"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

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Hedgerow Tea Coven

Per tutti (gli adorabili) coloro che hanno mostrato entusiasmo nei confronti del mio ritorno ai video e a YouTube, posso più o meno ufficialmente annunciare che il nostro brut-progetto ambizioso di settembre oggi ha visto concretamente la prima luce sotto forma di Hedgerow Tea Coven.

Per questioni di ordine, ho deciso di avvalermi di Sentieri Poco Battuti per quanto riguarda questa cosa. In ogni caso non mancherò di segnalare (anche) qui la pubblicazione dei post rilevanti… come sto facendo adesso, per la breve introduzione che ho preparato oggi pomeriggio e che trovate qui:

>  The Hedgerow Tea Coven <<

E concludo con lo chicchissimo logo che ha preparato Chiara/NikeBrianna stamattina, mentre io penavo dietro a mia nonna che non riusciva a decidersi se comprare o no le zucchine del SuperW.

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Kairos

Mi sento un po’ in pausa di riflessione – riflessioni varie ed eventuali.
Da una parte, perché la settimana scorsa è capitata una cosa che mi ha persuaso a dedicare un tot del mio tempo alla visione di alcuni video a tema pagano, su YouTube, che normalmente ignoravo… e ci sono rimasta abbastanza sconcertata, perché anche sorvolando sull’ipocrisia imperante e sul pressapochismo generalizzato, il messaggio che passava era sbagliato e per di più abbastanza scoraggiante per un neofita – soprattutto per la persona che ha voluto venire a parlarne con me, persona che stimo e che mi ha sorpreso sapere in suddetta situazione.
Yuri, a quel punto, ha detto una cosa abbastanza scontata ma che mi ha fatto bene sentire per l’ennesima volta: dovremmo avere il dovere morale di fornire un qualche genere di controinformazione, quando quel che circola non ci piace e, soprattutto, ci pare deleterio. Rimane la solita remora nell’esporsi all’immancabile mandria di buontemponi scettici e bigotti, ma pensavo di arginare il fenomeno impostando i video privati e lasciando il link qui sul blog. Idem per quanto riguarda i commenti: disabilitati sotto il video e rimandati al relativo post. Vorrei video brevi, “introduttivi”, a cui far seguire (eventualmente) approfondimenti scritti. Mi piacerebbe cominciare, a settembre, con la YT Pagan Challenge, insieme al resto del Clan Brutbane.

Dall’altra, la questione riguarda prettamente la mia pratica… ho finito (ancora qualche tempo fa) il libro sul Channeling e sì, mi sentirei di consigliarlo perché, se non altro, le indicazioni che danno le guide spirituali sono in linea con tutto quello di cui abbiamo fatto esperienza noi con le nostre finora. Ho deciso che è una tecnica che vale la pena tentare di padroneggiare, e mi sono detta (anche alla luce di quanto ho sentito dire nei video, in un certo senso) che sarebbe stato stupido da parte mia non approfittare delle circostanze e non farmi aiutare da Yuri con la Ouija, visto che non posso sperare di infilarmi a breve in un workshop di Sanaya Roman.
Vic ha suggerito di partire con cose molto terra terra, un concetto che probabilmente passerà agli annali con la formula “canalizzare gli gnocchi”. Giuro. Aneddoti a parte, partendo dal presupposto che non mi si è ancora sopita la fregola di Big Magic e che continuo a sentire delle carenze nella mia Vita Creativa, il piano è di canalizzare qualcuno il cui estro si sposi bene con il mio e che mi dia la spintarella necessaria ad avviare il motore. Oh, e sappiamo chi sarebbe il candidato ideale, abbiamo già lavorato insieme in passato, quand’ero giovane e piena di buon tempo. Può funzionare.
La parola chiave è Kairos. L’ha detto Vic, io, mancando di studi classici, ignoravo la natura di questo concetto fino al plenilunio scorso – quando, dimessa la tavola, sono tornata all’unico vero depositario di tutto il sapere: Google. Ora che ho avuto tempo di rimuginarci su, incomincio a coglierne il significato calzante… Kairos è difficile da definire, ma insomma mi par di capire che indichi il tempo non come “durata” (cioè come Chronos) ma come “qualità”. È un momento con degli attributi speciali, è la fase del o la va, o la spacca. Wikipedia dice che chi usa la parola definisce anche la qualità di questo “momento supremo”… allora io cerco di immaginarmi il mio, e me lo figuro un po’ come quell’istante cruciale del “ah ca22o che bell’idea”: se vinco la pigrizia e prendo la matita è fatta, altrimenti ciao. Anzi, ciaone proprio. Questo post, più o meno, è cominciato così.

