"Thro' evening shades I haste away / to close the labours of my day."

Sunday Moody Sunday

Sì, ho fatto un leggerissimo restyling, a me e al blog. Io ho fatto la tinta ai capelli.

Eccole qui, le cornina di daino di Paolo. E’ passato a portarmele sabato mattina e ha trovato me e Laura post-bombarda (o, meglio, Laura pb e io semplicemente raVVreDDaDa), sedute a bere il tè in mezzo ai tarzanelli di pelo di cane. Pazienza. Fa molto noisiamiggiovani-iggiovani-piuggiovani.
Comunque sia poi ho bonificato tutto, ho stirato e ho fatto un paio di lavatrici… adesso vediamo: i suoceri ci hanno regalato un deumidificatore (l’inverno scorso, con il riscaldamento centralizzato, avevamo il problema opposto… pensa te quanto si risparmia anche solo con il termostato) con la funzione “asciugabiancheria”; è andato per qualche ora, ieri sera e già alcune cose stamani erano asciutte. Sono tentata di andare avanti imperterrita finché non ho svuotato il cesto. E’ incredibile la quantità immonda di vestiti che Yuri mette a lavare.

Ieri sera mi ha cucinato cosce d’anatra con i topinambur (e abbiamo rischiato anche con fufopufo, che continuava a stargli tra i piedi). Oggi io gli ho preparato i pancakes e mi sono venuti anche particolarmente buoni… mi sto chiedendo cosa diavolo mi passasse per la testa quando mi dicevo che avrei preferito restare a casa con i miei un po’ di più, piuttosto che andare a rinchiudermi in un appartamento minuscolo. Che deficiente. Che povera ingenua.
Il che, in sintesi, mi ha trascinato in un sabato sera di piena fase “ma chi me lo fa fare di uscire”, e non mi sforzo neanche di farmela passare perché in fin dei conti fa comodo al mio portafoglio e al mio raVVreDDoDe. Tanto le comari le avevo viste venerdì (e le vedrò oggi per il Witches’ Cafè dell’Esbat).

Sono stata a vedere Lo Hobbit, giovedì, naturalmente. Non lo definirei in maniera assoluta “una delusione” come hanno fatto molti dei miei contatti su facebook e fuori (nonostante avessimo prenotato autonomamente Yuri ed io, abbiamo trovato un sacco di facce familiari in sala), non mi sento di aver buttato i soldi del biglietto… però preferisco definirlo “uno splendido film con un pessimo Hobbit”. La qualità dell’HFR è stupefacente, e la crew è pur sempre quella che ha valso alla trilogia del Signore degli Anelli 17 Oscar… ma non è Lo Hobbit di Tolkien, è solo una storia che ci assomiglia – e non solo per via di una doverosa trasposizione di un libro per bambini in un film per grandi. Bello, eh? Ma meglio entrare in sala già nell’ordine di idee che sia qualcosa di diverso, che ci sarà un Gandalf ancora più buontempone (e c’entrerà poco il suo amore per gli Hobbit), una fanciulla elfica squartatrice invaghita di un Nano, degli Orchi tutti in digitale che quanto a sprizzare virilità e figaccionitudine intrinseca non sono secondi neanche a Thorin stesso, ed un potente Re degli Elfi che troppo spesso si concede degli atteggiamenti più consoni a un Dolce/Gabbana che ad un Sindar.
E UN CONGIUNTIVO SBAGLIATO.

Però fotograficamente ci si può lustrare gli occhi.

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