracca, e mia madre decisamente non è portata. Almeno mia nonna mi dà MOLTE gratificazioni. Oltre ad avermi rivalutata come ‘donna di casa’, adesso mi ha rivalutato anche come ‘donna di lavoro’ e sta tessendo le mie lodi in lungo e in largo. Venerdì la sua amica Annamaria, ribadendo per l’ennesima volta che “lei e mia nonna sono sorelle”, mi ha chiesto se ero disposta a prendermela come seconda nonna.

Mercoledì poi è successa una cosa carina: l’Healing Moon Book Club (che fa riferimento a @cherisehealingmoon su Instagram, ne accennavo nel mio vecchio post del 6 marzo) ha cominciato la lettura di un nuovo libro che, nella fattispecie, è Big Magic: Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa – sì, anche questo è disponibile in italiano.
Ho pensato che fosse proprio un segno; di mio non credo molto alle coincidenze, ma quando ho letto quel titolo è stato davvero come se tutto quello che era venuto fuori nelle tavolate mi fosse stato di nuovo sbattuto davanti al naso. Inutile dire che quel pomeriggio ho comprato il libro in formato kindle, ne ho letto subito il primo capitolo e l’ho adorato. Non vedo l’ora che escano anche le proposte di lavoro/discussione.

Ieri mattina alle 6 Yuri è partito per il meeting di scherma, io sono rimasta a custodia dello zoo… so già che questo weekend “lungo” mi volerà senza neanche che me ne accorga.

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Mi sono accorta di aver comprato un’agenda senza righe, una cosa che più o meno detesto perché riguardare la pagina e vederci le scritte tutte leggermente sghembe mi urta i sentimenti. Ma la prendo con filosofia, la filosofia del “tutto accade per un motivo” – sì, che sono distratta quando faccio gli ordini da Amazon – e quindi dai, rompiamo gli schemi. Magari è la volta che comincio anche a fare dei disegni.

Altri libri sono arrivati in ordine sparso e in anticipo sulle date previste per la consegna (che, beninteso, è sempre cosa buona e giusta). Singing the Soul Back Home è arrivato martedì e Shamanism Bible mercoledì. Che dire? Mi piacciono i Matthews. Il Companion Workbook del Warrior Goddess Training è arrivato giovedì e il Warrior Goddess Training vero e proprio è previsto per lunedì. Secondo me ormai Amazon ragiona in termini di “sei un utente Prime, la spedizione non la paghi, cazzotene se ti facciamo quattro pacchetti diversi?”.

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Sì, mi dà un po’ fastidio. Primo, c’è la quantità assurda di cartone con cui ho già per metà riempito il mio sacco per la differenziata – ma pazienza, il cartone si ricicla. Secondo, da buona tendente all’ossessione-compulsione non è bello che mi mandiate prima il libro degli esercizi del libro di testo – ennonsifa, nonnò. Terzo… non so, ci tengo particolarmente ad avere quel libro, e non solo perché viene copiosamente citato da tante donne che seguo su Instagram. Magari poi neanche lo leggo subito e lo metto ad aspettare il suo turno in lista sorteggio, del resto io vado a paturnie; però dopo aver tanto discusso con Yuri e Sara di evoluzione spirituale e di “femminismo con gli asterischi” (quello che si ribella al fatto che il plurale misto in italiano si scriva con il maschile e quindi al posto di, chessò, ‘tutti’ o ‘tutti/e’ scrive ‘tutt*’) voglio vedere questo com’è. Voglio vedere se scopro qualcosa che finora mi stavo perdendo, magari poi scopro che credevo di vivere bene la mia femminilità sacra e invece non era vero niente, magari scopro che sbagliavo a fregarmene dei generi (…e a odiare tutti indistintamente).
Tra i libri di mia nonna ho trovato Come Diventare Buddha In Cinque Settimane di Giulio Cesare Giacobbe e ne ho già letto un paio di capitoli durante tempi morti vari ed eventuali, poi credo che lo porterò a casa da Yuri perché penso che meriti che lo legga anche lui.

Mi sono fatta un piccolo esame di coscienza per quanto riguarda questa mia smania di comprare libri paganelli, Yuri dice che sono monomaniaca… ma è la mia collezione. Quando collezioni francobolli, nell’album dei francobolli ci sono solo francobolli, non ci metti anche le conchiglie ù_ù
Scherzi a parte, dopo questo exploit mi darò un’altra calmata, perché la mia lista dei “To-read” è veramente scandalosamente lunga e ho finito di nuovo lo spazio sulla libreria. Pian pianino sto riempiendo anche il mio BoS Cloud, eh? Sono piccole soddisfazioni.