FarFalli

C’è un intero ripiano della nostra libreria in corridoio su cui sono stipati dei libri che mi ha regalato una mia ex-collega di quando lavoravo in fabbrica, perché se ne voleva disfare. Tutti sul genere young adult, così a naso, e presumibilmente di sapore horror/gotico/urban fantasy. Dico “presumibilmente” perché ormai sono passati almeno 3 anni e non ne ho ancora letto nemmeno uno… fino a qualche giorno fa. Ho preso in mano il primo (e intendo proprio il primo della fila, quello che stava più a sinistra) e mi sono detta che, massì, dai, come “lettura leggera” ci poteva anche stare.
Farfalle Nere di Tara Bray Smith.
Come ha ben detto Yuri, è quel genere di libro che mi sarebbe piaciuto a quindici, sedici anni. Ma un po’ tutto il genere, immagino, mi sarebbe piaciuto a sedici anni se non fossi stata troppo presa da altro fantasy con più Elfi, Draghi e Maghi. Perché Yuri non mi badava quando leggevo Sweep o la saga di Circle of Three.
Sono ripiombata nella spirale della finta nostalgia adolescenziale e l’Universo mi punisce mandandomi le spese condominiali più la bolletta dell’Enel maggiorata del canone tv per ricordarmi che sono più adult che young. Here comes the salasso!
Però abbiamo barato con la busta paga, mi faccio segnare le ferie in agosto.

Ho avuto nostalgia della mia stanza; no, meglio: ho avuto nostalgia di quando la mia stanza mi faceva pena e sognavo quelle grandi camere da letto con il bovindo (o l’abbaino) e il lettone a due piazze come ce l’hanno i teenager americani nei telefilm.
Dopo tre anni che non chiudo più una porta in casa tranne quella del bagno o della cucina quando faccio fritto, mi domando un po’ come mai non abbia ricordi claustrofobici del bugigattolo che era camera mia. Ricordo pomeriggi e serate piovose passate sul letto a leggere finché mia madre non chiamava perché era pronto in tavola. Non mi ricordo più la sensazione che la vita facesse abbastanza schifo, ma mi ricordo che all’epoca lo pensavo spesso. Se questo è l’effetto dei primi sette capitoli di Farfalle Nere, non oso immaginare quando arriverò in fondo allo scaffale.

Domani è Lughnasadh, e potrei decidermi a filtrare e imbottigliare l’oleolito di iperico. Con Limoni e Kokki ci vediamo sabato, che poi sarebbe anche il mio =ARGH= compleanno.
Questa settimana hanno fatto la muta Pitonepalla, Porcelletto, Baboon e persino Peletti – la sua prima, da quando è con noi. Dà un sacco di soddisfazione la muta di Peletti, sembra un’altra tarantola. Per quanto non possa dire che quest’estate balenga mi dispiaccia (sento che pagherò molto cari questi sbalzi di temperatura, ma quando la sera a letto si sta bene con la copertina è tutta goduria) mi sento già alle porte dell’autunno. Non tanto “Primo Raccolto”, facciamo anche già il secondo. Avevamo in programma una grigliatina Walpurgis per oggi a pranzo, più un piccolo prequel ieri sera con pizza e falò… alla fine la pizza siamo andati a mangiarla in pizzeria perché ha cominciato a diluviare, poi ci ha concesso un paio d’ore scarse di tregua per riaccendere il fuoco, assaggiare il liquore alla maggiorana “che fa fare bei sogni”, arrostire un pacco di marshmallows e poi ha ricominciato. Stamattina in principio ha diluviato un altro po’, poi è uscito il sole e abbiamo avviato le griglie, poi è ricominciato il temporale – e noi eravamo molto sommariamente al coperto – e alla fine verso le cinque del pomeriggio è uscito di nuovo un sole cocente, giusto perché ormai eravamo tornati tutti a casa. Ed io mi ero addirittura messa su un tè per aiutarmi ad entrare nell’ordine di idee di cominciare a stendere questo post.
#fottutamontagna

Molte radici, molto onore

Ecco, finite anche le ferie – per quanto, fintanto che Yuri invece è ancora vacanziero, si continui a respirare una certa spensieratezza nell’aria.
Sono discretamente soddisfatta, è stata una settimana impiegata bene. Abbiamo sistemato cosine a casa (Yuri mi ha davvero montato le mensole!), ne abbiamo approfittato per vedere gente, e ho letto tanto nelle pause di temporale (ce ne sono state parecchie). Il tavolo della cucina è ingombro di bottiglie di erbe e radici sotto spirito – e gongolo quando Arianna Safonov mipiaccia le mie foto su Instagram.
Insomma, ho tardato a pubblicare ma avevo le mie buone ragioni, più o meno. Mi rendo conto che sforzarmi di concludere entro domenica – o, meglio, sforzare qualsiasi cosa – spesso e volentieri fa uscire una porcheria e i post non stanno prendendo la piega che vorrei (che poi… con i capelli dovrei essermici abituata. A proposito di capelli, ho trovato del “puro olio di Argan da agricoltura biologica per uso alimentare” da Lidl, bottigliette da 100 ml a 4 euro, e ne ho prese un paio giusto per capire meglio dove sta la fregatura).

Sono rimasta piacevolmente sorpresa nello scoprire di non essere proprio così fuori allenamento come pensavo. Giovedì pomeriggio Paolo ci ha portato a boschi – e intendo proprio “a boschi”, non “a sentieri che attraversano boschi” – per un tour di un paio di vecchi villaggetti contadini abbandonati che Madre Natura sta prepotentemente reclamando per sé. Credevo che, complice anche l’afa equatoriale, avrei patito un sacco, invece le pedule mi hanno salvato le caviglie e non ho preso neanche una zecca. Graffi, in compenso, un tot.

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Yuri qualche tempo fa ha preparato una specie di pomata con una base di cera d’api e olio di piantaggine, che inizialmente era stata pensata per salvargli braccia e gambe dalle irritazioni da fieno e da insetti, ma che in realtà abbiamo scoperto andar bene un po’ per qualsiasi tipo di abrasione cutanea. Compresi i solchi aperti dalle unghie del cane dove la carne umana è più tenera, e lei lo sa, così è sicura di avere la tua attenzione. Ne avevamo fatta una discreta quantità ma, visti i buoni risultati di test clinicissimi, ne abbiamo anche regalata a destra e a manca e quindi, quando capiterà di rifarne, molto probabilmente ci sarà una diretta Periscope dedicata. Come con le grappe. Ci saranno anche altre grappe. Yuri dice che si sente molto spezialeMolte altre grappe.

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La nuova proposta del club del libro di Cherise è Channeling: come contattare la propria guida spirituale, che io ho acquistato in inglese perché il mio kindle per comodità è settato sullo store americano, con il titolo originale di Opening to Channel: how to connect with your guide, di Sanaya Roman e Duane Packer. In realtà poi è un libro scritto a otto mani perché in parte si tratta di esperienze e testimonianze dei due autori materiali e in parte sono insegnamenti che queste persone hanno canalizzato dai loro spiriti guida.
Ora… di norma è difficile che mi piacciano libri di questo tipo; come era difficile che mi piacesse Puoi Guarire la Tua Vita, eppure l’ho preso e letto ugualmente, perché fa parte del gioco. Però devo dire che, per adesso, questo mi sta facendo una buona impressione, se non altro perché quello che “dicono” le due guide spirituali in questione corrisponde esattamente a quella che è la mia esperienza personale con gli spiriti. Se da una parte questo significa nessuna nuova eclatante rivelazione, dall’altra vuol dire confrontarsi (circa) con qualcuno di nuovo e farsi un’idea di dove questo tipo di percorso può condurre. Senza contare che comunque si tratta di un libriccino in formato Kindle che costa poco più di 6 euro.
Una piccola cosa che mi ha colpito è stato il fatto che, secondo loro, sognare di tornare a scuola è sintomo di una predisposizione al channeling. Io sogno CONTINUAMENTE di tornare a scuola, e in effetti mi sono chiesta spesso come mai, visto che tutto sommato sono sogni piacevoli ma non mi pare di avere tutta questa nostalgia dei tempi del liceo. E’ anche vero che in questi giorni siamo finalmente riusciti a vedere un po’ Nicoletta + Vito e Laura + Fabrizio (con Sara è già più facile perché è ospite di sua nonna quaggiù in questo momento) e ci è parso un evento, perché tra impegni e malanni e viaggi e figli incontrarsi tutti insieme sta diventando complesso, figuriamoci tavolare o comunque portare avanti un lavoro di quel genere. Vabbe’, dettagli.
Mettiamola come uno sprone a riprendere qualche attività di questo tipo.