È capitata una piccola gag intanto che finivo di scrivere questo post, poco fa… Yuri mi ha regalato il suo vecchio mouse da gaming di Warcraft, perché il mio non andava bene per cecchinare i nemici con arco e frecce su Warframe. È un mouse enorme e pieno di tasti che io spesso e volentieri pigio senza volerlo, e in cui erano ancora memorizzate tutte le macro temporizzate di quando lo usava lui. Ma questo io lo so adesso. Stamattina, ad un certo punto, stavo guardando questa schermata cercando l’ispirazione per continuare, quando cominciano a comparire dei numeri in coda a quello che stavo scrivendo, uno dopo l’altro, in una serie che si ripeteva. Dopo lo smarrimento iniziale – non stavo toccando nulla! – ho intuito che potesse trattarsi del mouse (ogni tanto su Warframe semino involontariamente segnali in giro perché uno dei tasti è associato alla lettera G) e ho chiamato Yuri. La gag è stata:
«Yuri, il mouse dà i numeri»
«In che senso?»
«Letterale!»
Sono sagace come una tinca.

Me-morie

Di questa settimana mi ricordo il SONNO. Perenne, ineluttabile, inspiegabile, invincibile sonno. Shottini di espresso come l’acqua fresca proprio. Non è che di notte non riesca a dormire o qualcosa del genere… è proprio che non ne ho mai abbastanza. Forse dovrei ricominciare a prendere il magnesio.

Ho ordinato un’altra Paperblanks, quella attuale è agli sgoccioli. L’avevo cominciata a Samhain, mi ha accompagnato praticamente per metà dell’anno giusta giusta, è la prima volta che un diario mi dura così poco. La prossima – ho già deciso – la integrerò con fogli sparsi di annotazioni di divinazioni, sogni, impressioni varie ed eventuali che al momento sto annotando sul cellulare (per motivi di praticità) con un’app che si chiama Intuition Journal. Posso auto-inviarmi gli articoli via mail e stamparli, così raccolgo tutto in un unico posto.
Nonostante tutto, incredibilmente, di nuovo mi ritrovo alla domenica sera che non so bene che cosa scrivere. Ho consumato un sacco di carta da quando, durante l’ultima tavolata, la consegna è stata di approfondire andando al nocciolo della questione discendendo la scaletta dei “Perché?”; ma in realtà non sono ragionamenti che valga davvero la pena di condividere su un blog… non ancora, per lo meno. Magari prima o poi qualcuno degno di nota salterà fuori.
Oggi c’è stato il Blessingway di Nja, sono stata indecisa fino all’ultimo se andare o no, però quando ho saputo che sarebbe durato praticamente tutto il giorno ho deciso di no, non avevo tutto quel tempo a disposizione… ormai sui prati sta ricrescendo l’erba e noi dobbiamo approfittare delle giornate libere (a maggior ragione se non piove) per sistemare i paletti dei recinti per mandare le cavalle al pascolo. Durante la settimana generalmente non combiniamo niente di utile in quel senso, questo mese tra spese impreviste e il meeting di scherma in arrivo siamo stati a corto di soldi e Yuri si è tirato su tutti i lavoretti collaterali che è riuscito a recuperare, ragion per cui il pomeriggio è impegnato spesso e volentieri. Insomma, pazienza. Spero che ci saranno altre occasioni per festeggiare la nascita (sempre più imminente) di Melissa.
Io credo che un giorno mi renderò conto di essere in menopausa e ohiboia.

In compenso, è da poco più di una settimana che ho scoperto l’oil pulling (e l’ho sentito su Gipsy Sisters, per cui non posso nemmeno più dire che dalla tv-spazzatura non si impari niente). Consiste semplicemente nel cacciarsi in bocca un cucchiaio di olio di cocco – io lo faccio con quello di cocco perché è quello che ho in casa, poi informandomi un po’ in rete ho letto che si può fare anche con altri – e tenercelo per una ventina di minuti, tipo sciacquo. Poi lo sputi, e fa bene alle gengive, sbianca i denti, e aiuta ad eliminare i batteri sulla lingua che causano l’alitosi.
Io di solito provo queste cose “green” per conto mio, senza pubblicizzarle in giro, ma stavolta sono a corto di argomenti. Senza contare che ultimamente mi sono pure un po’ cadute le braccia perché c’è stato una sorta di “(ri)scoperta” degli oli essenziali nella pratica della Brava Modern Witch, e onestamente a noi diversamente giovani cresciuti con l’Olio 31 della Just (tanto per fare un esempio di cosa abbiamo sempre avuto nelle credenze) sembra tanto la scoperta dell’Acqua Calda.
Insomma, alla fine mi sono semplicemente detta che divulgare anche le sciocchezzuole può comunque illuminare d’immenso qualcuno, se capita.

Sempre a proposito di novità, mercoledì ero uscita con Sara a cercare una perlina per la Collana del Parto di Nja; non l’ho trovata perché siamo capitate proprio l’unico giorno in cui non c’era la titolare del negozio e la sua supplente non ci era di nessun aiuto, però sono tornata a casa con due nuove pietre che avevo adocchiato la volta scorsa: una serafinite e una pietra di sole.

Ah, e poi i libri che sono arrivati lunedì, naturalmente.

Dai, anche stavolta sono riuscita a buttare giù due righe. Domani è un altro lunedì, è un’altra settimana, mi dico ogni volta che posso riuscire a non ridurmi di nuovo all’ultimo senza una straccia di idea…

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