FerieScope!

Questa settimana ho fatto l’oleolito di iperico.
Mi ero quasi rassegnata all’idea di non riuscirci perché il mio raccolto di mezz’estate era stato ben misero – per quanto riguarda l’iperico, intendo – e invece un giorno mia madre torna da una passeggiata e me ne porta una sporta piena. Olè.
Casa mia non è proprio il luogo ideale in cui conservare qualcosa che deve prendere il sole, ma tutto sommato vedo che in questa stagione il davanzale del bagno ne prende a sufficienza e, d’altro canto, non è che, in generale, il sole splenda tutto il tempo. Anzi. Questa settimana ci sono stati un paio di notevoli nubifragi di cui il peggiore, mercoledì, ha addirittura abbattuto alberi qui e lì facendo migliaia di euro di danni.
Tornando all’iperico, comunque, mi ci stavo facendo una cultura e m’incuriosisce il fatto che la preparazione tradizionale vada di fatto contro alcuni dei precetti cardine della spagiria (di cui, per inciso, ribadisco di sapere poco e niente) come l’utilizzo delle parti di pianta fresche e l’esposizione diretta ai raggi solari. Una ragione in più per toccare con mano.

Non ho pubblicato ieri perché ero invischiata in una delle tradizionali parche grigliate “Rinaldi vs. Food”, ma sono sopravvissuta senza incidenti (al contrario di Yuri che oggi è succube della propria emicrania) e, soprattutto, sono in ferie. Ho maturato soltanto una settimana, quindi devo sforzarmi di non farmela proprio scivolare via dalle mani in pennichelle pomeridiane o maratone mmorpg – anche se uno dei miei obiettivi di oggi era portare la mia Druida Nightelf finalmente al liv. 100 in vista della nuova espansione di WoW che dovrebbe uscire a fine agosto. E stamattina ce l’ho fatta, comunque.
Un altro obiettivo è pubblicare questo post, e ci stiamo lavorando. Purtroppo non so come inserire un videolino esilarante che ho registrato con Boomerang ieri mattina quando Yuri ha messo la carne sulla griglia, peccato perché meritava, in pochi secondi racchiudeva proprio l’essenza dell’homo barbequens. Ad ogni modo, lo trovate su Instagram (e su Facebook di conseguenza).

Ho cominciato anch’io a trasmettere su Periscope, così, a tempo perso. Il mio username è lo stesso di Twitter – @hedydd_the_bard. Da quando ho comprato una powerbank con le contropalle approfittando degli scontONI di Amazon, mi sento spavalda… e paradossalmente non ne ho ancora avuto bisogno per allungare l’autonomia di Pokémon Go. Yuri mi supporta, raccontiamo cose. Condividiamo animali. Avrei voglia di commentare alcuni passi del libro di Brosse sulla mitologia degli alberi perché mi sta proprio piacendo. Ah, ovviamente anche Periscope diventa terreno fertile per le mie smanie da Fottuta Campagna; mi piacerebbe che, una volta tanto, passasse il messaggio che non mi faccio vedere “per insegnare qualcosa” ma per “imparare insieme”, o qualcosa del genere. Così nascono gli aneddoti divertenti, tra l’altro.

Barattoli e Pokéball

L’altro giorno ero a spasso per il centro con mia madre e ci siamo fermate a scambiare due convenevoli con una sua vecchia conoscente. Ad un certo bel momento, questa mi guarda con sorriso materno e mi domanda “E tu cara? Come vanno gli studi?”. Cara signora. Cara, CARA signora.
Molto meglio del terribile sei sposata? Hai figli?

Mercoledì è uscito Pokémon Go e tutta la mia generazione è tornata ragazzina, chi con la scusa di portar fuori il cane, chi con la scusa di un giro con la bimba in carrozzina (un saluto ai Vicoletti! 😆). Che io sappia, dei vecchi fans della serie sono stati risparmiati solo quelli il cui cellulare non è supportato. Giovedì mattina la mia pagina Facebook era già un tripudio di screenshots dalle località più svariate; io mi godo un sacco, Yuri ha fatto un pochino più fatica (perché quasi contemporaneamente è uscita anche la nuova espansione di Warframe) ma, quando ha ingranato anche lui, s’è impuntato sulla conquista della palestra della chiesa di Cavarzano, e sghignazziamo come faine ladre soprattutto nel momento in cui incroci qualcun altro palesemente in caccia con il telefono in mano. Non riesco a capire se mi diverta più il gioco in sé o semplicemente il fatto che ci siamo rimasti tutti sotto così – perché è questo il peggio, in compagnia ci si fomenta.
La mia settimana praticamente è andata via così. Venerdì pomeriggio seduti davanti al Pokéstop della parrocchia Don Bosco insieme ai ragazzini del Grest, sabato in giro per il centro ad assediare le palestre delle altre squadre, la sera a spasso con il cane battendo zone inesplorate in cerca di nuovi Pokémon e per macinare i km che servono a schiudere le uova. Tutta salute, quella.
Mi sono anche definitivamente decisa ad ordinare da Amazon una powerbank perché tutto questo prosciuga la batteria in maniera veramente esagerata.

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E non è stato nemmeno l’unico regalino che mi sono fatta, ho spuntato altri quattro titoli dalla mia wishlist – il GaldrabókIcelandic Magic, Magic of the Iron PentacleWalking with the Sin Eater. Diciamo che in questi ultimi giorni facevo un po’ di fatica ad ingranare e quindi mi sono dedicata ad una serie di cose che mi ha tirato su di morale, non ultima la fuga al rustico con la mamma per un detox urto. A volte la Paturnia scorre potente in me e l’inettitudine del mondo mi infastidisce a livelli eccessivi, sono quei momenti in cui ti fa rabbia anche solo che questa gente respiri il tuo stesso ossigeno – figuriamoci quando ti rendi conto che il loro voto conta come quello di tutti gli altri, l’unica consolazione è che raramente si recano alle urne.Ma pazienza, per fortuna queste parentesi di sconforto si aprono e si chiudono. Personalmente me le figuro un po’ come una pozza di fango schifoso in cui queste persone sguazzano abitualmente, poi ogni tanto ci finisco dentro anch’io e mi ci affanno perché loro sanno nuotarci molto meglio di me.

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Pazienza. Nel frattempo le mie erbe si sono seccate, è ora di rimpinguare i barattoli.
E poi Yuri da ieri è in ferie, e mi ha promesso che mi monta delle mensole.

La piGrezza

Se dico che sono andata in ferie non ci crede nessuno, quindi lo ammetto candidamente: mi sono impigrita e ho saltato due domeniche. Peccato, pure, perché due sabati fa eravamo all’Yggdrasil con Angela e Raymond a sentire gli Omnia, e il venerdì dopo ero tutta felice di poter festeggiare Litha un po’ in ritardo ma in maniera molto bucolica e UAILD insieme a Yuri. Sono state comunque due buone settimane, in linea di massima; adesso è finito anche giugno ed è ora di tornare a darsi da fare, Fottuta Campagna Part-time non aspetta più. Sarà un post un po’ scarno perché non ho preso gli appunti del caso, ma da lunedì ricomincio.

Stavolta per San Giovanni, oltre alle noci per il nocino, ho raccolto erbe varie ed eventuali, tra cui la ruta. Non me l’ero mai filata più di tanto, se non nella grappa, poi quest’anno ho visto che mia madre al rustico ne aveva ancora tanta e me ne sono portata via un mazzetto… folkloristicamente parlando, è portentosa contro negatività varie ed eventuali. Insomma, com’è e come non è, da quando ho appeso la ruta a seccare sopra la porta della cucina, secondo me in casa mia si sta meglio. Sarà un’impressione, sarà che stanno passando finalmente le allergie stagionali, sarà che è arrivato il nuovo prospetto delle spese condominiali e sono ancora abbastanza basse, ma io me la sento così. Sarà che è un weekend di buon umore dopo una settimana uggiosa con punte di sconforto (in cui peraltro mi aspettavo di portare finalmente mia nonna a rifare la sua benedetta patente e invece l’hanno rinviata di un altro mese per un ulteriore esame e ciò prolunga la mia carriera di autista), di cui mi sono consolata comprandomi ancora qualche libro, che arriverà martedì – mi sono anche fatta promettere da Yuri che appena va in ferie mi monta delle mensole. Sarà che ho finito di leggere Puoi Guarire la Tua Vita resistendo ad occasionali impulsi di gettarlo fuori dalla finestra, e ho deciso di affrontarlo a mente aperta e di seguirne qualche indicazione, che male non può fare.
Però adesso avanti il prossimo.

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